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il manifesto 2013.09.05 - 05 POLITICA
RENZI-MANIA
La «second life» di Bassolino sulla scia di Matteo
TAGLIO MEDIO - Francesca Pilla
NAPOLI
NAPOLI
TAGLIO MEDIO - Francesca Pilla - NAPOLI
Non c'è molto da sorprendersi per l'assist offerto da Antonio Bassolino alla scalata di Renzi alla segreteria del Pd. L'ex vicerè di Napoli infatti non aveva poi molta scelta. Abbandonato dal partito, isolato dallo stesso amico di sempre Massimo D'Alema, dicono che negli ultimi mesi fosse molto giù di corda, soprattutto dopo lo sgambetto alla candidatura di sua moglie Annamaria Carloni. Uno schiaffo che l'ex governatore non aveva preso bene: alle scorse elezioni i democrat l'avevano posizionata 14esima in lista e quindi automaticamente trombata per la rielezione al Senato.
E invece quei vertici e verticielli che l'avevano snobbato, lasciato solo e addirittura ripudiato (Veltroni non lo volle nemmeno sul palco di Piazza Plebiscito nel 2008) hanno perso diverse partite e l'ex sindaco si adegua. Alla Festa dell'Unità di Avellino, qualche giorno fa, Bassolino ha spiegato da che parte è andato a sedersi: «Penso che Renzi sia certamente in questo momento la personalità che più di ogni altra può spostare forze e voti. Può spostarli in maniera tale da far vincere il centrosinistra. E questo è molto importante perché il centrodestra deve essere sconfitto in campo aperto, in una battaglia elettorale. E Renzi certamente ha più chance di qualunque altro».
Eccolo il nuovo Bassolino, abbronzato, asciutto (sembra che faccia jogging tutte le mattine), rinato, rianimato. Solo pochi giorni fa aveva tirato i piedi a De Magistris definendo l'esperienza arancione ormai al capolinea, mentre il suo fedelissimo Andrea Cozzolino, parlamentare euorpeo che si prepara alla ricandidatura, è tra i promotori di un referendum sul gradimento dei napoletani rispetto alle scelte dell'attuale primo cittadino. Tutte mosse che sembrano preparare la scacchiera di un ritorno sulla scena. Non sono infatti poche le voci di chi lo vorrebbe addirittura ricandidare come sindaco di Napoli, proprio mentre una parte del partito locale - dal capogruppo regionale Peppe Russo, al deputato vicinissimo a Letta Guglielmo Vaccaro - chiede a gran voce al suo nemico storico Vincenzo De Luca di lasciare il posto da viceministro alle infrastrutture. Insomma è questa la second life di Bassolino: renziano, liberale e candidato per il 2016?
«Non vedo la connessione», risponde Umberto De Gregorio, coordinatore del Big bang Campania, la corrente sostenitrice del sindaco di Firenze a Palazzo Chigi che ha organizzato il suo arrivo nel capoluogo campano il prossimo 5 ottobre. «Tutte le persone di buon senso - continua De Gregorio - comprendono che la sopravvivenza del Pd passa tatticamente attraverso la vittoria di Renzi. Bassolino ha radici culturali diverse, ma comprende quale sia il nostro futuro». Della stessa opinione un altro renziano doc come Francesco Nicodemo: «Bassolino è una persona di spessore, non vuole salire sul carro dei vincitori, non ha chiuso un accordo, fa solo una valutazione di merito, ad ha ragione». Eppure le carte per un futuro appoggio sembrano essere state già date. Forse è solo questione di tempo.
E invece quei vertici e verticielli che l'avevano snobbato, lasciato solo e addirittura ripudiato (Veltroni non lo volle nemmeno sul palco di Piazza Plebiscito nel 2008) hanno perso diverse partite e l'ex sindaco si adegua. Alla Festa dell'Unità di Avellino, qualche giorno fa, Bassolino ha spiegato da che parte è andato a sedersi: «Penso che Renzi sia certamente in questo momento la personalità che più di ogni altra può spostare forze e voti. Può spostarli in maniera tale da far vincere il centrosinistra. E questo è molto importante perché il centrodestra deve essere sconfitto in campo aperto, in una battaglia elettorale. E Renzi certamente ha più chance di qualunque altro».
Eccolo il nuovo Bassolino, abbronzato, asciutto (sembra che faccia jogging tutte le mattine), rinato, rianimato. Solo pochi giorni fa aveva tirato i piedi a De Magistris definendo l'esperienza arancione ormai al capolinea, mentre il suo fedelissimo Andrea Cozzolino, parlamentare euorpeo che si prepara alla ricandidatura, è tra i promotori di un referendum sul gradimento dei napoletani rispetto alle scelte dell'attuale primo cittadino. Tutte mosse che sembrano preparare la scacchiera di un ritorno sulla scena. Non sono infatti poche le voci di chi lo vorrebbe addirittura ricandidare come sindaco di Napoli, proprio mentre una parte del partito locale - dal capogruppo regionale Peppe Russo, al deputato vicinissimo a Letta Guglielmo Vaccaro - chiede a gran voce al suo nemico storico Vincenzo De Luca di lasciare il posto da viceministro alle infrastrutture. Insomma è questa la second life di Bassolino: renziano, liberale e candidato per il 2016?
«Non vedo la connessione», risponde Umberto De Gregorio, coordinatore del Big bang Campania, la corrente sostenitrice del sindaco di Firenze a Palazzo Chigi che ha organizzato il suo arrivo nel capoluogo campano il prossimo 5 ottobre. «Tutte le persone di buon senso - continua De Gregorio - comprendono che la sopravvivenza del Pd passa tatticamente attraverso la vittoria di Renzi. Bassolino ha radici culturali diverse, ma comprende quale sia il nostro futuro». Della stessa opinione un altro renziano doc come Francesco Nicodemo: «Bassolino è una persona di spessore, non vuole salire sul carro dei vincitori, non ha chiuso un accordo, fa solo una valutazione di merito, ad ha ragione». Eppure le carte per un futuro appoggio sembrano essere state già date. Forse è solo questione di tempo.
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
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