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il manifesto 2013.02.15 - 06 POLITICA & SOCIETÀ
 
Sardegna /IN CARCERTE ANCHE IL SINDACO DI QUARTU
Lo stadio «nelle sabbie», arrestato il presidente del Cagliari Cellino
ARTICOLO - Costantino Cossu CAGLIARI

ARTICOLO - Costantino Cossu CAGLIARI
CAGLIARI
Is Arenas in sardo significa «le sabbie». Nelle sabbie di una storia tutta ancora da chiarire sembra finito il presidente del Cagliari Massimo Cellino, insieme con Mauro Contini e Stefano Lilliu, rispettivamente sindaco e assessore allo sport del comune di Quartu, tutti e tre arrestati, ieri mattina, su ordine del gip di Cagliari Giampaolo Casula su richiesta del pm Enrico Lussu, il magistrato che segue l'inchiesta sulla costruzione del nuovo stadio della squadra di calcio sarda, quello di Is Arenas, appunto. Ieri mattina di buon ora gli agenti del nucleo regionale di polizia giudiziaria hanno notificato ai tre indagati l'ordine di arresto per i reati di peculato e di falso ideologico. Cellino e Lilliu sono stati accompagnati nel carcere di Buoncammino, Contini invece si è sentito male ed è stato ricoverato, sotto sorveglianza, nel reparto di cardiologia dell'ospedale Brotzu di Cagliari. Sempre nell'ambito della stessa inchiesta, a novembre erano stati arrestati due dirigenti del Comune di Quartu, Pierpaolo Gessa e Andrea Masala, e l'imprenditore Antonio Grussu. Tutti e tre sono ora ai domiciliari.
Tutto è cominciato quando la squadra che è stata di Gigi Riva, rimasta senza stadio per l'impossibilità di raggiungere un accordo economico con il comune di Cagliari per l'utilizzo del vecchio stadio comunale, ha deciso di costruirsi una struttura tutta sua a Is Arenas, una zona alla periferia di Quartu confinante con lo stagno di Santa Gilla, sito di interesse comunitario per il suo alto valore ambientale (è uno dei pochi posti del Mediterraneo dove svernano e nidificano i fenicotteri rosa). E i primi guai Cellino ha cominciato ad averli proprio con le associazioni ambientalistiche. Sono queste che hanno presentato un esposto alla procura della Repubblica per impedire la costruzione del nuovo stadio in un'area sottoposta a vincolo naturalistico. Ed è così che i magistrati della procura hanno cominciato a raccogliere documenti sia nella sede del comune di Quartu, sia negli uffici della società sportiva di cui Cellino è presidente. I giudici sono arrivati alla conclusione che durante tutta la vicenda sarebbe stata compiuta più di una irregolarità, compreso l'illecito utilizzo di fondi pubblici. Da qui gli arresti di novembre e gli sviluppi di ieri. Le accuse - ovviamente tutte da provare nel successivo corso dell'iter giudiziario - sono falso e tentato peculato. La possibilità di inquinamento delle prove ha indotto i magistrati a emettere l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Cellino, per Contini e per Lilliu: «Una misura meno afflittiva, tenuto conto che gli indagati verrebbero a conoscenza delle intercettazioni telefoniche e ambientali in atto, non sarebbe un'adeguata garanzia», precisa l'ordinanza.
Dopo gli arresti di novembre, con una nota Cellino aveva respinto le accuse a suo carico: «Nessun finanziamento pubblico, anzi. La mia società non solo ha eseguito tutti i lavori che le spettavano per convenzione, ma ne ha realizzato altri che erano di competenza del Comune di Quartu». In particolare, Cellino smentisce che una ditta privata abbia svolto lavori a favore del Cagliari utilizzando fondi pubblici comunali: «La mia società ha affrontato spese ingenti (utilizzando fondi propri, frutto di anni di risparmi) non solo per eseguire i lavori che da convenzione erano a suo carico, ma anche una parte di competenza dell'amministrazione comunale».
 
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