EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
04 POLITICA & SOCIETÀ
05
06
-
ARTICOLO Anche Youtube sotto la scure della censura
-
ARTICOLO Le responsabilità politiche del delitto Belaid e il potere della sinistra tunisina di Giuseppe Acconcia
-
ARTICOLO PALESTINA · Attivisti sgomberati di ( michele giorgio )
-
ARTICOLO Battaglia alla periferia di Damasco, l'internazionale jihadista contro Assad di Michele Giorgio
-
ARTICOLO Ennahda in piazza, ma è un flop di Marta Bellingreri TUNISI
07
08
Edizione html
il manifesto 2013.02.10 - 06
INTERVISTA · Verso la formazione di un governo tecnico dopo l'omicidio
Le responsabilità politiche del delitto Belaid e il potere della sinistra tunisina
ARTICOLO - Giuseppe Acconcia
ARTICOLO - Giuseppe Acconcia
Èil giorno delle responsabilità politiche dopo l'imponente funerale e lo sciopero generale che hanno salutato la salma di Chokri Belaid, ucciso lo scorso mercoledì. Ne abbiamo parlato con Silvia Finzi, direttore del Corriere di Tunisi e candidato al Senato per le prossime elezioni parlamentari italiane con la coalizione Pd-Sel nella circoscrizione Asia, Africa, Oceania e Antartide. Qual è il clima che si vive in Tunisia dopo la manifestazione che ha portato in piazza oltre un milione di persone in tutto il Paese? Viviamo giorni di grande solidarietà tra forze democratiche e della società civile. Nonostante i tentativi falliti da alcuni di portare scompiglio, in piazza è scesa la nuova Tunisia. Temo invece la strumentalizzazione da parte degli islamisti di questa fase di tensione politica. I Comitati di protezione della rivoluzione (composti da islamisti e uomini del vecchio regime, ndr ) dovrebbero accettare le critiche che vengono loro mosse dalla gente. Ritiene ci siano responsabilità degli islamisti nel delitto Belaid? Non so rispondere. Di sicuro si è trattato di un omicidio politico. Distinguerei poi tra responsabilità politiche e materiali. Costruire un clima di tensione in cui singoli individui o gruppi vengono rappresentati e indicati come nemici può condurre a conseguenze disastrose. Anche se non viene espressa chiaramente l'intenzione di eliminare fisicamente l'avversario, le dichiarazioni politiche hanno contribuito a creare il clima attuale. Tuttavia, esiste una componente moderata all'interno dei movimenti islamisti, vicina al primo ministro Jebali, che vorrebbe aprire una nuova fase di dialogo, anche se Ennahda non sembra disponibile. Quale crede sarà il risultato delle consultazioni di queste ore per la formazione di un nuovo governo tecnico o di unità nazionale? Sono scettica sulla tenuta di un governo tecnico. È sempre un partito a scegliere. Tuttavia l'insuccesso della manifestazione voluta dagli islamisti ieri mi fa pensare che si vada nella direzione di un governo tecnico provvisorio che riporti la calma. Crede che nell'assassinio Belaid siano coinvolte le forze di sicurezza vicine al deposto regime? Non ho elementi chiari per accusare nessuno. È certo che il vecchio regime è molto potente in ogni settore. Politici del vecchio corso si sono riciclati in tutte le formazioni anche in quelle attualmente al potere. Ad essere colpita insieme al leader politico è tutta la sinistra tunisina? La sinistra è molto temuta dal potere. I primi a scendere in piazza per un radicale cambiamento sociale sono stati il Partito dei patrioti democratici uniti (Ppdu) di Belaid e il Partito democratico progressista di Ahmed Chebbi. Per questo il Ppdu ha sempre fatto paura al regime. Inoltre la sinistra ricopre un ruolo fondamentale all'interno del sindacato che ha una capacità di mobilitazione straordinaria e lo ha dimostrato anche ieri: tutto era fermo dalle università alle aziende. Belaid è stato colpito poi perché ricopriva un ruolo fondamentale di mediazione tra centro sinistra e fronte popolare. Quale sarà il prossimo passo delle opposizioni? Credo spingano per elezioni al più presto possibile. Fino a questo momento sono state sempre rimandate. Ma tutto si giocherà sulla capacità di riunire le forze centriste e di sinistra. Non solo, in questo contesto il presidente Moncef Marzuki potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale di mediazione ma non so se avrà la forza politica per farlo.
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
in edicola
sabato 15 diceMbre
sabato 15 diceMbre
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
di Mona Chollet
In edicola
da giovedì 13 dicembre
da giovedì 13 dicembre
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it




• 