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il manifesto 2013.02.16 - 13
 
RON
«Ora (ri) canto la nuova scena indie del pop»
ARTICOLO - Stefano Crippa

ARTICOLO - Stefano Crippa
ASanremo Ron ci è stato quattro volte, vincendo anche nel 1996 in coppia con Tosca con Vorrei incontrarti fra cent'anni : «Quest'anno mi sembra che Fazio abbia scelto un profilo quasi minimale, privilegiando la musica e aver designato Mauro Pagani come direttore artistico depone a suo favore. In qualche modo mi auguro vinca la musica, ne siamo stati per troppo tempo orfani». Per il resto, il cinquantanovenne cantautore emiliano ha sempre preferito mantenere un profilo basso, nonostante le preziose collaborazioni e i tanti successi piazzati in classifica - per se e per altri, in quasi quarant'anni di carriera. Ron alias Rosalino Cellamare le emozioni se le va a cercare in giro per il mondo, a New York dove è stato da solo per un po' di tempo: «Sentivo la necessità di vedere il mio lavoro attraverso altre angolazioni. E così sono partito da solo per la grande mela. Alla sera andavo al Village ad ascoltare musica, sono anche salito sul palco ed è stato divertente, perché ovviamente cantavo in italiano. Tornando in Italia ho ragionato sul senso di quello che ho fatto e ho compreso che la canzone che più mi si è cucita addosso è stata Una città per cantare , che io ho solo cantato, la musica era di Jackson Browne e il testo di Lucio Dalla. E allora mi sono messo alla ricerca dei discendenti di quella musica: di Joni Mitchell, degli Eagles, la West Coast per intenderci». E li ha trovati, ascoltando pezzi di Damian Rice («il mio preferito»), Amos Le, Jamie Cullum, David Gray, John Mayer e li ha tradotti per il suo nuovo progetto discografico Way Out (Edel) uscito in questi giorni. Un album intimo, registrato in presa diretta dal salotto di casa...: «Mi ha aiutato molto la rete, dove ho potuto ascoltare centinaia di tracce. Ma ho avuto molti suggerimenti, come da Noel Gallagher che mi ha consigliato un pezzo di K'Naan che non c'entra nulla con il mio stile, lui è un rapper, ma Orgoglio antiproiettile è straordinaria». Non si è trattato di semplici cover. «Non non volevo prendere le canzoni e rifarci un testo mio, mi sarebbe sembrato quasi come sfruttarli. Ho scelto autori che, secondo me, in questo momento sanno scegliere le parole giuste. E le ho semplicemente adattate in italiano». Grazie a Lucio Dalla Ron si è affermato nel mondo della musica, e per lui - e con lui - ha scritto molti brani: «Lucio mi manca molto e così alla gente. Perché la sua arma vincente è sempre stata quella di voler sperimentare, di fare molte cose diverse: i dischi, i musical come Tosca , i lavori a teatro. Un uomo di cultura, sempre in cerca di qualche cosa che lo elettrizzasse. E nello stesso modo se ne è andato».
 
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