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il manifesto 2013.02.07 - 16 STORIE
 
il caso Nel 2011 la giunta Lombardo affidò la relazione sul Muos alla filiale milanese di una multinazionale Usa. La firmò una ex candidata Udc consulente di Finmeccanica. Per Crocetta quegli studi oggi sono «carta straccia». Ma gli am
Le manovre DEGLI STATI UNITI
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Chiara Giarrusso
Un anno e mezzo fa la Regione siciliana riteneva che il Muos fosse 'pericoloso' quasi quanto un'antenna televisiva: «Il sistema presenta valori di campo elettromagnetico di gran lunga inferiori a quelli generati dal sistema di comunicazioni attualmente esistente e funzionante presso la base militare americana di Niscemi, quindi il Muos si presenta come un sistema migliorativo sia dal punto di vista di progetto elettronico sia in termini di valori di campo elettromagnetico cui può essere sottoposta la popolazione... Non comporta condizioni di rischio per la salute dell'uomo». Il passaggio è contenuto nelle premesse al protocollo d'intesa siglato dal ministero della Difesa e la Regione siciliana l'1 giugno del 2011 tra l'allora ministro Ignazio La Russa e il governatore del tempo Raffaele Lombardo, che ha dato l'ok all'installazione nella riserva naturale di Sughereta del sistema satellitare della Marina militare Usa. Il parere risale all'11 marzo 2011 e venne reso dagli esperti della facoltà di Ingegneria dell'università di Palermo, Patrizia Livreri e Luigi Zanforlin. Ma la conclusione sul piano sanitario a cui i due ingegneri sono giunti, nulla hanno a che fare con i risultati esposti da altri esperti del Politecnico di Torino, per i quali il Muos è un mostro che minaccia la salute dei cittadini di Niscemi. Partendo da queste ultime considerazioni, il neo governatore Rosario Crocetta ha revocato le autorizzazioni per la costruzione del megaimpianto satellitare, ritenendo «carta straccia» i documenti rilasciati solo 18 mesi fa dalla precedente amministrazione.
Martedì sera al termine di una giornata convulsa, con luminari ed esperti riuniti in conclave a Palazzo dei Normanni, per relazionare alle commissioni parlamentari Ambiente e Sanità sul possibile impatto che le onde elettromagnetiche emesse dalle antenne radar del Muos potrebbero avere sulla salute dei 50mila cittadini di Niscemi, la giunta regionale ha dato mandato all'assessorato al Territorio di revocare le autorizzazioni per l'istallazione del megaimpianto.
Nel corso dell'audizione la stessa Livreri, candidata alle regionali del 2008 nelle fila dell'Udc, vicina all'ex governatore Lombardo e in passato consulente di Finmeccanica, ha rivelato che a ingaggiarla insieme al collega per quel lavoro era stata la società Urs di Milano, che si occupa di studi e progettazione per interventi ambientali, controllata dalla Urs corporation, una multinazionale che ha sede a San Francisco.
Eppure lo stesso amministratore delegato dell'Urs di Milano, Giammarco Zucchini, non è in grado di confermare o escludere l'esistenza di uno studio sul Muos: «Su ciascuno studio che realizziamo ci sono degli accordi di riservatezza - ha spiegato Zucchini - dovremmo chiedere l'autorizzazione ai committenti . Non conosco il progetto sul Muos e i rapporti con questa Livreri, ma non posso escluderlo né confermarlo, realizziamo centinaia di lavori ogni anno».
Ieri il governatore Rosario Crocetta è tornato a parlare del Muos: «Non vogliamo fare la guerra agli Usa, ma gli americani invece di fare i sordi e i prepotenti, rispondano alle nostre domande , senza trincerarsi dietro il silenzio o dialogando con i loro intermediari a Roma». Ma se il parere positivo dal punto di vista sanitario al progetto dato dalla società di ingegneria è da considerare «carta straccia», Crocetta ha anche affermato che «non è necessario istituire una commissione d'inchiesta perché la storia del Muos è chiara».
Eppure gli ambientalisti chiedono chiarezza. «È inquietante, grave e inaccettabile e questo aspetto dovrà essere chiarito davanti ai magistrati della procura di Caltagirone che la regione ai fini dell'autorizzazioni per il Muos non abbia tenuto in considerazione lo studio del Politecnico di Torino, commissionato dal comune di Niscemi - dice Angelo Dimarca di Legambiente Sicilia - ma abbia dato l'ok alla costruzione dell'impianto basandosi esclusivamente sullo studio Zanforlin e Livreri che come la stessa Livreri ha dichiarato è stato commissionato a lei e al collega dall'Usr, cioè una società che operava per conto degli americani, dando il via libera alla costruzione dell'impianto. Chiederemo al tribunale di acquisire le dichiarazioni rese dagli esperti durante l'audizione in commissioni Ambiente e Sanità. Per noi l'autorizzazione è totalmente illegittima e ci costituiremo parte civile nel procedimento penale avviato dalla Procura».
 
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