EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
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ARTICOLO MINZOLINI ASSOLTO, CARD LECITE
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ARTICOLO crack da 30 mln, arrestato Rizzoli
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ARTICOLO Scandalo Mps, il primo arresto è per il «dominus» dei derivati di Riccardo Chiari SIENA
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ARTICOLO Proto, «abile truffatore»
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ARTICOLO Berlusconi assolve Orsi. Le tangenti? Bisogna pagarle di Domenico Cirillo ROMA
04 POLITICA & SOCIETÀ
05 POLITICA & SOCIETÀ
06 POLITICA & SOCIETÀ
07 POLITICA & SOCIETÀ
08 INCHIESTA
09 INCHIESTA
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
14 LETTERE
15 LETTERE
16 STORIE
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il manifesto 2013.02.15 - 02 LA PAGINA 3
AlleanzeIl leader di Sel detta le condizioni per il dialogo: via le leggi Fornero e soldi per la cassaintegrazione. Ma discutiamo senza anatemi. Casini: il giudizio sul governo non è una parentesi Alleanze •
Il Prof ci prova con la taranta
ARTICOLO
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«Lontani anni luce. Vendola non ha titolo per darmi lezioni». Monti in Puglia, la terra di Nichi. Anche Ingroia nella città dell'Ilva a caccia di scontenti: «Gli altri non hanno il coraggio di venire qui, non prenderanno voti»
BARI
Le strade di Mario Monti e Antonio Ingroia ieri si sono incrociate spesso tra Adriatico e Ionio, lungo la Puglia. Ma senza che i due s'incontrassero nelle tappe per la campagna elettorale. E a loro volta, i leader di Scelta Civica e Rivoluzione civile hanno battuto, a caccia di voti e scontenti, i sentieri governati da otto anni da Vendola. «Il presidente Vendola, che io rispetto, non ha nessun titolo per darmi nessuna lezione» ha replicato il premier uscente al suo possibile alleato nella coalizione col Pd, dopo che il governatore pugliese aveva posto le sue condizioni per il futuro dialogo: ridiscussione delle riforme Fornero e sblocco dei fondi per la cassa integrazione in deroga.
Dopo un'altra secca risposta pronunciata nel primo pomeriggio a Taurisano, in provincia di Lecce, «con Vendola siamo lontani anni luce, come visione del mondo e di quello che serve per fare aumentare l'occupazione, soprattutto per i giovani», il leader centrista, davanti a 600 persone, in un incontro alla Fiera del Levante di Bari, organizzato tra gli altri da Antonio Matarrese (ex Dc, parlamentare e presidente della Federazione italiana gioco calcio), ha lanciato un'altra stoccata al presidente della Regione. «È vero, in Puglia ho trovato tanta innovazione, quella che serve per uscire dalla crisi, ma anche nelle altre regioni ne ho vista. Le riforme sociali approvate dal mio governo, servono proprio a dare slancio alle politiche di innovazione che altrimenti rimarrebbero sterili». Altra risposta al leader di Sel che aveva anticipato la visita di Monti in Puglia, dicendo che qui, il capo del governo uscente avrebbe trovato l'innovazione frutto del lavoro svolto da lui e i suoi assessori.
La visita di Monti era iniziata la mattina da Brindisi, all'istituto Morvillo Falcone, quello colpito dall'ordigno che uccise la 16enne Melissa Bassi. Monti, accompagnato dalla moglie, è stato accolto nell'istituto dall'inno di Mameli cantato dagli studenti. «È stato il momento più difficile e commovente, durante il mio governo», ha spiegato.
Ripartito poi per Lecce ha continuato la sua 'campagna' in terra vendoliana. «Abbiamo lanciato la nostra lista per non veder tornare un predominio di un polo Pdl-Lega e un polo Pd-Sel che sembrano fatte apposta per vincere le elezioni, almeno sperano, ma anche per non riuscire a governare o per governare male», ha detto corteggiando i salentini dalla piazza del Duomo, «una delle più belle d'Italia». E ancora: «abbiamo risolto problemi che i governi di centrosinistra e centrodestra avevano lasciato marcire e qualcuno è proprio nella regione del presidente, in questa magnifica regione». Si riferisce all'Ilva di Taranto. Ma la «soluzione» è sotto gli occhi di tutti.
Proprio sulla vicenda della grande acciaieria ieri sono arrivati gli attacchi di Antonio Ingroia. Verso tutti: da Berlusconi a Monti, a Bersani a Vendola. Per quello che hanno fatto e che non hanno fatto per impedire il disastro ambientale e il dramma del lavoro: «Nessuno ha il coraggio di venire a parlare qui - ha detto il candidato premier di Rivoluzione civile in un hotel davanti a cinquecento persone nel centro di Taranto - e nessuno si presenterà qui in questa campagna elettorale. Né Monti, né Bersani, né Berlusconi e ancor meno Vendola, che in concreto non ha fatto nulla contro l'inquinamento prodotto dai Riva». Ingroia gira il coltello nella ferita aperta. «La questione Ilva è stata cancellata dalla campagna elettorale. Noi ribadiamo il nostro pieno appoggio al lavoro della magistratura tarantina, che ha avuto il coraggio di tenere la schiena diritta davanti alle pressioni di politica e poteri forti. Vogliamo che s'inseriscano nel codice penale nuove tipologie di reati ambientali contro chi inquina per fare profitto». L'ex pm critica la Consulta, che proprio ieri ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione tra legislatore e magistratura riguardo la legge salva-Ilva, sollevato dalla procura di Taranto, perché sulla stessa questione pende il giudizio di costituzionalità. «Sulle intercettazioni sulla trattativa Stato-mafia, che riguardano il presidente della Repubblica e il conflitto di attribuzione mosso da lui, la Corte si è espressa in modo contrario».
