domenica 17 febbraio 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Edizione html
il manifesto 2013.02.10 - 02 LA PAGINA 3
 
Alleanze AlleanzeNuove scintille Renzi-Ingroia. I rossi-arancioni: lui stava con Pietro Ichino L'ex pm: «Pd e Pdl hanno inciuciato. Giù nei sondaggi? È propaganda»
L'alleato di Pirro
ARTICOLO - Daniela Preziosi

ARTICOLO - Daniela Preziosi
A Torino con i progressisti europei, Bersani si smarca da Monti: «L'accordo Ue non è una vittoria». Ma Hollande ha detto sì. Sul lavoro: «Noi partiremo da lì». E come, se ci sarà il Prof?
Daniela Preziosi
«Se Cameron festeggia vuol dire che tutte le altre sono vittorie di Pirro». Da Torino, dove riceveva il sostegno dei leader progressisti nella convention che Massimo D'Alema - con la sua Italianieuropei - ha titolato «Renaissance for Europe», Bersani boccia l'accordo sul bilancio Ue di venerdì scorso. Che invece Mario Monti aveva riportato in Italia con «soddisfazione». Del resto sull'Unità di ieri Hannes Swoboda, presidente dei socialisti e democratici Ue, prevedeva che l'europarlamento boccerà l'accordo. Anche se non è chiaro quello che farà la componente francese, visto che Francois Hollande, che a Torino ha inviato un videomessaggio di incoraggiamento a Bersani («esprimo tutta la mia fiducia nei suoi confronti») è fra capi di stato che hanno dato il via libera all'accordo.
Ieri Bersani si è di nuovo smarcato da Monti. Lo ha fatto con durezza anche Vendola, che ancora dall'Unità veniva invitato da Alfredo Reichlin, in qualità di «vecchio amico», ad abbandonare «il gioco dei reciproci veti» con Monti, ricordando che non fece così «Togliatti con il governo Badoglio». Ma - fatte le dovute differenze - chi è Badoglio, ovvero chi guiderà il prossimo governo?
La «sindrome di auto insufficienza» da cui il leader Pd è stato preso negli scorsi giorni, dando per certo un accordo post-elettorale con il centro, ormai è moneta corrente fra sondaggisti - in teoria in silenzio stampa - e analisti. «Bersani avrà bisogno di una stampella. Vendola ha aperto a Monti su alcuni temi, come quello delle riforme istituzionali, ma così non funzionerà perché è sul fisco e sul lavoro che la sfida di governo sarà complessa», spiega al Mattino Elisabetta Gualmini, presidente dell'Istituto Cattaneo. «Per essere credibili in Europa», continua, «è probabile che dopo il voto sia necessario un governo Bersani con Monti ministro come elemento di stabilità». Ma può accettare Vendola un'ipotesi del genere? Vendola risponde no. E può accettare Bersani la «tutela» di un ministro 'pesante' come l'attuale premier? La risposta al momento non c'è. Ma cosa succederebbe in quel primo consiglio dei ministri in cui Bersani promette che si affronterà il tema del lavoro?
Perché su questo tema le distanze, in campagna elettorale, sono forti. Ieri il candidato del centrosinistra, a Torino, ha parlato di una «coltellata», per lui, riferendosi alla notizia del suicidio di Giuseppe Burgarella, operaio edile trapanese, a cui hanno trovato sotto il maglione una lettera con citazioni della Costituzione. «Il disagio, quando emerge con questa drammaticità, ti fa capire che il lavoro non è solo dare da mangiare, ma è la dignità e la possibilità di avere relazioni con gli altri. È un richiamo forte. Bisogna assolutamente che facciamo qualcosa, che il prossimo giro ci occupiamo del lavoro, senza promettere miracoli. Almeno che si capisca che vogliamo ripartire da lì». Proprio ieri la Cgil ha diffuso i risultati di un sondaggio sulla riforma Fornero-Monti: doveva frenare l'uso del precariato, invece nel 27 per cento dei casi i contratti precari scaduti dopo la sua entrata in vigore non sono stati rinnovati. Il Pd ha votato quella riforma, contrastandone alcuni punti, ma dichiara che non la cancellerà. E la quadratura del cerchio del prossimo governo, se comprenderà i centristi, resta un mistero glorioso.
Lo ricorda ogni giorno Casini: «Le nostre idee e i nostri valori certamente non sono quelli di Vendola». Sono quelli di Pietro Ichino, come ricorda il professor Pier Giovanni Alleva, candidato della lista Ingroia, replicando a un nuovo appello per il voto utile di Matteo Renzi (ieri allo stadio di Torino con Bersani di nuovo in versione 'pd-brothers', uno tifava Fiorentina l'altro Juventus): «Renzi durante la campagna delle primarie indicava come suo ispiratore per la tematica del lavoro il professor Ichino che, nel frattempo stava lavorando per la linea filo-Marchionne e liberista di Monti». Anche Ingroia, da Palermo, replica: «Il Pd non sta rappresentando il centrosinistra e neppure l'élite culturale del paese. Ha approvato i provvedimenti più iniqui degli ultimi anni, a partire dalle riforme Fornero. In Italia c'è un bipolarismo all'acqua di rose, non a caso Pd e Pdl hanno stretto inciuci per anni, finendo poi per governare insieme». «Scendiamo nei sondaggi? I sondaggi dovrebbero servire per raccogliere l'opinione pubblica invece servono per orientarla».
 
[stampa]
 
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it