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il manifesto 2013.02.09 - 13
 
FAUSTO PARAVIDINO
Vita di coppia, quelle possibili vie di fuga
ARTICOLO - Gianfranco Capitta ROMA

ARTICOLO - Gianfranco Capitta ROMA
Fausto Paravidino è certamente una delle più interessanti e importanti scritture drammaturgiche della scena italiana. La sua «facilità» di costruzione e di linguaggio gli permette, benché giovane, di avere ormai al suo attivo un vasto repertorio di testi, alcuni più direttamente «autobiografici», ma tutti in ogni caso significativi di una generazione in crescita, che si trova via via a misurarsi con la «normalità» dei rapporti quotidiani tra le persone. Solo un anno fa aveva presentato il bellissimo Diario di Maria Pia , ricostruzione affettuosa e dolorante degli ultimi giorni di vita della madre. Ora, con una produzione dello stabile di Bolzano, sembra tornare alla leggerezza di commedie precedenti con questo Exit (al Piccolo Eliseo fino a domenica 24 febbraio). Come nei suoi primi testi immagini ed episodi di convivenza giovanile mostravano in controluce complessità, utopie e frustrazioni di una generazione giovane e pienamente impegnata con la propria vita , qui al centro sta proprio il rapporto di coppia. Con tutte le trasformazioni, gli «ammodernamenti», le illusioni e le forzature di chi oggi vorrebbe viverlo totalmente, mentre solo di una parte resta padrone decisionale. C'è una coppia, bella ed evoluta, consapevole e «di sinistra» (si legge proprio il manifesto in quella casa di moderno design firmata da Laura Benzi), la cui unione si basa sul confronto continuo. Anche quando, come in tutte le coppie, assume le sembianze del cicaleccio. Sotto il quale si celano, e crescono, alcuni punti di non-detto di non piccola importanza. Come la possibilità di avere un figlio, tipico argomento la cui discussione si cela spesso dietro la coerenza delle scelte generali di due persone, nello stile stesso di vita che si conduce, nelle convinzioni sedimentate e date per sempre per buone. Come in molte coppie avviene, e sovente capita, con noiose rivelazioni e ragionamenti che a sentirle posso risultare letali. Ma Paravidino, oltre alla padronanza di una lingua felice, che all'apparenza è quella di tutti i giorni e invece è frutto di millimetrica costruzione, ha il dono della leggerezza. È un tocco delicato il suo, perfino pudico anche nei momenti di maggior calore, che evita le delusioni e le cadute. A quelle due creature (Sara Bertelà che sulle parole pare danzare, e Nicola Pannelli che con piena maturità è capace di rendere l'eterna infanzia di lui) ci si affeziona presto, specchio dai toni pastello di tanti momenti della vita dello spettatore. Con una punta di perfidia l'autore, nonché regista, proietta tanta consapevolezza dei due verso una moderna commedia sofisticata: ognuno incontra un'altra anima gemella, in modo più o meno casuale, e altrettanto casualmente i due nuovi partner avranno la ventura di incontrarsi a loro volta. Con esiti non banali né scontati, e senza che ci venga offerto un consolatorio happy end . La vita è complessa, non bastano gli effetti e le caselle qui esplicitate dalle belle scritte al neon che appaiono e scompaiono sulle pareti. Dopo un'ora e mezza, capiamo di aver assistito a molte possibili variazioni sul tema iniziale. E il titolo Exit , con le diverse possibilità che offre, risulta perfino rassicurante nella sua aperta, non prevedibile e non forzata, possibilità di uscita da qualsiasi situazione.
 
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