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il manifesto 2013.02.09 - 11
EDITORIA · Lettera aperta ai candidati alle elezioni dall'Associazione Forum del libro
Cinque punti per far leggere l'Italia
ARTICOLO - A. Di Ge.
ARTICOLO - A. Di Ge.
Un documento in cinque punti, che è anche una lettera aperta ai candidati alle elezioni politiche. È ciò che l'Associazione Forum del libro oggi presenterà a lettori, bibliotecari, insegnanti, librai, editori, in un incontro presso lo spazio Fandango (ore 11). Un documento che indica alcune «basi» da cui partire agevolmente per la stesura di una legge organica, per tentare di posizionare l'Italia in Europa, almeno per quanto riguarda libri e lettura, campo spinosissimo nel Belpaese (in Italia è considerato lettore forte chi si ciba di dieci o dodici libri l'anno contro i venti della Francia, tanto per fare un esempio). Cinque cose da fare quindi, tutte a costi limitati. La missiva viaggia su un doppio registro: da una parte, va considerata una proposta concreta per i politici che andranno a formare il nuovo parlamento; dall'altra, vuole inaugurare la pratica di un'inedita alleanza, una sorta di «coordinamento per la promozione» che renda attivi tutti gli operatori del libro, rispettando le specificità di ognuno. I politici non dovrebbero sottovalutare questi «consigli» che ricevono dai professionisti del settore. Basti tener conto di alcuni fattori sociali. L'abitudine alla lettura risulta più bassa dove è misero anche il reddito, peggiore la qualità della vita, ridotta la capacità di innovazione e crescita, più gravi l'illegalità e le discriminazioni. Al primo punto della lettera, giustamente, si trova la scuola: deprivandola di fondi e destituendola dal suo valore simbolico (e realissimo) non c'è nessun futuro possibile. Così, si chiede che le biblioteche scolastiche siano riconosciute come parte qualificante del processo formativo e siano presenti in tutti gli istituti, sotto la gestione di un bibliotecario ad hoc. Nella seconda proposta soggetto, le biblioteche pubbliche - si prevede la modifica del decreto sulla spending review, che attualmente esclude i servizi culturali dal novero delle funzioni fondamentali dei comuni. Va rafforzata anche la rete bibliotecaria nazionale attraverso investimenti pubblici. Al terzo punto, arriva il riconoscimento delle librerie di qualità, sul modello francese, con agevolazioni fiscali e priorità nella fornitura alle biblioteche. I libri di carta non vanno considerati dei competitors di quelli digitali, ma il complemento. Il quarto punto è dedicato proprio a questo tema ( Leggere in rete ). Lo Stato può assicurare un ecosistema digitale della lettura, e riconoscere ai libri elettronici (anche in materia fiscale) la natura di prodotti culturali. Quinto e ultimo punto, il piano per la lettura. Deve essere sistematico, soprattutto adeguatamente finanziato: l'acquisto di libri anche da parte di chi non lo fa solitamente e vive condizioni di disagio sociale va sostenuto e potenziato. Intorno alla proposta dell'associazione Forum si sono raccolti centinaia di bibliotecari, insegnati, librai, editori, ma anche scrittori e intellettuali, fra cui Andrea Camilleri, Paolo Fresu, Tullio De Mauro, Susanna Camusso, passando per Umberto Eco, Margherita Hack, Dacia Maraini, Luciano Canfora, Andrea Carandini, Carlo Petrini. Quanto ai destinatari della lettera aperta, i politici, l'impegno sui cinque punti è già stato sottoscritto da oltre cinquanta candidati appartenenti a diversi schieramenti. L'aspetto innovativo dell'iniziativa, secondo i promotori, consiste nell'aver raccolto non il consenso di categorie, ma quello di persone rappresentative dei più vari ambiti pubblici e privati. Attorno a obiettivi «misurabili», sui quali i candidati politici saranno chiamati a rendere conto, anche in assemblee pubbliche. Intanto, il 24 febbraio sarà in calendario un'apertura straordinaria delle librerie per invitare i cittadini, dopo il voto, all'acquisto di un libro e a sottoscrivere il documento (si può firmare anche online sul sito www.forumdellibro.org.)
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