EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
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ARTICOLO MINZOLINI ASSOLTO, CARD LECITE
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ARTICOLO crack da 30 mln, arrestato Rizzoli
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ARTICOLO Scandalo Mps, il primo arresto è per il «dominus» dei derivati di Riccardo Chiari SIENA
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ARTICOLO Proto, «abile truffatore»
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ARTICOLO Berlusconi assolve Orsi. Le tangenti? Bisogna pagarle di Domenico Cirillo ROMA
04 POLITICA & SOCIETÀ
05 POLITICA & SOCIETÀ
06 POLITICA & SOCIETÀ
07 POLITICA & SOCIETÀ
08 INCHIESTA
09 INCHIESTA
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
14 LETTERE
15 LETTERE
16 STORIE
Edizione html
il manifesto 2013.02.15 - 02 LA PAGINA 3
Formigoni/ LE ULTIME RIVELAZIONI DELL'INCHIESTA
I conti del Celeste non tornano a pochi giorni dalle elezioni
ARTICOLO - Luce Manara MILANO
ARTICOLO - Luce Manara MILANO
Spuntano strani bonifici in favore dell'ex fidanzata. «Balle spaziali, non ho mai preso soldi»
MILANO
Dalle carte, a pochi giorni dalle elezioni, filtrano indiscrezioni. Non col contagocce, ma come un'ondata che stroncherebbe la carriera di chiunque. Sono più di 122 mila le pagine degli atti dell'inchiesta che si è conclusa con un avviso di garanzia per corruzione e associazione a delinquere. E' il racconto di vizi privati, viaggi pagati da altri, banconote transitate su conti correnti, bigliettini autografi dal contenuto ambiguo, deposizioni di ristoratori di lusso che raccontano di riunioni per discutere di sanità. Insomma, il governatore della Regione Lombardia non ci fa una bella figura. Sarà complicata la sua linea difensiva, ma anche gli inquirenti dovranno faticare per dimostrare eventuali atti di corruzione finalizzati a favorire la Fondazione Maugeri.
Il Celeste nega con la sua solita tracotanza, mentre gli avversari ne approfittano per vincere le elezioni in Lombardia. Il sindaco di Milano Pisapia rabbrividisce: «Come possiamo pensare di avere rapporti con i presidenti della repubblica dei paesi che aderiscono all'Expo e che sia ambasciatore dell'Italia una persona che deve rispondere di un'accusa così infamante che gli viene contestata? Altro che complotto, questi sono fatti».
Vediamoli, in sintesi, così come sono descritti. C'è la deposizione del capo area della Banca Popolare di Sondrio dove il Celeste aveva un conto. «Mi capitava - ha raccontato ai pm - di essere ricevuto da Formigoni e di avere da lui somme in contanti per importi variabili, compresi tra 5 mila e 20 mila euro... servivano per eseguire bonifici a favore di Emanuela Talenti». All'epoca sarebbe stata la fidanzata di Formigoni. I soldi, in pezzi da 500 euro, sarebbero poi stati versati su un conto di appoggio «per cassa» alla banca, in modo che non figurassero importi in uscita dal conto di Formigoni. In totale, dal 2003 al 2009, sarebbero stati versati 230 mila euro: secondo gli inquirenti questo era il modo utilizzato per far girare il denaro ricevuto da Pierangelo Daccò, il faccendiere amico del governatore.
Il capitolo «regali di lusso» (stimati in 8 milioni tra vacanze, aerei e cene) invece si arricchisce di alcuni dettagli forniti da uno dei più noti ristoratori milanesi, Claudio Sadler. Se non sono prove, si tratta comunque di un quadretto significativo. In quel ristorante, per dire, Daccò disponeva di una saletta riservata e nella cantina teneva in custodia la sua collezione di vini pregiati (250 mila euro). Secondo Sadler, un paio di volte al mese Formigoni, Daccò e altri si trovavano per discutere di sanità, sarebbero stati incontri in qualche caso molto tesi, con il governatore in cattedra che dettava legge e non pagava mai il conto. Solo dopo le prime indagini su Daccò (estate 2011), la segreteria di Formigoni ha cominciato a pagare i conti. A sua discolpa, il Celeste ha negato tutto: «Sono tutte balle spaziali, i miei conti testimoniano che quanto ho speso in questi anni me lo sono sempre pagato io, non ho mai ricevuto soldi, quando vado al ristorante pago io, se un altro mi invita accetto volentieri...».
Dalle carte, a pochi giorni dalle elezioni, filtrano indiscrezioni. Non col contagocce, ma come un'ondata che stroncherebbe la carriera di chiunque. Sono più di 122 mila le pagine degli atti dell'inchiesta che si è conclusa con un avviso di garanzia per corruzione e associazione a delinquere. E' il racconto di vizi privati, viaggi pagati da altri, banconote transitate su conti correnti, bigliettini autografi dal contenuto ambiguo, deposizioni di ristoratori di lusso che raccontano di riunioni per discutere di sanità. Insomma, il governatore della Regione Lombardia non ci fa una bella figura. Sarà complicata la sua linea difensiva, ma anche gli inquirenti dovranno faticare per dimostrare eventuali atti di corruzione finalizzati a favorire la Fondazione Maugeri.
Il Celeste nega con la sua solita tracotanza, mentre gli avversari ne approfittano per vincere le elezioni in Lombardia. Il sindaco di Milano Pisapia rabbrividisce: «Come possiamo pensare di avere rapporti con i presidenti della repubblica dei paesi che aderiscono all'Expo e che sia ambasciatore dell'Italia una persona che deve rispondere di un'accusa così infamante che gli viene contestata? Altro che complotto, questi sono fatti».
Vediamoli, in sintesi, così come sono descritti. C'è la deposizione del capo area della Banca Popolare di Sondrio dove il Celeste aveva un conto. «Mi capitava - ha raccontato ai pm - di essere ricevuto da Formigoni e di avere da lui somme in contanti per importi variabili, compresi tra 5 mila e 20 mila euro... servivano per eseguire bonifici a favore di Emanuela Talenti». All'epoca sarebbe stata la fidanzata di Formigoni. I soldi, in pezzi da 500 euro, sarebbero poi stati versati su un conto di appoggio «per cassa» alla banca, in modo che non figurassero importi in uscita dal conto di Formigoni. In totale, dal 2003 al 2009, sarebbero stati versati 230 mila euro: secondo gli inquirenti questo era il modo utilizzato per far girare il denaro ricevuto da Pierangelo Daccò, il faccendiere amico del governatore.
Il capitolo «regali di lusso» (stimati in 8 milioni tra vacanze, aerei e cene) invece si arricchisce di alcuni dettagli forniti da uno dei più noti ristoratori milanesi, Claudio Sadler. Se non sono prove, si tratta comunque di un quadretto significativo. In quel ristorante, per dire, Daccò disponeva di una saletta riservata e nella cantina teneva in custodia la sua collezione di vini pregiati (250 mila euro). Secondo Sadler, un paio di volte al mese Formigoni, Daccò e altri si trovavano per discutere di sanità, sarebbero stati incontri in qualche caso molto tesi, con il governatore in cattedra che dettava legge e non pagava mai il conto. Solo dopo le prime indagini su Daccò (estate 2011), la segreteria di Formigoni ha cominciato a pagare i conti. A sua discolpa, il Celeste ha negato tutto: «Sono tutte balle spaziali, i miei conti testimoniano che quanto ho speso in questi anni me lo sono sempre pagato io, non ho mai ricevuto soldi, quando vado al ristorante pago io, se un altro mi invita accetto volentieri...».
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
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