domenica 17 febbraio 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Edizione html
il manifesto 2013.02.12 - 12 VISIONI
 
Intervista/ RAPHAEL GUALAZZI IL TALENTO CHE HA STREGATO LA FRANCIA
«Mi diverte mescolare jazz e swing alla canzone popolare»
ARTICOLO - Federico Scoppio

ARTICOLO - Federico Scoppio
Federico Scoppio
Il jazz? Per carità, abolito dai palinsesti televisivi, in radio fatica non poco, non ci fosse qualche isola felice a ricordarci che è una musica viva e vegeta. Ogni tanto, invece, arriva qualche personaggio strambo e utilizza quei sapori lì, degli afroamericani, e fa successo, scatenando l'ira funesta dei puristi. «Che fatica che ho fatto per farmi conoscere», sospira Raphael, uno di quelli da tenere d'occhio in questa nuova edizione del festival di Sanremo. «Poi sono arrivati successi inaspettati. Vuoi che ti racconti l'ultima? Qualche tempo fa mi ha chiamato un amico dalle Bahamas, era a una festa e stavano passando Reality and Fantasy, nel remix di Gilles Peterson». Peterson, uomo di culto della radio inglese e deus ex machina di tanti fenomeni in ambito nu jazz, electro e dance, aveva preso il pezzo del giovane ragazzo di Urbino e, ritoccandolo nel dna, ne aveva fatto uno dei suoi tanti cavalli di battaglia.
«In Francia sono famoso per quel pezzo», dice lui. Gualazzi è un ragazzone timido, uno che con un colpo ha conquistato un po' tutti. Nel 2011 a Sanremo, nella categoria Giovani, aveva vinto a mani basse. Prima, aveva stregato l'illuminata produttrice Caterina Caselli, poi musicisti straordinari come Fabrizio Bosso, il trombettista tutto fare che anche quest'anno sarà al suo fianco, al festival.In realtà, di estimatori ne ha tanti altri. Uno su tutti, Vince Mendoza, che torna anche nel nuovo disco di Raphael, Happy Mistake, in uscita il 14 febbraio. Mendoza, specializzato in Joni Mitchell, Elvis Costello, Robbie Williams, tempo fa aveva lavorato con Stefano Di Battista. Per questo lavoro ha arrangiato due brani (più uno che non è incluso nel disco), Rainbows e Sai (Ci basta un sogno), che Gualazzi presenta a Sanremo insieme a Senza ritegno. «Ha arrangiato le mie due composizioni con straordinaria coscienza: mi ha proposto di lavorare con l'olandese Metropole Orkest, sono andato lì a registrare e i musicisti in sei ore di registrazioni sono riusciti a eseguire tre brani totalmente differenti. Sono passati con disinvoltura da una ballad a un brano swing stile Ellington, roba che io non riuscivo a credere, impegno e serietà, grandi capacità tecniche ed espressive». Sanremo per Raphael è una grande casa, «Un luogo dove si può apprezzare la nostra musica popolare». Nostra? Suona un po' strano detto da uno che ha abbandonato la sua Urbino per andare a vivere a Londra. «Sono legato alla mia città natale, e poi sono a Londra solo perché è semplice raggiungere Milano, la Germania e la Francia, dove spesso vado a suonare. E poi a Londra si suona nel club, se vuoi puoi suonare tutte le sere con i più bravi musicisti locali». Nato a Urbino, nelle prime apparizioni era timido e sornione, amava, più di ora, lo stride piano e il rag time. Poi ha virato un bel po', coltivando la passione per la scrittura, l'arrangiamento e la produzione, divenendo un alfiere di un certo tipo di canzone che si sporca di suoni poco mediterranei, flirta con le radici afroamericane ma rimane pur sempre un fenomeno circoscritto al mondo della melodia. Per questo disco, infatti, Gualazzi si trova davanti l'inevitabile bivio posto dal successo: di là si prosegue lungo la strada della canzone jazzata; di qua va dietro ai compromessi della nostra terra con gli omaggi a Verdi e a Nino Rota. Lui scivola di qua e di là, fa passi in tutte le direzioni, non tenendo conto dei paletti imposti dai generi, con autorevolezza espressiva. «Appena sono stato nello studio di Mendoza, ho visto alle sue spalle una sua foto con Al Schmitt, un ingegnere del suono da cui avevo appena registrato parte del disco. Il mondo è piccolo, io credo molto nell'interazione e nella collaborazione (nel disco ci sono anche le Puppini Sisters e la cantautrice parigina Camille Dalmais)». Comunque vada Sanremo, Gualazzi sarà in tour nelle maggiori città italiane, partenza il 6 aprile da Senigallia.
 
[stampa]
 
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it