EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
04 POLITICA & SOCIETÀ
05 POLITICA & SOCIETÀ
06 POLITICA & SOCIETÀ
07 EUROPA
08 INTERNAZIONALE
09 INTERNAZIONALE
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
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ARTICOLO Julianne Moore «terribile» Sarah Palin in «Game Change» su Raimovie
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ARTICOLO L'assassinio? «Legalizzato»
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ARTICOLO VISIONI
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ARTICOLO Il vero grand guignol è il sistema sanitario
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ARTICOLO TFF Virzì: «Il mio festival sarà senza confini»
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ARTICOLO «Dirty Wars», le zone oscure della politica Usa di Giulia D'Agnolo Vallan NEW YORK
14 LETTERE
15 LETTERE
16 STORIE
Edizione html
il manifesto 2013.02.06 - 13 VISIONI
FOX Da stasera «American horror story 2»
Il vero grand guignol è il sistema sanitario
ARTICOLO
ARTICOLO
S.Cr.
Sempre più cupi, ricchi di misteri ai limiti del grand guignol, i nuovi fenomeni seriali provenienti dagli Usa si popolano di creature misteriose, famelici non-morti e insaziabili succhiatori di sangue. E mentre si annuncia - sull'onda del successo di The Walking Dead, l'adattamento tv del film Benvenuti a Zombieland, ecco tornare con un secondo capitolo quella che è forse la serie più intrigante delle ultime stagioni. American Horror Story riparte da stasera su Fox (canale 111 di Sky, ore 22.45, se vi siete persi la prima dal 3 febbraio è in onda alle 23 - in chiaro - ogni domenica su Deejay Tv) se possibile ancora più perfida e perversa del primo ciclo.
Uno script di ferro, frutto del lavoro a quattro mani di Ryan Murphy e Brad Falchuck (Glee, Nip/Tuck), che si riapre raccontando un'altra storia. Lasciata la casa maledetta, qui l'ambientazione è un manicomio degli anni 60, e il collegamento - mossa geniale dei due creatori - è il recupero di alcuni dei personaggi cardine degli altri episodi, reintrodotti nel racconto con un ruolo diverso. Sentivate nostalgia di Jessica Lange? Niente paura, rieccola con tonaca e velo nei panni di una madre superiora sadica con molti (troppi) segreti nascosti nell'armadio.
Un gioco seriale decisamente intrigante, una macchina da guerra ancora piena di citazioni. Se in passato i riferimenti a Rosemary's Baby erano vieppiù evidenti, qui si pesca a piene mani in un immaginario fatto di creature aliene, il caso della Dalia nera fino ad arrivare e sfiorare la strage di Columbine. «È una struttura molto interessante - ha sottolineato Murphy alla stampa americana - portiamo il pubblico dal 1965 fino ad oggi. Era un progetto molto ambizioso dal punto di vista produttivo». Non mancano agganci all'attualità, al sistema sanitario americano: «In un paio di episodi - spiega l'autore- mostriamo come questi istituti sono caduti in bancarotta e hanno venduto le loro strutture allo stato che li usa come magazzini, non solo per i pazienti afflitti da disordini mentali, ma anche per chi ha altri tipi di problematiche. Jessica Lange era molto affascinata da questa idea e così abbiamo deciso di esplorare il declino di questo sistema attraverso il suo personaggio».
Il successo del primo ciclo, ha garantito una serie di guest star d'eccezione; vedremo Chloe Sevigni «reclusa ninfomane», James Cromwell quale «folle scienziato» e persino Joseph Fiennes luciferino monsignore, e ha spalancato le porte a una terza stagione, già in preparazione. «Forse affronteremo una storia d'amore tragica, alla Romeo e Giulietta tanto per intenderci. Stiamo inoltre considerando l'idea di girare in un posto diverso, dove ci sono testimonianze di orrori realmente accaduti», chiosa Murphy.
Sempre più cupi, ricchi di misteri ai limiti del grand guignol, i nuovi fenomeni seriali provenienti dagli Usa si popolano di creature misteriose, famelici non-morti e insaziabili succhiatori di sangue. E mentre si annuncia - sull'onda del successo di The Walking Dead, l'adattamento tv del film Benvenuti a Zombieland, ecco tornare con un secondo capitolo quella che è forse la serie più intrigante delle ultime stagioni. American Horror Story riparte da stasera su Fox (canale 111 di Sky, ore 22.45, se vi siete persi la prima dal 3 febbraio è in onda alle 23 - in chiaro - ogni domenica su Deejay Tv) se possibile ancora più perfida e perversa del primo ciclo.
Uno script di ferro, frutto del lavoro a quattro mani di Ryan Murphy e Brad Falchuck (Glee, Nip/Tuck), che si riapre raccontando un'altra storia. Lasciata la casa maledetta, qui l'ambientazione è un manicomio degli anni 60, e il collegamento - mossa geniale dei due creatori - è il recupero di alcuni dei personaggi cardine degli altri episodi, reintrodotti nel racconto con un ruolo diverso. Sentivate nostalgia di Jessica Lange? Niente paura, rieccola con tonaca e velo nei panni di una madre superiora sadica con molti (troppi) segreti nascosti nell'armadio.
Un gioco seriale decisamente intrigante, una macchina da guerra ancora piena di citazioni. Se in passato i riferimenti a Rosemary's Baby erano vieppiù evidenti, qui si pesca a piene mani in un immaginario fatto di creature aliene, il caso della Dalia nera fino ad arrivare e sfiorare la strage di Columbine. «È una struttura molto interessante - ha sottolineato Murphy alla stampa americana - portiamo il pubblico dal 1965 fino ad oggi. Era un progetto molto ambizioso dal punto di vista produttivo». Non mancano agganci all'attualità, al sistema sanitario americano: «In un paio di episodi - spiega l'autore- mostriamo come questi istituti sono caduti in bancarotta e hanno venduto le loro strutture allo stato che li usa come magazzini, non solo per i pazienti afflitti da disordini mentali, ma anche per chi ha altri tipi di problematiche. Jessica Lange era molto affascinata da questa idea e così abbiamo deciso di esplorare il declino di questo sistema attraverso il suo personaggio».
Il successo del primo ciclo, ha garantito una serie di guest star d'eccezione; vedremo Chloe Sevigni «reclusa ninfomane», James Cromwell quale «folle scienziato» e persino Joseph Fiennes luciferino monsignore, e ha spalancato le porte a una terza stagione, già in preparazione. «Forse affronteremo una storia d'amore tragica, alla Romeo e Giulietta tanto per intenderci. Stiamo inoltre considerando l'idea di girare in un posto diverso, dove ci sono testimonianze di orrori realmente accaduti», chiosa Murphy.
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
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