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il manifesto 2013.02.10 - 07
 
TAGLI AL FUS
Valle occupato: «Questi 20 milioni in meno sono il colpo di grazia»
ARTICOLO

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«Alle spaventose mannaie degli scorsi anni si aggiunge un nuovo colpo di grazia. La dismissione dell'intervento pubblico sulle politiche culturali del nostro Paese è ormai una certezza, come poche in questi tempi». Lo affermano in una nota i lavoratori dello spettacolo del Teatro Valle Occupato, commentando la notizia dell'ulteriore taglio di 21 milioni di euro del Fus. «Servono a nulla i ripetuti appelli e impegni delle più alte cariche istituzionali - si legge nella nota- o i 'manifesti culturali' delle oligarchie economiche. Sono parole senza reali fondamenta, quasi fastidiosi epitaffi al sistema cultura, che in un paese come il nostro dovrebbe essere il volano della ripresa e dello sviluppo auspicato». «I governi che fin qui hanno gestito le risorse pubbliche di questo settore -proseguono i lavoratori del Valle Occupato- hanno dimostrato una incapacità e una approssimazione imbarazzanti per un paese europeo rilevante come l'Italia. E dai programmi elettorali si profila all'orizzonte una stagione ancora più triste. Un Testo Unico di Legge sullo spettacolo dal vivo che giace da tre legislature nelle paludi parlamentari, vecchio e inadeguato quando entrerà in vigore, se entrerà in vigore. Una regolamentazione delle Fondazioni Liriche che copre sperperi e spartizioni di denaro pubblico (il 47% del FUS), riducendo il numero degli enti anziché riformare il sistema. Un sostegno alle attività cinematografiche risibile, che difende i monopoli televisivi e ostacola con confusione normativa il rilancio della qualita' produttiva e distributiva del cinema italiano».
 
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