EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
04 POLITICA & SOCIETÀ
05 POLITICA & SOCIETÀ
06 POLITICA & SOCIETÀ
07 EUROPA
08 INTERNAZIONALE
09 INTERNAZIONALE
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
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ARTICOLO Julianne Moore «terribile» Sarah Palin in «Game Change» su Raimovie
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ARTICOLO L'assassinio? «Legalizzato»
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ARTICOLO VISIONI
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ARTICOLO Il vero grand guignol è il sistema sanitario
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ARTICOLO TFF Virzì: «Il mio festival sarà senza confini»
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ARTICOLO «Dirty Wars», le zone oscure della politica Usa di Giulia D'Agnolo Vallan NEW YORK
14 LETTERE
15 LETTERE
16 STORIE
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il manifesto 2013.02.06 - 12 VISIONI
MusicaNel 1993, quasi centenario, moriva Lev Sergeevic Termen, l'inventore del theremin. Ma non solo, nei laboratori segreti russi brevetterà anche la prima «cimice»
Quel suono che unisce Hitchcock e Beach Boys
ARTICOLO
ARTICOLO
In Urss, con l'accusa di «contaminazione capitalista», venne condannato a otto anni di lavori forzati
Luciano Del Sette
Vent'anni fa, quasi centenario, moriva a Mosca Lev Sergeevic Termen. A lui devono molto personaggi illustri, musicali e non; ad esempio Jean Michel Jarre, i Led Zeppelin, Bryan Martin dei Beach Boys; Alfred Hitchock, Robert Wise, Milos Forman, per le colonne sonore di Io ti salverò, Ultimatum alla terra, Qualcuno volò sul nido del cuculo. Ognuno di loro, infatti, ha usato o usa il suono del Theremin, invenzione di Lev Sergeevic Termen, così battezzata dopo la decisione di anglicizzare il suo nome in Leon Theremin. La lunghissima storia di quest'uomo, nato a San Pietroburgo nel 1896, diplomato in violoncello al conservatorio, laurea in fisica e astronomia, miscela musica e comunismo, laboratori scientifici e salotti culturali, palchi di teatro e stanze di ambasciate, love stories e spy stories. È una storia che si fatica a non credere favola. Prima di raccontarla, bisogna, però, restare ai giorni nostri, e precisamente a una sera di fine settembre del 2012.
Il luogo è una piazza di Torino, l'occasione il Turin Songwriters Festival. Sul palco, per due volte, compare Lorenzo Giorda, aka Lord Theremin. Cinquantenne, capelli brizzolati, si piazza davanti a quella che potrebbe apparire una tastiera elettronica. Potrebbe, perché, a renderla anomala, sono due antenne montate in orizzontale e in verticale. Lord si unisce alle chitarre, alle percussioni, alle voci, muovendo le mani nell'aria. Il suono che così produce ricorda quello di un violoncello o di un violino, ma è più liquido, più etereo; galleggia, cresce o diminuisce di volume; a volte gioca a nascondersi o a confondersi con l'impasto sonoro, altre volte sembra chiamarlo a sé. Lord si avvicina e si allontana dalle due antenne senza mai toccarle, le guarda come a chiedere loro altre magie, le sue dita disegnano e compongono note. Lorenzo Giorda è uno dei musicisti italiani che suonano il Theremin, frutto, intorno al 1919, del genio di Lev Sergeevic Termen. A questo punto si impone una piccola scheda tecnica. Le due antenne montate sulla struttura dove sono alloggiati i circuiti elettronici, servono, quella verticale a creare le intonazioni, quella orizzontale a gestire i livelli di volume. Tutto ciò dona allo strumento capacità espressive uniche, ma lo rende al medesimo tempo difficilissimo da suonare. Chiacchiere con Lord, qualche giorno dopo la sua performance «Qui da noi, il Theremin è applicato soprattutto alla musica elettronica molto estrema, e in questo caso diventa troppo sperimentale. Nel giusto mezzo, ha tante strade aperte. La parte che a me interessa e su cui lavoro è legata al movimento del corpo, perché, nell'aggiustare la nota, puoi avere una gestualità che avvantaggia la forma sonora e la forma espressiva sul palco».
