EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
04 POLITICA & SOCIETÀ
05 POLITICA & SOCIETÀ
06 POLITICA & SOCIETÀ
07 EUROPA
08 INTERNAZIONALE
09 INTERNAZIONALE
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
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ARTICOLO Julianne Moore «terribile» Sarah Palin in «Game Change» su Raimovie
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ARTICOLO L'assassinio? «Legalizzato»
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ARTICOLO VISIONI
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ARTICOLO Il vero grand guignol è il sistema sanitario
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ARTICOLO TFF Virzì: «Il mio festival sarà senza confini»
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ARTICOLO «Dirty Wars», le zone oscure della politica Usa di Giulia D'Agnolo Vallan NEW YORK
14 LETTERE
15 LETTERE
16 STORIE
Edizione html
il manifesto 2013.02.06 - 13 VISIONI
TFF Virzì: «Il mio festival sarà senza confini»
ARTICOLO
ARTICOLO
«Torino dev'essere l'utopia possibile. Nel mio Festival ci sarà spazio per tutti
i generi, per tutto il cinema». Parole del neo direttore del Torino Film Festival - che si svolgerà dal 22 al 30 novembre - Paolo Virzì, che ieri ha presentato le linee guida della 31esima edizione. «La mia sarà un'edizione - ha sottolineato - dove non ci saranno confini, in cui verranno calcati anche percorsi ritenuti inaccessibili. Ci sono tante cinematografie che in Italia sono sconosciute a causa della miopia dei nostri distributori, noi cercheremo di proporle al pubblico». Qualche anticipazione sulla kermesse, come la retrospettiva «New Hollywood, il nuovo cinema americano tra il 1967 e il 1976», e ancora un ciclo di film italiani dell'ultimo ventennio al posto della sezione «Figli e amanti», e una seconda retrospettiva dedicata a un artista italiano. Sul modello del festival americano di Telluride, ogni anno una personalità del cinema internazionale diverrà «ospite-direttore» del festival e curerà una sezione specifica del palinsesto. Virzì intende poi «rilanciare il premio del pubblico. Nel quale gli spettatori saranno invitati a votare i film del festival».
Un commento, infine, sulla crisi del festival di Roma: «Mi dispiace. Ben vengano tutti i festival e il luoghi dove si fa cultura, perché il nostro paese ha bisogno di occasioni di arte e di cultura nelle quali ci si può raccontare».
i generi, per tutto il cinema». Parole del neo direttore del Torino Film Festival - che si svolgerà dal 22 al 30 novembre - Paolo Virzì, che ieri ha presentato le linee guida della 31esima edizione. «La mia sarà un'edizione - ha sottolineato - dove non ci saranno confini, in cui verranno calcati anche percorsi ritenuti inaccessibili. Ci sono tante cinematografie che in Italia sono sconosciute a causa della miopia dei nostri distributori, noi cercheremo di proporle al pubblico». Qualche anticipazione sulla kermesse, come la retrospettiva «New Hollywood, il nuovo cinema americano tra il 1967 e il 1976», e ancora un ciclo di film italiani dell'ultimo ventennio al posto della sezione «Figli e amanti», e una seconda retrospettiva dedicata a un artista italiano. Sul modello del festival americano di Telluride, ogni anno una personalità del cinema internazionale diverrà «ospite-direttore» del festival e curerà una sezione specifica del palinsesto. Virzì intende poi «rilanciare il premio del pubblico. Nel quale gli spettatori saranno invitati a votare i film del festival».
Un commento, infine, sulla crisi del festival di Roma: «Mi dispiace. Ben vengano tutti i festival e il luoghi dove si fa cultura, perché il nostro paese ha bisogno di occasioni di arte e di cultura nelle quali ci si può raccontare».
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
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