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il manifesto 2013.02.07 - 06 INTERNAZIONALE
Iniziativa/ TRE ASSOCIAZIONI DELLA SOCIETÀ CIVILE AI PARTITI
«Da che parte stare», interroga gli schieramenti sulla politica estera
ARTICOLO
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Una decina di domande a candidati e partiti sulla Cenerentola d'Italia sono state avanzate ieri da tre organizzazioni della società civile. L'associazione Ilaria Alpi, la Rete Afgana e 46mo Parallelo, che da quattro anni pubblica l'Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo. Chiedono ai futuri parlamentari e alle loro liste di esprimersi sulla politica estera e sugli impegni che intendono prendere nella prossima legislatura. L'appello «Da che parte stare», che nel preambolo si richiama all'articolo 11 della Costituzione sul ripudio della guerra, è nato a gennaio durante la presentazione pubblica dell'Atlante in una libreria di Roma.
Le tre sigle hanno messo insieme undici domande che indicano altrettanti possibili percorsi per un motivo molto semplice e cioè che «i partiti e le coalizioni che si presentano alle elezioni del 24 febbraio 2013 mostrano, nei programmi proposti agli elettori, carenze e vuoti, dicono i promotori, per ciò che riguarda la politica estera. Non chiariscono, aggiunge un comunicato diffuso in Rete, cosa intendono fare una volta chiamate a governare, non indicano ai cittadini la posizione del Paese su questioni importanti quali la partecipazione a missioni armate, il ruolo nel Mediterraneo, la cooperazione internazionale, la funzione della Nato e delle Nazioni Unite, i rapporti commerciali con Paesi che non rispettano i diritti umani e la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo».
Si parte dagli F-35 (favorevoli o contrari a cassare l'accordo), si passa alla legge «Di Paola» appena votata a larghissima maggioranza nell'ultimo scorcio di legislatura, si toccano i temi della cooperazione internazionale e dei traffici illeciti di armi, fino al ritiro dall'Afghanistan e al reinvestimento del risparmio ottenuto col ritiro in attività di sostegno alla società civile di un Paese ancora alla deriva. Il richiamo alla Costituzione si riallaccia a quello alla Dichiarazione dei diritti dell'uomo ma anche al ruolo che l'Italia ha nell'Alleanza atlantica o cosa intende fare per una riforma delle Nazioni unite. Infine si ricorda anche chi ha pagato con la vita il tentativo di fare chiarezza sui lati oscuri della nostra politica estera: come le responsabilità delle morti di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
Le adesioni all'appello e le risposte di liste, partiti e parlamentari si possono vedere sui siti delle tre organizzazioni (ilariaalpi.it/afgana.org/atlanteguerre.it) e in un video trasmesso su Youtube. Molte, e di diversa ispirazione, le associazioni e le Reti che hanno aderito (Arci, Cipsi, Tavola della pace, Legambiente, AmmTerra Nuova) o singoli cittadini (come la docente Elisa Giunchi o la coreanista Rosella Idea). Le tre associazioni pubblicheranno sui rispettivi siti le risposte che liste, partiti o candidati manderanno loro. Due sono già arrivate: da Giulio Marcon (Sel) e da Flavio Lotti (Lista Ingroia).
Ecco il catalogo
F-35, legge «Di Paola», cooperazione e missione in Afghanistan.
Sono le domande principali dell'Associazione Alpi, afgana e 46mo parallelo
Le tre sigle hanno messo insieme undici domande che indicano altrettanti possibili percorsi per un motivo molto semplice e cioè che «i partiti e le coalizioni che si presentano alle elezioni del 24 febbraio 2013 mostrano, nei programmi proposti agli elettori, carenze e vuoti, dicono i promotori, per ciò che riguarda la politica estera. Non chiariscono, aggiunge un comunicato diffuso in Rete, cosa intendono fare una volta chiamate a governare, non indicano ai cittadini la posizione del Paese su questioni importanti quali la partecipazione a missioni armate, il ruolo nel Mediterraneo, la cooperazione internazionale, la funzione della Nato e delle Nazioni Unite, i rapporti commerciali con Paesi che non rispettano i diritti umani e la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo».
Si parte dagli F-35 (favorevoli o contrari a cassare l'accordo), si passa alla legge «Di Paola» appena votata a larghissima maggioranza nell'ultimo scorcio di legislatura, si toccano i temi della cooperazione internazionale e dei traffici illeciti di armi, fino al ritiro dall'Afghanistan e al reinvestimento del risparmio ottenuto col ritiro in attività di sostegno alla società civile di un Paese ancora alla deriva. Il richiamo alla Costituzione si riallaccia a quello alla Dichiarazione dei diritti dell'uomo ma anche al ruolo che l'Italia ha nell'Alleanza atlantica o cosa intende fare per una riforma delle Nazioni unite. Infine si ricorda anche chi ha pagato con la vita il tentativo di fare chiarezza sui lati oscuri della nostra politica estera: come le responsabilità delle morti di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
Le adesioni all'appello e le risposte di liste, partiti e parlamentari si possono vedere sui siti delle tre organizzazioni (ilariaalpi.it/afgana.org/atlanteguerre.it) e in un video trasmesso su Youtube. Molte, e di diversa ispirazione, le associazioni e le Reti che hanno aderito (Arci, Cipsi, Tavola della pace, Legambiente, AmmTerra Nuova) o singoli cittadini (come la docente Elisa Giunchi o la coreanista Rosella Idea). Le tre associazioni pubblicheranno sui rispettivi siti le risposte che liste, partiti o candidati manderanno loro. Due sono già arrivate: da Giulio Marcon (Sel) e da Flavio Lotti (Lista Ingroia).
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