EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
-
ARTICOLO 50 mila firme per il reddito minimo Ora la proposta di legge c'è di Roberto Ciccarelli
-
ARTICOLO Pannella, esposto contro zingaretti
-
ARTICOLO SQUINZI: «SIAMO IN COLLERA CON I POLITICI»
-
ARTICOLO Pazza idea per la legislatura di Giuseppe Allegri
-
ARTICOLO Più tempo per ridurre il deficit di Anna Maria Merlo PARIGI
04 POLITICA & SOCIETÀ
05 POLITICA & SOCIETÀ
06 LA PAGINA 3
-
ARTICOLO Orsi in carcere Pansa nuovo ad, l'India non paga di Marika Manti
-
ARTICOLO Al voto coi bastoni Lega a caccia di rom di Giusi Marcante BOLOGNA
-
ARTICOLO Fitto condannato a 4 anni Ma tre sono condonati di Gianmario Leone BARI
-
ARTICOLO Mani degli Iamonte su Melito. Carcere per il sindaco del Pd di S.Mes.
-
ARTICOLO Il Celeste azzanna i giudici di Luce Manara MILANO
07 LA PAGINA 3
-
ARTICOLO Polemiche sull'incontro a porte chiuse di Draghi con i deputati di Luca Tancredi Barone
-
ARTICOLO La pressione della piazza costringe il Pp al dietrofront di l.t.b.
-
ARTICOLO La truffa della talpa Firenze: le risate degli appaltatori di Riccardo Chiari FIRENZE
-
ARTICOLO Lo scandalo senza fondo di Giuseppe Grosso MADRID
08 INTERNAZIONALE
09 INTERNAZIONALE
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
14 LETTERE
15 LETTERE
16 STORIE
Edizione html
il manifesto 2013.02.14 - 03 LA PAGINA 3
REDDITO Costa 10 miliardi di euro all'anno, 600 euro al mese ai precari
50 mila firme per il reddito minimo Ora la proposta di legge c'è
ARTICOLO - Roberto Ciccarelli
ARTICOLO - Roberto Ciccarelli
Ferrajoli e Rodotà: «Dopo l'aborto e il divorzio, è una misura di dignità»
Roberto Ciccarelli
Le cinquanta mila firme sono state superate e da ieri la proposta di legge di iniziativa popolare sul reddito minimo è una realtà. L'annuncio è stato dato in una conferenza stampa alla Camera dai promotori di un'iniziativa che non ha uguali nella storia ultra ventennale dei movimenti che hanno creduto nella prospettiva del reddito di cittadinanza in Italia. Sandro Gobetti e Luca Santini del Basic Income Network (Bin-Italia), Marco Furfaro e Mariapia Pizzolante di Tilt, insieme a partiti come Sel, Prc e Pdci e altre 170 associazioni, sono stati tra i promotori di una campagna che ha prodotto 250 iniziative in tutto il paese dal giugno dell'anno scorso. Torneranno in parlamento tra un mese per chiedere al nuovo governo, di approvare nei primi cento giorni della legislatura una misura fondamentale per rendere più dignitoso il welfare più familista, classista e inefficiente dei paesi dell'Unione Europea. La proposta di legge cerca di rispondere «al default sociale» che ha colpito, trasversalmente i giovani «neet», gli «over 50», i pensionati, ma soprattutto i precari «di prima e seconda generazione», quelli che oggi hanno tra i venti e i quarantanni. Prevede l'erogazione di un reddito di base di 600 euro mensili, 7200 all'anno, per un totale di 10 miliardi di euro da finanziare attraverso una non più rinviabile ristrutturazione degli ammortizzatori sociali, destinando a questo scopo una parte dei fondi della lotta all'evasione