Le strade di Mario Monti e Antonio Ingroia ieri si sono incrociate spesso tra Adriatico e Ionio, lungo la Puglia. Ma senza che i due s'incontrassero nelle tappe per la campagna elettorale. E a loro volta, i leader di Scelta Civica e Rivoluzione civile hanno battuto, a caccia di voti e scontenti, i sentieri governati da otto anni da Vendola. «Il presidente Vendola, che io rispetto, non ha nessun titolo per darmi nessuna lezione» ha replicato il premier uscente al suo possibile alleato nella coalizione col Pd, dopo che il governatore pugliese aveva posto le sue condizioni per il futuro dialogo: ridiscussione delle riforme Fornero e sblocco dei fondi per la cassa integrazione in deroga.
Dopo un'altra secca risposta pronunciata nel primo pomeriggio a Taurisano, in provincia di Lecce, «con Vendola siamo lontani anni luce, come visione del mondo e di quello che serve per fare aumentare l'occupazione, soprattutto per i giovani», il leader centrista, davanti a 600 persone, in un incontro alla Fiera del Levante di Bari, organizzato tra gli altri da Antonio Matarrese (ex Dc, parlamentare e presidente della Federazione italiana gioco calcio), ha lanciato un'altra stoccata al presidente della Regione. «È vero, in Puglia ho trovato tanta innovazione, quella che serve per uscire dalla crisi, ma anche nelle altre regioni ne ho vista. Le riforme sociali approvate dal mio governo, servono proprio a dare slancio alle politiche di innovazione che altrimenti rimarrebbero sterili». Altra risposta al leader di Sel che aveva anticipato la visita di Monti in Puglia, dicendo che qui, il capo del governo uscente avrebbe trovato l'innovazione frutto del lavoro svolto da lui e i suoi assessori.
La visita di Monti era iniziata la mattina da Brindisi, all'istituto Morvillo Falcone, quello colpito dall'ordigno che uccise la 16enne Melissa Bassi. Monti, accompagnato dalla moglie, è stato accolto nell'istituto dall'inno di Mameli cantato dagli studenti. «È stato il momento più difficile e commovente, durante il mio governo», ha spiegato.
Ripartito poi per Lecce ha continuato la sua 'campagna' in terra vendoliana. «Abbiamo lanciato la nostra lista per non veder tornare un predominio di un polo Pdl-Lega e un polo Pd-Sel che sembrano fatte apposta per vincere le elezioni, almeno sperano, ma anche per non riuscire a governare o per governare male», ha detto corteggiando i salentini dalla piazza del Duomo, «una delle più belle d'Italia». E ancora: «abbiamo risolto problemi che i governi di centrosinistra e centrodestra avevano lasciato marcire e qualcuno è proprio nella regione del presidente, in questa magnifica regione». Si riferisce all'Ilva di Taranto. Ma la «soluzione» è sotto gli occhi di tutti.
Proprio sulla vicenda della grande acciaieria ieri sono arrivati gli attacchi di Antonio Ingroia. Verso tutti: da Berlusconi a Monti, a Bersani a Vendola. Per quello che hanno fatto e che non hanno fatto per impedire il disastro ambientale e il dramma del lavoro: «Nessuno ha il coraggio di venire a parlare qui - ha detto il candidato premier di Rivoluzione civile in un hotel davanti a cinquecento persone nel centro di Taranto - e nessuno si presenterà qui in questa campagna elettorale. Né Monti, né Bersani, né Berlusconi e ancor meno Vendola, che in concreto non ha fatto nulla contro l'inquinamento prodotto dai Riva». Ingroia gira il coltello nella ferita aperta. «La questione Ilva è stata cancellata dalla campagna elettorale. Noi ribadiamo il nostro pieno appoggio al lavoro della magistratura tarantina, che ha avuto il coraggio di tenere la schiena diritta davanti alle pressioni di politica e poteri forti. Vogliamo che s'inseriscano nel codice penale nuove tipologie di reati ambientali contro chi inquina per fare profitto». L'ex pm critica la Consulta, che proprio ieri ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione tra legislatore e magistratura riguardo la legge salva-Ilva, sollevato dalla procura di Taranto, perché sulla stessa questione pende il giudizio di costituzionalità. «Sulle intercettazioni sulla trattativa Stato-mafia, che riguardano il presidente della Repubblica e il conflitto di attribuzione mosso da lui, la Corte si è espressa in modo contrario».
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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