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il manifesto 2013.02.08 - 05 POLITICA & SOCIETÀ
 
Piani di rientro lacrime e sangue, oppure "buchi" ben ammortizzati. Modelli sanitari opposti, altre due regioni a confronto
In fuga dalla Calabria per disonorata sanità
ARTICOLO - Francesco Paolillo REGGIO CALABRIA

ARTICOLO - Francesco Paolillo REGGIO CALABRIA
Un sistema inquinato da malapolitica, pessima amministrazione, affari e criminalità
REGGIO CALABRIA
Parlare di Sanità in Calabria è come rimestare in un secchio di guano. Perché, il più delle volte, il rischio è di barcamenarsi fra malapolitica, pessima amministrazione, criminalità legata agli affari di un settore che copre gran parte del bilancio regionale. Eppure di realtà positive ne esistono, ma soffocano sotto il peso di decenni di scandali, sprechi, inchieste, arresti.
Non per niente il nome di una delle operazioni più importanti sotto il profilo investigativo è «Onorata sanità», un'indagine tesa a dimostrare il business che lega certa politica e parte di 'ndrangheta. In appello l'ex consigliere regionale Mimmo Crea si è beccato 7 anni, pena quasi dimezzata rispetto agli 11 inflitti in primo grado. Insomma, bisogna partire da qui per provare a capire la genesi del disastro che, lentamente, sta divorando i calabresi che, ancora oggi, preferiscono curarsi fuori dal proprio recinto ingrassando i conti delle realtà settentrionali.
Si pensi che, nel 2011, la mobilità sanitaria è costata 247 milioni di euro, 14 in più dell'anno precedente, frutto del 16% di pazienti in fuga. Un dato che fa riflettere e che, probabilmente, trae origine dai 107 casi di presunti errori medici, 87 dei quali hanno portato alla morte dell'ammalato, riscontrati da una specifica Commissione parlamentare impegnata, fra l'aprile del 2009 ed il dicembre del 2012, ad analizzare 507 episodi su scala nazionale.
Curarsi in Calabria, dunque, spaventa i calabresi sui quali gravano 1.860 euro pro capite (nel 2010) di una spesa sanitaria cresciuta del 47,9% negli ultimi 10 anni. Ogni calabrese che nasce ha già un debito di 314 euro, diretta conseguenza del disavanzo maturato dal 2008 al 2011. Ma sanità vuol dire anche e soprattutto posti di lavoro. Qui medici, infermieri, amministrativi (precari, tantissimi, compresi) superano di gran lunga i posti letto disponibili. Nel 2010 l'ospedale di Taurianova aveva 29 posti letto e 149 dipendenti di personale sanitario spendendo quasi 10 milioni per prestazioni che non hanno superato il milione e mezzo di euro. Stesso discorso per Oppido Mamertina: 20 posti letto per 94 lavoratori e spese che arrivano ad 8 milioni a fronte di prestazioni per 1,5 milioni di euro. A Chiravalle le cose non cambiano: 38 posti letto, 136 dipendenti, 12,7 milioni uscititi per complessivi 2,3 milioni di servizi.
Di ospedali pubblici ne esistono 37 e nel 2009 avevano una possibilità d'uso di 5.544 comodi "materassi" di cui 3.245 a gestione diretta e 2.229 delle Aziende ospedaliere, 177 del polo oncologico e 62 Irccs (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) per un totale di 321.133 prestazioni erogate (nel 2012 i posti letto sono diventati 6272 di cui il 30% nel privato). Il pubblico costa in Calabria un miliardo e 307 milioni con un'incidenza, sulla spesa sanitaria, del 40%. Logico che per risparmiare si tagli in maniera netta e sistematica. Nel raggio di 20 chilometri, nella Piana di Gioia Tauro, infatti, esistano ben 5 nosocomi.
Ed allora il Piano di risanamento messo in campo dal governatore Giuseppe Scopelliti, che è anche commissario straordinario per il rientro dal deficit, è un distillato di lacrime e sangue. Molte strutture sono state cancellate ed altre riconvertite, tantissimi reparti soppressi e trasferiti, chiusi i rubinetti ai privati per la copertura di centinaia di posti letto. La cinghia si è stretta anche sul costo farmaceutico. Dalla Regione fanno sapere che, «a consuntivo 2011, la spesa complessiva era pari a 627,778 milioni di euro, con un miglioramento rispetto all'obiettivo di 3,948 milioni di euro e con una riduzione rispetto al consuntivo 2010 di 29,747 milioni di euro». Nel 2012, invece, l'obiettivo di spesa per l'area farmaco «era stato calcolato in 653,7 milioni di euro. La proiezione a fine anno 2012, definita sulla base dei dati del terzo trimestre, è pari a 607,3 milioni di euro, con un miglioramento, rispetto all'obiettivo di 46,4 milioni di euro e rispetto al consuntivo 2011, di 20,4 milioni di euro».
