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il manifesto 2013.09.03 - 14 COMMUNITY
 
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LE LETTERE
LETTERE

LETTERE
L'amore fuori dal carcere
Vorrei raccontarvi una cosa bella e un po' triste. Per tre giorni, insieme ai compagni radicali, ho raccolto le firme per i 12 referendum fuori dal carcere romano di Regina Coeli, nella via laterale dove le persone attendono di parlare con i loro congiunti detenuti. Se ne raccolgono tante, di firme, tra rabbia e speranza: perché sono temi, i nostri, che riguardano soprattutto la giustizia. Tra genitori, mogli e fidanzate, fratelli e sorelle, figli, c'è un'atmosfera particolare in quello stretto vicolo cieco, dove il sole arriva soltanto nel primo pomeriggio: in quella via lastricata di sampietrini sghembi, dove si riunisce un amore che raramente si coglie nella vita quotidiana. E' un amore che dice di un "cordone ombelicale" legato alla piccola porta che conduce ai colloqui, che dice con occhi umidi che là si può andare solo sei volte al mese, che dice ai bambini piccoli che «papà è in ospedale», che dice che sono in sette in cella, invece che in quattro, e che «o ti fai la doccia o fai l'ora d'aria» e il resto del tempo lo passi in cella, di nuovo. Questo dice l'amore in via delle Mantellate a Roma, dove si incontra soltanto metà amore. Perché l'altra metà è dentro: recluso, invisibile. Chissà cos'avrà fatto, per essere dentro, ma anche qualcos'altro deve aver fatto, di bello, per avere l'amore che c'è là fuori. Tutto qui. E non è poco.
Paolo Izzo, Roma

La guerra dei giornalisti
Quanta pena, orrore e schifo ho sentito nel vedere, su Rainews 24 la scena di un bambino in preda a convulsioni perché colpito da armi chimiche. E penso che più di cento articoli contro la guerra bisognerebbe far vedere quelle immagini, affinché le persone si sollevino in piazza contro tutti quegli assassini che con varie scuse usano le armi per fini umanitari. Mi viene anche in mente che mai i nostri giornalisti democratici hanno scritto tanto e i nostri telegiornali non hanno mai fatto vedere immagini così raccapriccianti o filmati sui bambini afgani uccisi per "errore", oppure sui bambini palestinesi uccisi con l'uranio impoverito, anche questa un'arma proibita. Ma si sa, il pelo cresce anche sul cuore.
Bruno Biavati, Modena

I "comodi" conti in Svizzera
America e Svizzera stanno per concludere un accordo condotto dal 2009 per disvelare informazioni e tassare numerosissimi conti di cittadini americani presso banche svizzere. Già allora la Ubs accettò di pagare una multa agli Usa di 780 milioni di dollari.
Esso prevede che le banche svizzere paghino dal 20 al 50% dei depositi non dichiarati e, aldilà degli accordi tra Stati, gli Usa porteranno avanti le loro inchieste su singole banche elvetiche. Si constata la ferma volontà americana di impedire ai suoi cittadini di porre i loro capitali all'estero fuori dal controllo fiscale e c'è pure un accordo in studio tra Svizzera e Unione Europea. E' quasi scontato però chiedersi quando mai ciò che l'amministrazione finanziaria americana ha perseguito potrà essere ottenuto dall'Italia, che sulla cosa non ha nemmeno accennato a "lavorare". Noi abbiamo un signore - che raggiunse addirittura la carica di presidente del consiglio - che già dagli anni '80 costituiva all'estero, in paradisi fiscali, gusci vuoti di società che custodivano suoi capitali frodando il fisco e abbiamo decine di politici che tuttora tengono loro provviste all'estero (per ogni evenienza ...), gente che maggiormente ha approfittato degli scudi fiscali italiani orditi, guarda caso, proprio da quell'ex presidente del consiglio con "Sua intellighenzia" Tremonti. Quando mai questi politici italiani potrebbero avere la stessa determinazione dell'amministrazione finanziaria americana?
Angelo Umana

De Andrè non è leghista
Forse il Carroccio cambia pelle, si apre all'impetuoso soffio della libertà. I militanti e i simpatizzanti leghisti si stanno sfidando in un affascinante gioco di fine estate. Sulla Padania si vota per «il leghista più leghista della storia». La preferenza deve andare «ai personaggi che hanno direttamente o indirettamente influenzato la nascita della Lega». Nessuna sorpresa nello scorgere nel Pantheon alcuni nomi di uomini di chiare radici padane, come Gianfranco Miglio, teorico del movimento. Nessuna meraviglia neppure sulla scelta di certuni per Nerone, che oggi avrebbe forse senza pietà bruciato «Roma ladrona», per l'evidente soddisfazione di Bossi ed epigoni vari. Stupisce, però, ampiamente che fra i personaggi illustri uno dei più suffragati sia il cantautore Fabrizio De Andrè (preferito perfino dall'europarlamentare Matteo Salvini, uno che anni fa avrebbe voluto ferinamente sbarazzarsi degli zingari, "derattizzando" Milano). L'indimenticabile Faber ha dedicato straordinarie e delicate canzoni ai Rom, alle prostitute, ai tossici, all'umanità migrante, agli sconfitti che vivono ai margini di questa opulenta società. Un poeta non precisamente in linea con le teorie di Borghezio e compagni. Con profonda stima.
Marcello Buttazzo, Lequile (Lecce)

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[stampa]
 
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
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sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

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da martedì 17 settembre
 
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