È l'unico strumento con il quale non c'è contatto fisico. Uno svantaggio, un limite? «In realtà il contatto fisico c'è, quando entri a massa con un campo magnetico. Nel tempo, grazie all'esperienza, questo contatto lo puoi sentire. Ma la cosa diversa, particolare, è che, in realtà, il Theremin è uno strumento 'invisibile'. Non è l'oggetto, vale a dire l'oggetto che vedi, a creare la musica. Sono i campi, le loro caratteristiche, la loro velocità, la loro ampiezza, a farlo». Adesso possiamo tornare indietro, iniziare il racconto proprio dal 1919. Lev è a capo del Laboratorio dell'Istituto Fisico Tecnico di San Pietroburgo, dove sta compiendo esperimenti per l'esercito con amplificatori e oscillatori a valvole che, in determinate condizioni, emettono un fischio di frequenza variabile a seconda del movimento delle mani. Nasce così l'eterofono, cui Termen si dedicherà per accrescerne le capacità musicali. La sua creatività partorisce anche automatismi di illuminazione e di porte, dispositivi di sicurezza, e, nel 1925, il Dalnovidenie, pioniere dei sistemi televisivi. Lenin propone allo scienziato un giro per l'Europa, che mostri al mondo il progresso sovietico, di cui il Theremin è significativa espressione. Già accolto con entusiasmo dagli ambienti musicali in patria, la presentazione europea ne accresce enormemente la fama. Lev passa il confine degli Stati uniti, sempre e comunque cittadino sovietico, nel 1928. Qui brevetta il Theremin e un sistema di allarme, vendendone la licenza alla Rca, per poi fondare una propria società, la Teletouch, e aprire una serie di rappresentanze commerciali dell'Urss, sospette, in seguito, di spionaggio.
Fin al 1938, Termen conduce un'esistenza agiata e di successo, divisa tra attività imprenditoriali e passione musicale. La sua casa di New York ospita Toscanini, Einstein, Ravel, il magnate Ford, Gershwin, Chaplin, Eisenhower; i suoi concerti riempiono i teatri americani ed europei, suona con l'Orchestra Filarmonica. Due gli incontri femminili importanti. Il primo con la violinista e compatriota Clara Reisemberg, naturalizzata Rockmore, che diverrà la massima virtuosa di Theremin al mondo. Il secondo, con la ballerina afroamericana Lavinia Williams, susciterà scandalo negli ambienti dell'élite americana quando Lev deciderà di sposarla in seconde nozze. Per le coreografie di Lavinia, il marito inventa magie elettroniche che seminano stupore tra gli spettatori. L'incantesimo si spezza nel 1938. L'uomo del Theremin scompare dagli Stati uniti, dove viene dato per morto. Invece, forse rapito dai servizi segreti, è in Unione Sovietica, vittima delle epurazioni staliniste. Condannato a otto anni di lavori forzati per «contaminazione imperialista», il talento delle sue idee gli vale il trasferimento nel laboratorio di Tupolev. Insieme all'ingegnere Sergei Korlev, sviluppa studi sui droni, gli aerei radio controllati. Il governo lo riabilita a metà degli anni '40, mettendolo però al servizio dello spionaggio.
Nel chiuso dei laboratori, Lev/Leon crea il sistema Buran, che, convogliando dall'esterno i raggi infrarossi sulla finestra di un ambiente, riesce a captare i discorsi grazie alle vibrazioni dei vetri. Ma il colpo da maestro è l'invenzione della prima «cimice». Nascosta dentro lo stemma in legno che raffigura il Great Seal of the United States, la cimice viene consegnata da un gruppo di scolari sovietici all'ambasciatore americano a Mosca Averell Harriman.