Il traguardo da tagliare è il risanamento totale del debito generale entro il 2013. Un miracolo. Al quale, però, Scopelliti ci crede annunciando che il «disavanzo, nel 2012, è sceso a 75 milioni». Quello accumulato fra il 2008 ed il 2011 era di 632 milioni. Così, contando su fondi Fas, fiscalità e mutui «il piano di rientro, almeno dal punto di vista finanziario, potrebbe addirittura finire». «Solo e soltanto favole» per Nuccio Azzarà, sindacalista della Funzione pubblica Cisl, che critica pesantemente quei numeri: «Nel 2012 abbiamo avuto dai 4 ai 5 milioni di spesa per la sanità privata con bilanci di Aziende sanitarie sistematicamente bocciati. Non so, francamente, dove si sia potuto fare economia o se per ottenere tali e tanti risparmi sia bastato abbattere l'accreditamento delle strutture con meno di 80 posti letto». Il ragionamento del cislino tocca direttamente il Piano di riordino partendo proprio dalla riconversione o dalla chiusura degli ospedali: «Molte strutture segnalate sono ancora in piedi e continuano ad offrire gli stessi identici servizi. Non abbiamo visto una reale razionalizzazione. Anzi, quando si è solo accennato al ridimensionamento di qualche nosocomio, la politica si è dovuta inchinare alle proteste della gente. Penso a Castrovillari, a San Giovanni in Fiore, a tutto il territorio cosentino che ha bocciato la rimodulazione degli "spoke", le famose arterie degli "hub"». Insomma, se qualche modifica c'è stata «ha riguardato soltanto il lessico sanitario».
Dunque, quella che racconta Azzarà, è una «situazione drammatica», fondata principalmente «sull'incapacità gestionale». E tira dalla giacca, non tanto i politici, quanto i direttori generali «incapaci di governare una vera e propria emergenza». A conti fatti, non sta in piedi nemmeno l'idea, tanto in voga al Nord Italia, di un sistema pubblico impegnato a foraggiare il privato: «Qui le aziende stanno chiudendo proprio per l'incapacità dell'amministrazione pubblica. Perché di privato, quando accreditato, dalle nostre parti non si può parlare. E' un servizio alla gente che, rispetto alle più elementari logiche di mercato, di fronte ad un'ampia domanda ed un'offerta pronta a rispondere, si scontra con le logiche dei budget imposti dalla Regione superati i quali non verranno erogate risorse». In parole povere, «ci perdono tutti». Il problema maggiore, però, è che «i manager non hanno a cuore le sorti di un settore di vitale importanza». Per il sindacato, infatti, «mancano i controlli più banali persino sulla presenza o meno del personale sul proprio posto di lavoro».
Intanto, mentre le spese lievitano, i servizi restano quelli che sono. Le liste d'attesa, per esempio, si allungano come antichi papiri e, ciclicamente, si ingolfano come vecchie lambrette. Qualsiasi esame segue tempi biblici che arrivano a 4 mesi persino davanti alle urgenze. Ed il ticket varia dai 20 ai 60 euro in base al tipo di prestazione. Ma i temi della sanità hanno immancabilmente invaso una campagna elettorale mai così aspra in Calabria. Persino Silvio Berlusconi ne ha fatto cenno, stigmatizzando il costo di una siringa che a Catanzaro è 10 volte più alta che nelle regioni del Nord. Ma il Cavaliere è andato oltre segnalando come, dal Pollino allo Stretto, servano 870 giorni per pagare i fornitori diversamente dalla Lombardia che ne impiega 320. Il centrodestra autoctono, che la Sanità la governa, non ha potuto far altro che incassare il colpo e crogiolarsi, soltanto in un secondo momento, con la pezza messa in extremis da Maurizio Lupi: «Solo grazie al prezioso lavoro del presidente Scopelliti, commissario dalla Sanità, si è potuto ridurre drasticamente l'enorme buco ereditato dal Pd». La sanità in Calabria è anche questo: contraddizioni. Soprattutto contraddizioni.
 
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