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il manifesto 2013.02.10 - 06
 
EGITTO
Anche Youtube sotto la scure della censura
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Non si placa lo scontro in Egitto, scoppiato in seguito alle immagini del film blasfemo che hanno causato un'ondata di violenze in tutto il Paese lo scorso settembre. Un tribunale egiziano ha ordinato il blocco dell'accesso per un mese a YouTube perché il video «L'innocenza di Maometto» non è stato rimosso, come richiesto dalle autorità del Paese. Il giudice ha quindi accolto l'istanza presentata dall'avvocato egiziano, Hamed Salem, secondo cui il film era stato realizzato per «distorcere le immagini dell'islam e del profeta nelle teste dei bambini». A due anni dall'allontanamento di Mubarak dal potere, l'Egitto è ancora nel pieno della crisi. Questa volta ad aver innescato le violenze di piazza è stato l'uso spoporzionato della forza, secondo i manifestanti, da parte della polizia nelle manifestazioni contro il governo islamista di Mohammed Morsi. Secondo il ministero dell'Interno, in seguito alle violenze alle porte del palazzo presidenziale di venerdì sono state arrestate 93 persone, mentre oltre 200 sono i feriti in tutto il Paese. Ad inasprire lo scontro politico era arrivata la fatwa lanciata dallo sheikh salafita Shabaan contro i leader dell'opposizione. L'iniziativa ha spaccato gli islamisti egiziani. Da una parte, lo sheikh Osama Qassem, esponente di spicco della jihad islamica, che ha passato 25 anni in prigione con l'accusa di aver partecipato all'assassinio di Anwar al-Sadat, ha detto che i leader dell'opposizione «meritano di essere uccisi». Dall'altra, per gettare acqua sul fuoco in merito alla difesa dei valori della rivoluzione del 2011 i Fratelli musulmani hanno annunciato che costituiranno un nuovo movimento chiamato «il fronte per la protazione della rivoluzione». Al gruppo prenderanno parte e x esponenti dell'Assemblea costitutente, leader politici del movimento come Mohammed al-Beltagy, docenti universitari e giudici vicini al fronte islamista. Nel contesto di grave crisi economica, a margine della sua visita al Cairo, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha assicurato di poter fornire un'ingente linea di credito all'Egitto. La proposta è arrivata dopo la sospensione del prestito di 3,8 miliardi di euro promessa al Paese dal Fondo monetario internazionale. (giu. acc.)
 
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