È il 4 agosto 1945. Resterà in attività fino al 1952, quando un tecnico la scoprirà per caso. Termen torna alla musica nel 1967, progettando strumenti elettronici presso il Conservatorio di musica di Mosca. Lo stesso anno, uno scoop del New York Times rivela che lo scienziato è ancora vivo. Arrivano il licenziamento dal Conservatorio e l'oscuro lavoro di operaio al Dipartimento di fisica dell'Università di Mosca. Negli anni '70, Terman insegnerà alla pronipote Lydia Kravina i segreti del Theremin, facendone l'altra eccelsa interprete insieme a Clara Rockmore, che saluterà per l'ultima volta nel 1991, in occasione di un viaggio a New York. IN ALTO IL THEREMIN / FOTO ROBERTO CAVALLI. A DESTRA LEV SERGEEVIC TERMEN, A SINISTRA UNA RIVISTA DEGLI ANNI CINQUANTA
Vent'anni fa, quasi centenario, moriva a Mosca Lev Sergeevic Termen. A lui devono molto personaggi illustri, musicali e non; ad esempio Jean Michel Jarre, i Led Zeppelin, Bryan Martin dei Beach Boys; Alfred Hitchock, Robert Wise, Milos Forman, per le colonne sonore di Io ti salverò, Ultimatum alla terra, Qualcuno volò sul nido del cuculo. Ognuno di loro, infatti, ha usato o usa il suono del Theremin, invenzione di Lev Sergeevic Termen, così battezzata dopo la decisione di anglicizzare il suo nome in Leon Theremin. La lunghissima storia di quest'uomo, nato a San Pietroburgo nel 1896, diplomato in violoncello al conservatorio, laurea in fisica e astronomia, miscela musica e comunismo, laboratori scientifici e salotti culturali, palchi di teatro e stanze di ambasciate, love stories e spy stories. È una storia che si fatica a non credere favola. Prima di raccontarla, bisogna, però, restare ai giorni nostri, e precisamente a una sera di fine settembre del 2012.
Il luogo è una piazza di Torino, l'occasione il Turin Songwriters Festival. Sul palco, per due volte, compare Lorenzo Giorda, aka Lord Theremin. Cinquantenne, capelli brizzolati, si piazza davanti a quella che potrebbe apparire una tastiera elettronica. Potrebbe, perché, a renderla anomala, sono due antenne montate in orizzontale e in verticale. Lord si unisce alle chitarre, alle percussioni, alle voci, muovendo le mani nell'aria. Il suono che così produce ricorda quello di un violoncello o di un violino, ma è più liquido, più etereo; galleggia, cresce o diminuisce di volume; a volte gioca a nascondersi o a confondersi con l'impasto sonoro, altre volte sembra chiamarlo a sé. Lord si avvicina e si allontana dalle due antenne senza mai toccarle, le guarda come a chiedere loro altre magie, le sue dita disegnano e compongono note. Lorenzo Giorda è uno dei musicisti italiani che suonano il Theremin, frutto, intorno al 1919, del genio di Lev Sergeevic Termen. A questo punto si impone una piccola scheda tecnica. Le due antenne montate sulla struttura dove sono alloggiati i circuiti elettronici, servono, quella verticale a creare le intonazioni, quella orizzontale a gestire i livelli di volume. Tutto ciò dona allo strumento capacità espressive uniche, ma lo rende al medesimo tempo difficilissimo da suonare. Chiacchiere con Lord, qualche giorno dopo la sua performance «Qui da noi, il Theremin è applicato soprattutto alla musica elettronica molto estrema, e in questo caso diventa troppo sperimentale. Nel giusto mezzo, ha tante strade aperte. La parte che a me interessa e su cui lavoro è legata al movimento del corpo, perché, nell'aggiustare la nota, puoi avere una gestualità che avvantaggia la forma sonora e la forma espressiva sul palco».