fiscale, della spending review e quelli che derivano dall'abolizione delle provincie. Una proposta pragmatica che non ha bisogno di nuove tasse per essere realizzata in un paese che, insieme a Grecia e Ungheria, non dispone ancora di un «elementare strumento di civiltà sociale» come l'ha definita il filosofo del diritto Luigi Ferrajoli, presente alla conferenza stampa. Il reddito minimo è da tempo oggetto di studi di fattibilità da parte delle regioni e di vere e proprie leggi come quella del Lazio del 2009, che ha ispirato i promotori della proposta di legge, ma non è stata più rifinanziata dalla giunta Polverini. «In assenza di mezzi di sussistenza - ha continuato Ferrajoli - la persona è esposta ad ogni ricatto. Seicento euro sono pochi, ma permettono alla persona di resistere e di affermare il suo diritto all'esistenza libera e dignitosa». Una consapevolezza particolarmente sentita da quando la disoccupazione, o l'inoccupazione, sono diventate realtà di massa. «Il paese è pronto a recepire una proposta equilibrata e fattibile come questa - ha aggiunto Fausta Guarriello, docente di diritto del lavoro all'Università di Pescara - anche se le parti sociali come i sindacati sono ancora poco sensibili perché credono ancora che il reddito sia contrapposto alle politiche del pieno impiego». «È proprio l'opposto - ha sostenuto Stefano Rodotà, intervenuto anche lui all'iniziativa - siamo testimoni di un cambiamento epocale che non ci permette più di considerare la precarietà come una condizione transitoria nella vita lavorativa di una persona. Come al tempo dell'aborto e del divorzio, oggi il paese è pronto per istituire il reddito di cittadinanza». La proposta di legge sul reddito minimo è stata scritta alla luce della risoluzione del Parlamento europeo del 10 ottobre 2010 nella quale si sottolinea il dovere degli stati più colpiti dalla crisi, in particolare Italia e Grecia, di adottarlo in quanto misura indispensabile per contrastare l'esclusione sociale e le discriminazioni. La cifra di 600 euro, che decresce nel caso in cui nello stesso nucleo familiare ci siano lavoratori precari o figli, è stata determinata in base al 60% del reddito medio in Italia, come prevede la risoluzione del parlamento europeo. La durata del sussidio non è vincolata ad un periodo determinato, ma al miglioramento complessivo della situazione individuale. Ieri Beppe Grillo ha dettagliato la proposta del Movimento 5 Stelle sul reddito limitandolo a tre anni da finanziare con il taglio delle spese alla politica e ai militari, oltre che dalle concessioni statali al gioco di azzardo. Per Nichi Vendola (Sel) la proposta di legge «è una bella notizia. Il prossimo parlamento dovrà fare una legge per consetire ai ragazzi italiani l'autonomia e la libertà e sottrarsi al ricatto della precarietà». «Occorre istituire subito il reddito minimo per garantire ai disoccupati la possibilità di arrivare alla fine del mese: le risorse ci sono, sono quelle che si ricaverebbero da una tassa sui grandi patrimoni» afferma Paolo Ferrero segretario di Rifondazione Comunista.
