EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
04 LA PAGINA 3
-
ARTICOLO Da monsignor Bettazzi a Ferrara, un anno fa già se ne parlava
-
ARTICOLO Teologia progressista, Islam e preservativi i tre nemici del papa
-
ARTICOLO Dopo Ratisbona provò a fare da ponte con l'ebraismo di Michele Giorgio GERUSALEMME
-
ARTICOLO In Germania 300mila fedeli in meno per gli abusi sessuali di Anna Maria Merlo PARIGI
-
ARTICOLO CONVENTO MATER ECCLESIAE Resta in Vaticano
05 LA PAGINA 3
06 POLITICA & SOCIETÀ
07 INTERNAZIONALE
08 INCHIESTA
09 INCHIESTA
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
14 LETTERE
15 LETTERE
16 STORIE
Edizione html
il manifesto 2013.02.12 - 04 LA PAGINA 3
LA BATTAGLIA D'EUROPA
In Germania 300mila fedeli in meno per gli abusi sessuali
ARTICOLO - Anna Maria Merlo PARIGI
ARTICOLO - Anna Maria Merlo PARIGI
PARIGI
Stupore e rispetto da parte dei potenti, critiche aperte da parte di associazioni di cittadini, sono i due poli delle reazioni europee all'annuncio delle dimissioni del papa.
In Germania, paese natale di Benedetto XVI, Angela Merkel ha espresso «il più grande rispetto» per la decisione e ha definito Benedetto XVI «uno dei più grandi pensatori religiosi della nostra epoca». «Se il papa stesso, dopo matura riflessione, è arrivato alla conclusione che le sue forze non sono più sufficienti per esercitare la funzione, questo suscita il mio più grande rispetto», ha affermato la cancelliera (che è protestante). Il cattolicesimo in Germania ha vissuto una forte crisi a causa degli scandali di pedofilia che hanno coinvolto i preti e per le posizioni molto conservatrici del papa, dal contestato discorso di Ratisbona sull'islam fino alle prese di distanza con i protestanti. In Germania, circa 300mila cattolici hanno abbandonato la chiesa tra il 2010 e il 2011 e sono altrettante tasse in meno a favore della chiesa.
Anche in Francia per François Hollande la scelta del papa è «una decisione umana, legata a una volontà che deve essere rispettata». Nel paese della «laicità», dove oggi all'Assemblea c'è il voto solenne sul matrimonio per gli omosessuali, il presidente francese, ha tenuto a ricordare di non avere «un commento particolare da fare su questa decisione, la Repubblica saluta il papa ma non ha da fare ulteriori commenti su una questione che appartiene solo alla chiesa». Qualche politico che rivendica l'appartenenza al mondo cattolico ha commentato ufficialmente. Tra questi, il centrista François Bayrou, che ha parlato di «gesto responsabile, molto coraggioso», che «apre una nuova epoca nella vita della chiesa». Per il cardinale di Parigi, monsignor Vingt-Trois, si tratta di «una decisione lucida e coraggiosa».
In Gran Bretagna, David Cameron ha affermato che Benedetto XVI «mancherà come capo spirituale a milioni di persone» e ha ricordato che il papa ha «lavorato assiduamente a rafforzare le relazioni tra Gran Bretagna e Santa sede»: difatti è stato il primo papa a fare il primo viaggio di stato oltre Manica, nel settembre 2010. Il nuovo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, capo spirituale degli anglicani, ha affermato di avere «il cuore pesante», pur comprendendo «totalmente» la decisione. A Londra le dimissioni hanno fatto scatenare i bookmaker, che prevedono un braccio di ferro Africa-Italia per il successore di Benedetto XVI. In testa arriva il nigeriano Francis Arinze, dato a 2,9, seguito dal ghaniano Peter Turkson (3,25) e dal canadese Marc Ouellet (6). Il primo italiano è Angelo Scola, dato a 8, seguito da Tarcisio Bertone.
