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il manifesto 2013.02.13 - 06 INTERNAZIONALE
 
NEWS DAL MONDO
ARTICOLO

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AFGHANISTAN
Villaggi in rivolta
contro i taleban
Gruppi di abitanti hanno preso le armi contro i taleban nella provincia di Kandahar (a sud), roccaforte dei ribelli islamici. Un episodio che fa seguito ad altre rivolte simili avvenute in varie parti dell'Afghanistan, spesso pilotate dai capi tribali intenzionati a riprendere il controllo del territorio prima della partenza delle truppe internazionali, nel 2014. A Kakaran, un villaggio a 10 km da Kandahar, ha capeggiato la rivolta Haji Abdul Udood, un capo tribale del distretto di Panjwaji: esasperato dalle minacce di morte dei taleban contro uno dei suoi figli, entrato nella polizia locale (Alp), finanziata dagli Usa. Una sessantina di persone, stufe delle «atrocità» degli insorti, che usano bombe artigianali provocando vittime fra i civili, ha seguito il capo tribale, ha ucciso due taleban e costretto decine di altri a fuggire. «Noi alleniamo e sosteniamo questi abitanti», ha dichiarato il generale Abdul Raziq, capo della polizia della provincia di Kandahar. E ha precisato che, in seguito, i giovani ribelli saranno assunti all'Alp, una forza destinata a combattere la ribellione nelle zone rurali.
TURCHIA
Esplosione mini-bus,
matrice terroristica
L'esplosione di un minibus a un posto di frontiera tra la Turchia e la Siria è dovuta a «un atto terroristico». Aveva come obiettivo il Consiglio nazionale siriano (Cns), che fa parte dell'opposizione al governo siriano di Bashar al Assad. Lo ha affermato in una conferenza stampa il ministro degli Interni turco, Muammer Guler: «Lavoriamo su diverse piste - ha detto - ma probabilmente l'attentato è stato opera di un siriano». Il minibus è esploso lunedì al posto di frontiera di Cilvegozu, uno dei principali punti di accesso per i rifugiati siriani in Turchia, vicino alla città di Reyhanli. Si contano 14 morti e una trentina di feriti. In un comunicato, il Cns ha sostenuto che l'attacco si è prodotto mentre passava una delle sue delegazioni, di ritorno dalla città di Aleppo. La Turchia sostiene apertamente gli oppositori al presidente siriano, ospita e rifornisce rifugiati e ribelli sul suo territorio.
MADAGASCAR
Scontri e morti
per gli zebù
Nel villaggio di Mahabo, nella regione di Anosy, nel sud del Madagascar, violenti scontri tra abitanti e ladri di zebù - i «dahalos» - hanno provocato otto morti, quattro fra gli abitanti e quattro fra i ladri. Un centinaio di dahalos ha preso d'assalto il villaggio per impadronirsi di 800 zebù - una razzia frequente nel sud montagnoso del paese. La violenza provocata dal traffico di zebù ha raggiunto il parossismo nel giugno del 2012, quando un'imboscata tesa ai gendarmi ha innescato una serie di scontri impossibili da controllare per via del difficile accesso alla zona. Gli scontri hanno provocato diverse centinaia di vittime. Sia Amnesty international che molte autorevoli personalità malgasce hanno denunciato gravi violazioni dei diritti umani da parte della polizia.
 
[stampa]
 
 
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