EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
04 POLITICA & SOCIETÀ
05 POLITICA & SOCIETÀ
06 POLITICA & SOCIETÀ
07 INTERNAZIONALE
08 INTERNAZIONALE
09
10
11
12
13
14
15
16
Edizione html
il manifesto 2013.02.16 - 06 POLITICA & SOCIETÀ
Studenti /CORTEI IN 16 CITTÀ CONTRO L'AUSTERITÀ
«La violenza delle uova» può oscurare il dissenso?
ARTICOLO
ARTICOLO
Sulla mobilitazione nazionale degli studenti medi convocata dal network StudAut ieri sembrava essere calato il silenzio. Al posto delle rivendicazioni contro le politiche dell'austerità, i tagli alla scuola e all'università, la mancanza di fiducia nei partiti che oggi promettono fondi, stabilizzazione dei precari e reclutamento dei ricercatori, ieri i media hanno preferito ascoltare lo sfogo del capo del VII Reparto Mobile di Bologna che, insieme ai suoi uomini, è stato bersagliato da un lancio di uova e petardi da parte degli studenti. «Basta, a queste condizioni non possiamo più lavorare. Siamo stanchi, non possiamo sempre prenderci di tutto, uova, bombe carta - ha sostenuto in un video diffuso in rete - Protestare è giusto, ma così non è possibile, noi siamo stanchi, non siamo qui perchè ci lancino contro di tutto». Il reparto era schierato davanti al comitato di «Fratelli d'Italia» in via Farini, l'aggregazione elettorale di Crosetto e Meloni. Questo sfogo ha provocato un'ondata di indignazione tra La Russa e Fini fino all'Udc, pronti a solidarizzare contro la «violenza delle uova». Beffarda è stata la risposta dei collettivi autonomi bolognesi: «I tutori dell'ordine si sono frapposti tra le uova e le sedi elettorali dei partiti, ricavandone delle imbrattature. Sarebbe bastato non posizionarsi di fronte a quelle sedi per evitare di sporcarsi e non dare spettacolo di fronte alle telecamere di mezza Italia». Gli studenti hanno spiegato la loro protesta icordando la proposta del duo Meloni-La Russa, un tempo ministri berlusconiani rispettivamente della «gioventù» e della Difesa, di promuovere corsi di avviamento all'esercito nelle scuole. La chiamarono «mini-naja».
Nel corso del pomeriggio il vento è cambiato. Già i commenti al video del poliziotto non sono del tutto antipatizzanti con gli studenti, come hanno sottolineato prontamente gli attivisti del portale InfoAut.
Poi è spuntata la storia di «nonna Carla», una signora ottantenne che a Bergamo ha affrontato un cordone di agenti in tenuta antisommossa: «Ma cosa fate lì schierati? - ha detto - Lasciate passare questi studenti: non vedete come ci sta riducendo lo Stato? Se si reprime una manifestazione pacifica si rischia un ritorno alle violenze del passato». Piumino nero, un metro e cinquanta d'altezza e pochi capelli bianchi spettinati, la donna ha parlato ai duecento studenti in corteo dal microfono di un furgoncino. Nel suo sfogo ha confessato la solitudine dei pensionati, dei loro figli e dei nipoti, fino a toccare il problema dei malati di Sla «ai quali non pensa nessuno».
Dissenso, rabbia, distanza da una società ferita e indifferente, oggi congelata dal dibattito elettorale. A Torino, gli auto-organizzati hanno lanciato le famigerate uova contro la sede del Miur. In piazza Castello sono stati bruciati i cartelli elettorali: «Non ci rappresenta nessuno» hanno urlato. Uno studente è stato trattenuto per l'identificazione. In polemica con il Tirreno a Pisa i manifestanti si sono presentati in redazione per discutere con i cronisti, mentre a Palermo il corteo esponeva in testa lo striscione: «Pd-Pdl-Monti - stessa scuola azienda». Fantocci raffiguranti Berlusconi, Bersani e Monti sono stati incendiati in piazza Pretoria, di fronte al municipio.
A Roma gli studenti medi dal centro alla periferia, dal liceo Virgilio agli istituti di Ostia hanno improvvisato un corteo selvaggio che è terminato in via Arenula, sotto il ministero della Giustizia. Quel palazzo dove a novembre sono stati esplosi quattro lacrimogeni su un corteo, mentre la polizia caricava gli studenti in fuga. ro. ci.
Nel corso del pomeriggio il vento è cambiato. Già i commenti al video del poliziotto non sono del tutto antipatizzanti con gli studenti, come hanno sottolineato prontamente gli attivisti del portale InfoAut.
Poi è spuntata la storia di «nonna Carla», una signora ottantenne che a Bergamo ha affrontato un cordone di agenti in tenuta antisommossa: «Ma cosa fate lì schierati? - ha detto - Lasciate passare questi studenti: non vedete come ci sta riducendo lo Stato? Se si reprime una manifestazione pacifica si rischia un ritorno alle violenze del passato». Piumino nero, un metro e cinquanta d'altezza e pochi capelli bianchi spettinati, la donna ha parlato ai duecento studenti in corteo dal microfono di un furgoncino. Nel suo sfogo ha confessato la solitudine dei pensionati, dei loro figli e dei nipoti, fino a toccare il problema dei malati di Sla «ai quali non pensa nessuno».
Dissenso, rabbia, distanza da una società ferita e indifferente, oggi congelata dal dibattito elettorale. A Torino, gli auto-organizzati hanno lanciato le famigerate uova contro la sede del Miur. In piazza Castello sono stati bruciati i cartelli elettorali: «Non ci rappresenta nessuno» hanno urlato. Uno studente è stato trattenuto per l'identificazione. In polemica con il Tirreno a Pisa i manifestanti si sono presentati in redazione per discutere con i cronisti, mentre a Palermo il corteo esponeva in testa lo striscione: «Pd-Pdl-Monti - stessa scuola azienda». Fantocci raffiguranti Berlusconi, Bersani e Monti sono stati incendiati in piazza Pretoria, di fronte al municipio.
A Roma gli studenti medi dal centro alla periferia, dal liceo Virgilio agli istituti di Ostia hanno improvvisato un corteo selvaggio che è terminato in via Arenula, sotto il ministero della Giustizia. Quel palazzo dove a novembre sono stati esplosi quattro lacrimogeni su un corteo, mentre la polizia caricava gli studenti in fuga. ro. ci.
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
in edicola
sabato 15 diceMbre
sabato 15 diceMbre
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
di Mona Chollet
In edicola
da giovedì 13 dicembre
da giovedì 13 dicembre
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it




• 