Le cinquanta mila firme sono state superate e da ieri la proposta di legge di iniziativa popolare sul reddito minimo è una realtà. L'annuncio è stato dato in una conferenza stampa alla Camera dai promotori di un'iniziativa che non ha uguali nella storia ultra ventennale dei movimenti che hanno creduto nella prospettiva del reddito di cittadinanza in Italia. Sandro Gobetti e Luca Santini del Basic Income Network (Bin-Italia), Marco Furfaro e Mariapia Pizzolante di Tilt, insieme a partiti come Sel, Prc e Pdci e altre 170 associazioni, sono stati tra i promotori di una campagna che ha prodotto 250 iniziative in tutto il paese dal giugno dell'anno scorso. Torneranno in parlamento tra un mese per chiedere al nuovo governo, di approvare nei primi cento giorni della legislatura una misura fondamentale per rendere più dignitoso il welfare più familista, classista e inefficiente dei paesi dell'Unione Europea. La proposta di legge cerca di rispondere «al default sociale» che ha colpito, trasversalmente i giovani «neet», gli «over 50», i pensionati, ma soprattutto i precari «di prima e seconda generazione», quelli che oggi hanno tra i venti e i quarantanni. Prevede l'erogazione di un reddito di base di 600 euro mensili, 7200 all'anno, per un totale di 10 miliardi di euro da finanziare attraverso una non più rinviabile ristrutturazione degli ammortizzatori sociali, destinando a questo scopo una parte dei fondi della lotta all'evasione fiscale, della spending review e quelli che derivano dall'abolizione delle provincie. Una proposta pragmatica che non ha bisogno di nuove tasse per essere realizzata in un paese che, insieme a Grecia e Ungheria, non dispone ancora di un «elementare strumento di civiltà sociale» come l'ha definita il filosofo del diritto Luigi Ferrajoli, presente alla conferenza stampa. Il reddito minimo è da tempo oggetto di studi di fattibilità da parte delle regioni e di vere e proprie leggi come quella del Lazio del 2009, che ha ispirato i promotori della proposta di legge, ma non è stata più rifinanziata dalla giunta Polverini. «In assenza di mezzi di sussistenza - ha continuato Ferrajoli - la persona è esposta ad ogni ricatto. Seicento euro sono pochi, ma permettono alla persona di resistere e di affermare il suo diritto all'esistenza libera e dignitosa». Una consapevolezza particolarmente sentita da quando la disoccupazione, o l'inoccupazione, sono diventate realtà di massa. «Il paese è pronto a recepire una proposta equilibrata e fattibile come questa - ha aggiunto Fausta Guarriello, docente di diritto del lavoro all'Università di Pescara - anche se le parti sociali come i sindacati sono ancora poco sensibili perché credono ancora che il reddito sia contrapposto alle politiche del pieno impiego». «È proprio l'opposto - ha sostenuto Stefano Rodotà, intervenuto anche lui all'iniziativa - siamo testimoni di un cambiamento epocale che non ci permette più di considerare la precarietà come una condizione transitoria nella vita lavorativa di una persona. Come al tempo dell'aborto e del divorzio, oggi il paese è pronto per istituire il reddito di cittadinanza». La proposta di legge sul reddito minimo è stata scritta alla luce della risoluzione del Parlamento europeo del 10 ottobre 2010 nella quale si sottolinea il dovere degli stati più colpiti dalla crisi, in particolare Italia e Grecia, di adottarlo in quanto misura indispensabile per contrastare l'esclusione sociale e le discriminazioni. La cifra di 600 euro, che decresce nel caso in cui nello stesso nucleo familiare ci siano lavoratori precari o figli, è stata determinata in base al 60% del reddito medio in Italia, come prevede la risoluzione del parlamento europeo. La durata del sussidio non è vincolata ad un periodo determinato, ma al miglioramento complessivo della situazione individuale. Ieri Beppe Grillo ha dettagliato la proposta del Movimento 5 Stelle sul reddito limitandolo a tre anni da finanziare con il taglio delle spese alla politica e ai militari, oltre che dalle concessioni statali al gioco di azzardo. Per Nichi Vendola (Sel) la proposta di legge «è una bella notizia. Il prossimo parlamento dovrà fare una legge per consetire ai ragazzi italiani l'autonomia e la libertà e sottrarsi al ricatto della precarietà». «Occorre istituire subito il reddito minimo per garantire ai disoccupati la possibilità di arrivare alla fine del mese: le risorse ci sono, sono quelle che si ricaverebbero da una tassa sui grandi patrimoni» afferma Paolo Ferrero segretario di Rifondazione Comunista.
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
in edicola
sabato 15 diceMbre
sabato 15 diceMbre
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
di Mona Chollet
In edicola
da giovedì 13 dicembre
da giovedì 13 dicembre
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it




• 