EDIZIONE EBOOK
Edizione html
il manifesto 2013.02.13 - 06 INTERNAZIONALE
LA GUERRA IN MALI Governo «esitante»
Missione Onu al palo La Ue sblocca gli aiuti
ARTICOLO
ARTICOLO
Gina Musso
Duecentocinquanta milioni di euro. È la cifra che l'Unione europea ha stanziato ieri per gli aiuti al Mali, dal momento che - fa sapere un comunicato del commissario europeo allo Sviluppo, Andris Piebalgs, «l'adozione rapida da parte delle autorità maliane di un piano per restaurare la democrazia e la stabilità ha aperto la strada alla rimozione delle misure prese dopo il colpo di stato del marzo 2012 e alla ripresa graduale degli aiuti allo sviluppo, in modo da rispondere ai bisogni urgenti della popolazione».
Ma gli effetti collaterali di quel golpe militare si fanno sentire ancora oggi, se è vero che negli ultimi giorni il governo maliano è sembrato «esitante» di fronte alla prospettiva di dover dare il via libera a una missione internazionale «di pace» targata Nazioni unite. I giovani ufficiali guidati dal capitano Amadou Sanogo, che dopo il putsch e la destituzione del presidente legittimo Amadou Toumani Touré avevano designato l'attuale presidente ad interim, Dioncounda Traoré, non hanno mai nascosto la loro avversità all'idea di un intervento straniero e sono stati costretti a far buon viso a cattivo gioco solo quando per fermare l'avanzata islamista si è mossa la Francia.
Fatto sta che ora il vice-segretario generale dell'Onu, Jan Eliasson, fa notare: «Non ci è ancora arrivato nessun segnale chiaro di luce verde dal governo del Mali a un'operazione di peacekeeping per la quale un numero sempre crescente di paesi sembra propendere». D'altro canto l'intervento di peacekeeping potrebbe aver luogo solo una volta cessate le ostilità e i combattimenti sul terreno. E non è questo il caso. Inoltre vari paesi africani, a cominciare da Ciad e Niger, hanno impegnato già le loro truppe nell'operazione di riconquista del nord. E saranno proprio queste a formare il grosso della missione di pace sponsorizzata dall'Onu. Intanto le truppe franco-maliane continuano la loro avanzata. Negli ultimi giorni è stato ripreso il controllo di Ménaka, città a 80 km dalla frontiera con il Niger, «liberata» una prima volta dall'esercito nigerino, poi occupata dai guerriglieri tuareg dell'Mnla (Movimento nazionale di liberazione dell'Azawad) e infine rimessa in sicurezza dai corpi d'élite di Parigi.
L'Unicef infine torna a denunciare la realtà - inedita per il Mali - dei bambini arruolati a forza da vari gruppi armati durante i dieci mesi di occupazione delle principali città del nord.
Duecentocinquanta milioni di euro. È la cifra che l'Unione europea ha stanziato ieri per gli aiuti al Mali, dal momento che - fa sapere un comunicato del commissario europeo allo Sviluppo, Andris Piebalgs, «l'adozione rapida da parte delle autorità maliane di un piano per restaurare la democrazia e la stabilità ha aperto la strada alla rimozione delle misure prese dopo il colpo di stato del marzo 2012 e alla ripresa graduale degli aiuti allo sviluppo, in modo da rispondere ai bisogni urgenti della popolazione».
Ma gli effetti collaterali di quel golpe militare si fanno sentire ancora oggi, se è vero che negli ultimi giorni il governo maliano è sembrato «esitante» di fronte alla prospettiva di dover dare il via libera a una missione internazionale «di pace» targata Nazioni unite. I giovani ufficiali guidati dal capitano Amadou Sanogo, che dopo il putsch e la destituzione del presidente legittimo Amadou Toumani Touré avevano designato l'attuale presidente ad interim, Dioncounda Traoré, non hanno mai nascosto la loro avversità all'idea di un intervento straniero e sono stati costretti a far buon viso a cattivo gioco solo quando per fermare l'avanzata islamista si è mossa la Francia.
Fatto sta che ora il vice-segretario generale dell'Onu, Jan Eliasson, fa notare: «Non ci è ancora arrivato nessun segnale chiaro di luce verde dal governo del Mali a un'operazione di peacekeeping per la quale un numero sempre crescente di paesi sembra propendere». D'altro canto l'intervento di peacekeeping potrebbe aver luogo solo una volta cessate le ostilità e i combattimenti sul terreno. E non è questo il caso. Inoltre vari paesi africani, a cominciare da Ciad e Niger, hanno impegnato già le loro truppe nell'operazione di riconquista del nord. E saranno proprio queste a formare il grosso della missione di pace sponsorizzata dall'Onu. Intanto le truppe franco-maliane continuano la loro avanzata. Negli ultimi giorni è stato ripreso il controllo di Ménaka, città a 80 km dalla frontiera con il Niger, «liberata» una prima volta dall'esercito nigerino, poi occupata dai guerriglieri tuareg dell'Mnla (Movimento nazionale di liberazione dell'Azawad) e infine rimessa in sicurezza dai corpi d'élite di Parigi.
L'Unicef infine torna a denunciare la realtà - inedita per il Mali - dei bambini arruolati a forza da vari gruppi armati durante i dieci mesi di occupazione delle principali città del nord.
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
in edicola
sabato 15 diceMbre
sabato 15 diceMbre
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
di Mona Chollet
In edicola
da giovedì 13 dicembre
da giovedì 13 dicembre
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it




• 