È l'unico strumento con il quale non c'è contatto fisico. Uno svantaggio, un limite? «In realtà il contatto fisico c'è, quando entri a massa con un campo magnetico. Nel tempo, grazie all'esperienza, questo contatto lo puoi sentire. Ma la cosa diversa, particolare, è che, in realtà, il Theremin è uno strumento 'invisibile'. Non è l'oggetto, vale a dire l'oggetto che vedi, a creare la musica. Sono i campi, le loro caratteristiche, la loro velocità, la loro ampiezza, a farlo». Adesso possiamo tornare indietro, iniziare il racconto proprio dal 1919. Lev è a capo del Laboratorio dell'Istituto Fisico Tecnico di San Pietroburgo, dove sta compiendo esperimenti per l'esercito con amplificatori e oscillatori a valvole che, in determinate condizioni, emettono un fischio di frequenza variabile a seconda del movimento delle mani. Nasce così l'eterofono, cui Termen si dedicherà per accrescerne le capacità musicali. La sua creatività partorisce anche automatismi di illuminazione e di porte, dispositivi di sicurezza, e, nel 1925, il Dalnovidenie, pioniere dei sistemi televisivi. Lenin propone allo scienziato un giro per l'Europa, che mostri al mondo il progresso sovietico, di cui il Theremin è significativa espressione. Già accolto con entusiasmo dagli ambienti musicali in patria, la presentazione europea ne accresce enormemente la fama. Lev passa il confine degli Stati uniti, sempre e comunque cittadino sovietico, nel 1928. Qui brevetta il Theremin e un sistema di allarme, vendendone la licenza alla Rca, per poi fondare una propria società, la Teletouch, e aprire una serie di rappresentanze commerciali dell'Urss, sospette, in seguito, di spionaggio.
Fin al 1938, Termen conduce un'esistenza agiata e di successo, divisa tra attività imprenditoriali e passione musicale. La sua casa di New York ospita Toscanini, Einstein, Ravel, il magnate Ford, Gershwin, Chaplin, Eisenhower; i suoi concerti riempiono i teatri americani ed europei, suona con l'Orchestra Filarmonica. Due gli incontri femminili importanti. Il primo con la violinista e compatriota Clara Reisemberg, naturalizzata Rockmore, che diverrà la massima virtuosa di Theremin al mondo. Il secondo, con la ballerina afroamericana Lavinia Williams, susciterà scandalo negli ambienti dell'élite americana quando Lev deciderà di sposarla in seconde nozze. Per le coreografie di Lavinia, il marito inventa magie elettroniche che seminano stupore tra gli spettatori. L'incantesimo si spezza nel 1938. L'uomo del Theremin scompare dagli Stati uniti, dove viene dato per morto. Invece, forse rapito dai servizi segreti, è in Unione Sovietica, vittima delle epurazioni staliniste. Condannato a otto anni di lavori forzati per «contaminazione imperialista», il talento delle sue idee gli vale il trasferimento nel laboratorio di Tupolev. Insieme all'ingegnere Sergei Korlev, sviluppa studi sui droni, gli aerei radio controllati. Il governo lo riabilita a metà degli anni '40, mettendolo però al servizio dello spionaggio.
Nel chiuso dei laboratori, Lev/Leon crea il sistema Buran, che, convogliando dall'esterno i raggi infrarossi sulla finestra di un ambiente, riesce a captare i discorsi grazie alle vibrazioni dei vetri. Ma il colpo da maestro è l'invenzione della prima «cimice». Nascosta dentro lo stemma in legno che raffigura il Great Seal of the United States, la cimice viene consegnata da un gruppo di scolari sovietici all'ambasciatore americano a Mosca Averell Harriman.
È il 4 agosto 1945. Resterà in attività fino al 1952, quando un tecnico la scoprirà per caso. Termen torna alla musica nel 1967, progettando strumenti elettronici presso il Conservatorio di musica di Mosca. Lo stesso anno, uno scoop del New York Times rivela che lo scienziato è ancora vivo. Arrivano il licenziamento dal Conservatorio e l'oscuro lavoro di operaio al Dipartimento di fisica dell'Università di Mosca. Negli anni '70, Terman insegnerà alla pronipote Lydia Kravina i segreti del Theremin, facendone l'altra eccelsa interprete insieme a Clara Rockmore, che saluterà per l'ultima volta nel 1991, in occasione di un viaggio a New York. IN ALTO IL THEREMIN / FOTO ROBERTO CAVALLI. A DESTRA LEV SERGEEVIC TERMEN, A SINISTRA UNA RIVISTA DEGLI ANNI CINQUANTA
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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