EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
04 POLITICA & SOCIETÀ
05 POLITICA & SOCIETÀ
06 LA PAGINA 3
07 LA PAGINA 3
08 INTERNAZIONALE
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ARTICOLO Attacco islamista nel sud, uccisi 16 guerriglieri di (sonny evangelista)
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ARTICOLO Per «Vik», a sorpresa, il processo d'appello il 17 di Michele Giorgio GERUSALEMME
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ARTICOLO Raid Nato, strage di civili di em. gio.
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ARTICOLO Crolla un tetto a Chernobyl
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ARTICOLO Agente del Mossad si «suicida» in carcere di (mi.gio)
09 INTERNAZIONALE
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
14 LETTERE
15 LETTERE
16 STORIE
Edizione html
il manifesto 2013.02.14 - 08 INTERNAZIONALE
AFGHANISTAN L'uccisione di 11 bambini e donne nelle stesse ore del discorso di Obama
Raid Nato, strage di civili
ARTICOLO - em. gio.
ARTICOLO - em. gio.
Le accuse dei testimoni locali. Isaf ammette i bombardamenti ma non le vittime
Pare fosse una missione congiunta Isaf/Nato più la nuova e iperaddestrata da noi, aviazione afghana. La notizia, purtroppo, è confermata ma si sta indagando. Numeri e circostanze restano vaghe e differenti le versioni.
Il ritornello è di routine e di routine è la strage. Alla fine, di routine, arriveranno anche le scuse. Una decina di civili, in gran parte donne e bambini, sono stati uccisi l'altro ieri notte in un raid anti talebano nell'Afghanistan orientale. Il raid è stato confermato ieri anche dalla Nato nel distretto di Shigal, nella piccola provincia di Kunar, a pochi chilometri da Jalalabad e dal Khyber Pass. L'Alleanza atlantica conferma l'azione ma, per ora, non le vittime civili: il portavoce della Nato, il maggiore Adam Wojack, ha spiegato all'emittente Al Jazeera: «Sappiamo dell'incidente e prendiamo tutte le informazioni sulle vittime civili con scrupolo, ma in questo momento stiamo ancora raccogliendo informazioni».
Secondo l'agenzia afghana Tolonews si sarebbe trattato di un attacco aereo congiunto ma il governatore di Kunar Fazlullah Wahidisostiene che «le forze straniere hanno fatto tutto da sole, senza informarci».
Sarebbe stata una caccia al talebano, condotta nel villaggio di Chawgam e avvenuta nella notte tra ieri e martedi; avrebbe ucciso, secondo l'Isaf/Nato, quattro guerriglieri tra cui un comandante importante di nome Shahpoor. Un'altra fonte Nato dà invece l'indicazione di due talebani ammazzati. I conti sono confusi: secondo le autorità locali, ci sono cinque bambini uccisi e quattro donne, oltre ad altri due uomini non considerati guerriglieri. Appartengono a due famiglie del villaggio che conta adesso anche alcuni feriti: almeno quattro tra cui tre ragazze.
La ricostruzione dell' Isaf/Nato attesterebbe precisione di tiro e nessun danno alle abitazioni: due talebani sarebbero stati individuati e colpiti. Ma la ricostruzione non torna col racconto dei locali, racconto e testimonianze dirette che, negli innumerevoli ormai episodi di precedenti stragi dall'alto dei cieli, si sono rivelate più che veridiche.
I talebani aggiungono confusione: secondo loro, dopo il raid, ci sarebbe stato uno scontro a fuoco con truppe afghane e Isaf ma nessun talebano sarebbe rimasto sul terreno mentre la guerriglia avrebbe inferto perdite al nemico.
