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il manifesto 2013.02.16 - 06 POLITICA & SOCIETÀ
 
INTERVENTO
L'ipoteca del governo sulla scuola
ARTICOLO - Bruno Moretto*

ARTICOLO - Bruno Moretto*
Chi farà le nomine dei responsabili della valutazione del sistema scolastico? Il Cdm del 24 agosto 2012 ha licenziato uno schema di Dpr contenete il regolamento istitutivo del sistema nazionale di valutazione delle scuole. Ieri la Commissione Istruzione del Senato ha dato il parere positivo sulla bozza di regolamento. Questo rischia di attribuire al Ministro (di turno) il potere di definire le strategie educative e, attraverso l'Invalsi, «gli indicatori di efficienza e di efficacia in base ai quali si individuano le istituzioni scolastiche e formative da sottoporre valutazione esterna». Il decreto attribuisce un potere spropositato all'Invalsi che controlla tutto il sistema, addirittura «cura la selezione, la formazione dell'elenco degli esperti dei nuclei della valutazione esterna e pure quella degli ispettori», con modalità discrezionali e senza alcuna previsione di un concorso pubblico. Il decreto obbligherebbe le scuole ad essere sottoposte alle rilevazioni confermando l'impostazione del documento richiesto dalla Gelmini ai proffessori Cecchi, Ichino, Vittadini, nel dicembre 2008. Non a caso il sottosegretario all'istruzione con delega sulla valutazione è la Elena Ugolini, ex dirigente del liceo privato Malpighi di Bologna ed esponente di Comunione e liberazione come da'altra parte Vittadini.
L'approvazione del decreto produrrebbe un altro pesante attacco all'autonomia del sistema scolastico e alla libertà di insegnamento. La valutazione degli studenti che conterà sarà quella dei test Invalsi con il risultato di rendere ininfluente la contestualizzazione dei docenti e di penalizzare gli alunni che studiano in scuole disagiate. Il regolamento ha avuto pareri (obbligatori) fortemente critici del Cnpi e soprattutto del Consiglio di Stato che ne hanno evidenziato molti punti discutibili sul piano politico e giuridico.
Nonostante ciò il governo ha chiesto il 23 gennaio che le commissioni parlamentari diano il prescritto parere con procedura d'urgenza. Il sistema nazionale di valutazione dovrebbe avere tre gambe: Indire, Invalsi e corpo ispettivo. Il prossimo 28 di febbraio scadono i decreti di nomina dei commissari straordinari degli enti, domenica scorsa è scaduto il termine per la presentazione delle candidatura alle presidenze e ai consigli dei due organismi, a marzo si va alla costituzione del nuovo governo. Ecco da dove viene tutta questa fretta.
Ma è possibile che sia il ministro a emanare i regolamenti dei due Enti senza che sia stato previsto nel regolamento del sistema e saltando il Parlamento ? E ancora: è possibile che il ministro proceda alle nomine dei componenti del Cda a camere sciolte? Si può considerare tutto ciò attività di ordinaria amministrazione ? Flc-Cgil ha giustamente chiesto ufficialmente che ogni atto al riguardo venga rinviato al prossimo parlamento e al nuovo governo.
Mi chiedo quale sia la posizione delle forze politiche di fronte a questo scempio del diritto che intende chiaramente condizionare l'apertura di un reale dibattito nel paese e con le scuole per giungere a un regolamento sulla valutazione condiviso e non punitivo.
* ex componente del Consiglio nazionale della pubblica istruzione
 
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