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il manifesto 2013.02.15 - 13 VISIONI
 
VIAREGGIO
Un carnevale che odia ogni gerarchia
ARTICOLO - Nicolò Martinelli VIAREGGIO

ARTICOLO - Nicolò Martinelli VIAREGGIO
VIAREGGIO
Coriandoli, stelle filanti, mascheroni, musica. Ma anche tante cose che potevano essere fatte meglio. È cominciato, con una domenica di anticipo rispetto al tradizionale giovedì grasso, il Carnevale di Viareggio, uno dei più prestigiosi di Italia e d'Europa. Già qualche anno fa si aprì il dibattito, tutto politico, se il carnevale fosse da intendersi come festa popolare o come evento economico-mediatico, che incentivasse il turismo e l'economia della città. Probabilmente la verità sta nel mezzo, ma l'impressione che si registra, è che questa festa sia stata stravolta con il passare degli anni.
Ne sono un esempio le feste rionali, che durante tutti questi decenni si sono svolte nei diversi quartieri di Viareggio e che quest'anno sono state relegate quasi tutte sul lungomare. Sicuramente più gradevole all'occhio, rispetto a strade asfaltate e palazzi in cemento, ma separato dal «cuore vivo» della città. Dopo le accuse mosse sul rapporto con i media, sullo scarso coinvolgimento dei viareggini, sulla gestione finanziaria, l'ultima critica è squisitamente politica. La fondazione carnevale ha ricevuto dure critiche da parte di realtà della sinistra viareggina, per la decisione di conferire una onoreficenza a Gianni Alemanno, sindaco della capitale, nonché presidente del carnevale di Roma.
In una città commissariata e che a maggio vota per il rinnovo dell'amministrazione comunale, la gestione del carnevale non poteva non diventare un tema scottante in una campagna elettorale che si è momentaneamente fermata proprio in virtù della festa più amata dai viareggini. Festa che «dona per un mese l'illusion che tutto il mondo è fatto di carton», anche in una Viareggio morsa dalla crisi e dai problemi sociali ed abitativi. E del resto è proprio sulla crisi che ironizzano gran parte dei carri di cartapesta, grande vanto del carnevale Viareggino, che nonostante le dimensioni ridotte del budget, riescono ancora oggi a far ridere e a far riflettere.
Il rischio di «finire come in Grecia» è abbastanza evidente con il Minotauro di Alessandro Avanzini, mostro mitologico che ben rappresenta l'odierno mostro rappresentato dal capitalismo finanziario. E se le nozze, celebrate tra il premier Mario Monti e il presidente della repubblica Giorgio Napolitano a bordo di una gigantesca auto nuziale, sono «coi fichi secchi«, altrettanto non si può dire di quelle tra Barack Obama e Angela Merkel, che si baciano sulla sommità del carro La guerra dei poveri dei fratelli Cinquini. Fuck the austerity jazz band della Compagnia del Carnevale va oltre, proponendo di «suonargliele» ai potenti. Perché in fondo il carnevale è nato così: ribaltando le gerarchie, il popolo prende in giro i potenti. Il carnevale di Viareggio ha saputo mantenere viva questa tradizione, con uno spettacolo vivo e colorato, ma anche tagliente e critico verso le gerarchie del potere. Qui non si rispetta la quaresima, altro corteo il 17 febbraio, poi pausa elettorale e «gran finale» il 3 marzo.
 
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