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il manifesto 2013.02.13 - 06 INTERNAZIONALE
 
TUNISIA
Il premier Jebali trova consensi
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Il premier tunisino Hamadi Jebali ha ricevuto importanti appoggi politici e sindacali alla sua proposta di formare un governo tecnico per uscire dalla crisi in cui si trova il paese, aggravata dall'uccisione dell'oppositore Chokri Belaid, il 6 febbraio. La Tunisia vive una situazione di emergenza dalla caduta di Ben Alì. L'esercito è schierato in diverse città, impegnato a contenere le frequenti rivolte per fame e assenza di lavoro, le violenze dei gruppi salafiti, e per timore di ulteriori scontri come quelli seguiti all'assassinio di Belaid. Il partito islamista di Jebali, Ennahda, contrario al progetto, ha mostrato i primi segni di disponibilità al dialogo. Il presidente dell'Assemblea nazionale costituente (Anc), Mustapha Ben Jaafar ha affermato di «sostenere fermamente» Jebali, perché la Tunisia si trova in «situazione critica». Il capo del partito laico Ettakatol, alleato degli islamisti di Ennhada, ha dichiarato di voler «mettere a disposizione del capo del governo» tutti gli incarichi ministeriali controllati dal suo partito: quelli al ministero delle Finanze, al Turismo, all'Istruzione, alla Lotta contro la corruzione e agli Affari sociali.«Sono sicuro - ha aggiunto - che anche Ennahda - «anteporrà l'interesse nazionale a quello di parte». Il leader del partito islamista, Rachid Ghannouchi, ha aperto uno spiraglio, proponendo un «governo di ampia coalizione che includa tecnici e personalità politiche. E suo genero, il ministro degli Esteri Rafik Abdessalem, ha ammesso per la prima volta che Ennahda potrebbe essere indotto a lasciare il potere «se Jebali mantiene la sua proposta».
Il Primo ministro ha ricevuto anche il sostegno dell'Union tunisienne de l'industrie, du commerce et de l'artisanat (Utica), e dell'Union générale tunisienne du travail (Ugtt), il sindacato che ha organizzato lo sciopero generale venerdì - giorno in cui si sono svolti i funerali di Belaid e in cui si è fermato il paese intero.
 
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