L'ennesimo episodio guasta un rapporto già teso tra Kabul, gli Stati uniti e gli alleati della Nato. Mentre il presidente americano Barack Obama annuncia nuovi tagli alle forze di terra altri 34mila soldati), il capitolo dei raid resta in piedi e continua, come il dossier «droni», a creare imbarazzo è polemiche. Solo alcuni giorni fa, all'inizio di febbraio, un rapporto delle Nazioni unite (in particolare dell'ufficio dell'Alto commissario per i diritti umani) ha lanciato l'allarme su centinaia di bambini che sarebbero stati uccisi in Afghanistan negli ultimi cinque anni. Vittime imputabili a «mancanza di misure precauzionali e a un uso indiscriminato della forza», effetto di «attacchi e raid aerei delle forze armate americane» nel Paese asiatico. I funzionari Isaf, dati delle Nazioni unite alla mano, rispondono sempre allo stesso modo, secondo un copione da scaricabarile: i talebani ne uccidono di più visto che oltre l'80% delle vittime civili è imputabile soprattutto ai cosiddetti Ied (ordigni «sporchi», solitamente piazzati indiscriminatamente ai cigli delle strade) e attacchi kamikaze.
È una guerra di percentuali che però non convince. em. gio.
Il ritornello è di routine e di routine è la strage. Alla fine, di routine, arriveranno anche le scuse. Una decina di civili, in gran parte donne e bambini, sono stati uccisi l'altro ieri notte in un raid anti talebano nell'Afghanistan orientale. Il raid è stato confermato ieri anche dalla Nato nel distretto di Shigal, nella piccola provincia di Kunar, a pochi chilometri da Jalalabad e dal Khyber Pass. L'Alleanza atlantica conferma l'azione ma, per ora, non le vittime civili: il portavoce della Nato, il maggiore Adam Wojack, ha spiegato all'emittente Al Jazeera: «Sappiamo dell'incidente e prendiamo tutte le informazioni sulle vittime civili con scrupolo, ma in questo momento stiamo ancora raccogliendo informazioni».
Secondo l'agenzia afghana Tolonews si sarebbe trattato di un attacco aereo congiunto ma il governatore di Kunar Fazlullah Wahidisostiene che «le forze straniere hanno fatto tutto da sole, senza informarci».
Sarebbe stata una caccia al talebano, condotta nel villaggio di Chawgam e avvenuta nella notte tra ieri e martedi; avrebbe ucciso, secondo l'Isaf/Nato, quattro guerriglieri tra cui un comandante importante di nome Shahpoor. Un'altra fonte Nato dà invece l'indicazione di due talebani ammazzati. I conti sono confusi: secondo le autorità locali, ci sono cinque bambini uccisi e quattro donne, oltre ad altri due uomini non considerati guerriglieri. Appartengono a due famiglie del villaggio che conta adesso anche alcuni feriti: almeno quattro tra cui tre ragazze.
La ricostruzione dell' Isaf/Nato attesterebbe precisione di tiro e nessun danno alle abitazioni: due talebani sarebbero stati individuati e colpiti. Ma la ricostruzione non torna col racconto dei locali, racconto e testimonianze dirette che, negli innumerevoli ormai episodi di precedenti stragi dall'alto dei cieli, si sono rivelate più che veridiche.
I talebani aggiungono confusione: secondo loro, dopo il raid, ci sarebbe stato uno scontro a fuoco con truppe afghane e Isaf ma nessun talebano sarebbe rimasto sul terreno mentre la guerriglia avrebbe inferto perdite al nemico.
L'ennesimo episodio guasta un rapporto già teso tra Kabul, gli Stati uniti e gli alleati della Nato. Mentre il presidente americano Barack Obama annuncia nuovi tagli alle forze di terra altri 34mila soldati), il capitolo dei raid resta in piedi e continua, come il dossier «droni», a creare imbarazzo è polemiche. Solo alcuni giorni fa, all'inizio di febbraio, un rapporto delle Nazioni unite (in particolare dell'ufficio dell'Alto commissario per i diritti umani) ha lanciato l'allarme su centinaia di bambini che sarebbero stati uccisi in Afghanistan negli ultimi cinque anni. Vittime imputabili a «mancanza di misure precauzionali e a un uso indiscriminato della forza», effetto di «attacchi e raid aerei delle forze armate americane» nel Paese asiatico. I funzionari Isaf, dati delle Nazioni unite alla mano, rispondono sempre allo stesso modo, secondo un copione da scaricabarile: i talebani ne uccidono di più visto che oltre l'80% delle vittime civili è imputabile soprattutto ai cosiddetti Ied (ordigni «sporchi», solitamente piazzati indiscriminatamente ai cigli delle strade) e attacchi kamikaze.
È una guerra di percentuali che però non convince. em. gio.
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
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