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il manifesto 2013.02.07 - 02 LA PAGINA 3
 
SEQUESTRO ABU OMAR
La difesa di Pollari: «Esiste una pista Cia-Digos»
ARTICOLO

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Non il Sismi, ma a collaborare con la Cia nel sequestro di Abu Omar sarebbe stata la Digos. Ad affermarlo sono stati i difensori di Niccolò Pollari - gli avvocati Titta e Nicola Madia - nel corso del processo per il rapimento dell'ex imam di Milano. Per i legali dell'ex numero uno del Sismi tra Cia e Digos ci sarebbero stati «rapporti stretti», al punto che la Digos «prima del rapimento sospese i pedinamenti che riguardavano l'ex imam». E proprio la decisione di non seguire più Abu Omar avrebbe favorito il sequestro. Ma la difesa di Pollari ha tirato in ballo anche i carabinieri dei Ros. In particolare il maresciallo Luciano Pironi, reo confesso che negli anni scorsi ha patteggiato un anno e 9 mesi, secondo il quale l'allora capocentro della Cia in Italia, Robert Seldon Lady, avrebbe saputo che la Digos aveva sospeso il pedinamento nei confronti di Abu Omar. Secondo i legali anche «il capitano dei Ros Emilio Palmieri» sarebbe stato in contatto con Pironi e la Cia, mentre con l'agenzia americana avrebbe avuto rapporti anche «il capo della Digos di Milano, Bruno Mengale». La difesa ha infine chiesto l'assoluzione di Pollari (per il quale l'accusa ha chiesto una condanna a 12 anni), spiegando che anche se i documenti entrati nel processo non dovessero esseri coperti da segreto di Stato dimostrerebbero l'estraneità di Pollari con il sequestro.
 
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