Il mondo politico in Spagna invece ha tardato a reagire, mentre il quotidiano El Pais ha messo in luce la figura del «grande inquisitore», molto conservatore. In Irlanda, il portavoce dell'associazione di vittime di sevizie da parte dei preti, John Kelly, ha accusato il papa, che «ha avuto una grande occasione di reagire a decenni di sevizie nella chiesa cattolica, ha promesso molto, ma non ha fatto nulla». In Olanda, Coc, la più antica associazione omosessuale, ha affermato di non provare «nessuna tristezza» per le dimissioni e si augura che il prossimo papa mostri «maggiore bontà» verso i gay.
Stupore e rispetto da parte dei potenti, critiche aperte da parte di associazioni di cittadini, sono i due poli delle reazioni europee all'annuncio delle dimissioni del papa.
In Germania, paese natale di Benedetto XVI, Angela Merkel ha espresso «il più grande rispetto» per la decisione e ha definito Benedetto XVI «uno dei più grandi pensatori religiosi della nostra epoca». «Se il papa stesso, dopo matura riflessione, è arrivato alla conclusione che le sue forze non sono più sufficienti per esercitare la funzione, questo suscita il mio più grande rispetto», ha affermato la cancelliera (che è protestante). Il cattolicesimo in Germania ha vissuto una forte crisi a causa degli scandali di pedofilia che hanno coinvolto i preti e per le posizioni molto conservatrici del papa, dal contestato discorso di Ratisbona sull'islam fino alle prese di distanza con i protestanti. In Germania, circa 300mila cattolici hanno abbandonato la chiesa tra il 2010 e il 2011 e sono altrettante tasse in meno a favore della chiesa.
Anche in Francia per François Hollande la scelta del papa è «una decisione umana, legata a una volontà che deve essere rispettata». Nel paese della «laicità», dove oggi all'Assemblea c'è il voto solenne sul matrimonio per gli omosessuali, il presidente francese, ha tenuto a ricordare di non avere «un commento particolare da fare su questa decisione, la Repubblica saluta il papa ma non ha da fare ulteriori commenti su una questione che appartiene solo alla chiesa». Qualche politico che rivendica l'appartenenza al mondo cattolico ha commentato ufficialmente. Tra questi, il centrista François Bayrou, che ha parlato di «gesto responsabile, molto coraggioso», che «apre una nuova epoca nella vita della chiesa». Per il cardinale di Parigi, monsignor Vingt-Trois, si tratta di «una decisione lucida e coraggiosa».
In Gran Bretagna, David Cameron ha affermato che Benedetto XVI «mancherà come capo spirituale a milioni di persone» e ha ricordato che il papa ha «lavorato assiduamente a rafforzare le relazioni tra Gran Bretagna e Santa sede»: difatti è stato il primo papa a fare il primo viaggio di stato oltre Manica, nel settembre 2010. Il nuovo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, capo spirituale degli anglicani, ha affermato di avere «il cuore pesante», pur comprendendo «totalmente» la decisione. A Londra le dimissioni hanno fatto scatenare i bookmaker, che prevedono un braccio di ferro Africa-Italia per il successore di Benedetto XVI. In testa arriva il nigeriano Francis Arinze, dato a 2,9, seguito dal ghaniano Peter Turkson (3,25) e dal canadese Marc Ouellet (6). Il primo italiano è Angelo Scola, dato a 8, seguito da Tarcisio Bertone.
Il mondo politico in Spagna invece ha tardato a reagire, mentre il quotidiano El Pais ha messo in luce la figura del «grande inquisitore», molto conservatore. In Irlanda, il portavoce dell'associazione di vittime di sevizie da parte dei preti, John Kelly, ha accusato il papa, che «ha avuto una grande occasione di reagire a decenni di sevizie nella chiesa cattolica, ha promesso molto, ma non ha fatto nulla». In Olanda, Coc, la più antica associazione omosessuale, ha affermato di non provare «nessuna tristezza» per le dimissioni e si augura che il prossimo papa mostri «maggiore bontà» verso i gay.
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
in edicola
sabato 15 diceMbre
sabato 15 diceMbre
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
di Mona Chollet
In edicola
da giovedì 13 dicembre
da giovedì 13 dicembre
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it




• 