01 PRIMA PAGINA
02 INTERNAZIONALE
03 INTERNAZIONALE
04 POLITICA
05 POLITICA
06 ECONOMIA
-
APERTURA Mirafiori, il miliardo fantasma di Antonio Sciotto
-
TAGLIO MEDIO Da «Sbilanciamoci!» le richieste per l'Italia e l'Europa di Andrea Baranes
-
TAGLIO MEDIO Il Tesoro chiede altri licenziamenti di Riccardo Chiari - SIENA
-
TAGLIO BASSO Alle fiamme i macchinari di scavo Tragedia sfiorata. Accusati i No Tav di Mauro Ravarino
07 SOCIETÀ
08 EUROPA
09 INTERNAZIONALE
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
14 COMMUNITY
15 COMMUNITY
16 L'ULTIMA
Edizione html
il manifesto 2013.09.10 - 06 ECONOMIA
MONTE DEI PASCHI - Alzata di scudi dei sindacati
Il Tesoro chiede altri licenziamenti
TAGLIO MEDIO - Riccardo Chiari
SIENA
SIENA
TAGLIO MEDIO - Riccardo Chiari - SIENA
Pronto il piano di ristrutturazione. La Fisac-Cgil conferma due giorni di sciopero
Non sono tanto i 500 milioni di ulteriore ricapitalizzazione entro il 2014 - due miliardi erano messi in conto da mesi - a scuotere il Monte dei Paschi, quanto l'annuncio di nuovi tagli dell'occupazione. A riprova, mentre il titolo in borsa scende solo del 2,8%, arriva subito una nota di Fabi, Fiba Cisl, Ugl e Uilca: «Non saranno tollerate ulteriori misure di contenimento dei livelli occupazionali e retributivi, rispetto a quelle già previste nel piano industriale e codificate nell'accordo del 19 dicembre 2012». Il problema, per i sindacati che quell'accordo lo firmarono, è che a Rocca Salimbeni hanno fretta. Già domani il cda di Mps avvierà la discussione delle linee guida del - nuovo - piano di ristrutturazione, «per poter pervenire all'approvazione nella riunione del 24 settembre».
L'unica a non essere sorpresa dall'accelerazione, ufficialmente effetto diretto dal vertice di Cernobbio tra il commissario europeo Almunia e il ministro Saccomanni, è la Fisac Cgil. Quella del Monte, s'intende, che ha già proclamato due giorni di sciopero, il 27 settembre e il 4 ottobre. Con in più, il 21 settembre, «una manifestazione per tutti i lavoratori del gruppo, e per chiunque sia interessato alla difesa del patrimonio umano ed economico dell'azienda». Gli altri sindacati sparano: «Le iniziative e gli scioperi proclamati dalla Fisac non prendono atto del profondo cambiamento del contesto e della reale situazione della banca, portando così i lavoratori ad uno scontro senza prospettive».
In casa Cgil si decide di non rispondere. Mentre la Fisac nazionale «auspica che tra i banchieri non prevalga la linea di chi pensa di risolvere i problemi delle banche con ulteriori tagli all'occupazione e attacchi al contratto nazionale e al salario». Ma è proprio quello che accadrà ai lavoratori Mps, almeno a leggere il comunicato con cui il Tesoro italiano ha tracciato il sentiero, scivoloso, sul quale il Monte dovrà inerpicarsi.
Nella nota del Mef è scritto a chiare lettere: «Le modifiche (al piano di ristrutturazione, ndr) elaborate dal management di Mps e sottoposte anche alla Banca d'Italia, rispondono alle richieste della Ue». Di qui i nuovi tagli al personale («ulteriori azioni di contenimento dei costi in aggiunta a quelle in corso di attuazione»), e i 2,5 miliardi di ricapitalizzazione per anticipare il rimborso dei Monti Bond, il cui tasso para usuraio - oggi 9%, a salire ancora nel 2014 - strozzerebbe un toro. Se poi i capitali latitassero, solo allora Mps sarebbe nazionalizzata. Elio Lannutti di Adusbef auspica che avvenga subito: «Meglio evitare una lunga agonia, e il tentativo di far pagare i costi a lavoratori e risparmiatori». Mentre i piccoli azionisti di Azione Mps chiedono «non un nuovo padrone ma un piano credibile, tale da attrarre investitori istituzionali e piccoli azionisti, trasformando Mps in una public company».
L'unica a non essere sorpresa dall'accelerazione, ufficialmente effetto diretto dal vertice di Cernobbio tra il commissario europeo Almunia e il ministro Saccomanni, è la Fisac Cgil. Quella del Monte, s'intende, che ha già proclamato due giorni di sciopero, il 27 settembre e il 4 ottobre. Con in più, il 21 settembre, «una manifestazione per tutti i lavoratori del gruppo, e per chiunque sia interessato alla difesa del patrimonio umano ed economico dell'azienda». Gli altri sindacati sparano: «Le iniziative e gli scioperi proclamati dalla Fisac non prendono atto del profondo cambiamento del contesto e della reale situazione della banca, portando così i lavoratori ad uno scontro senza prospettive».
In casa Cgil si decide di non rispondere. Mentre la Fisac nazionale «auspica che tra i banchieri non prevalga la linea di chi pensa di risolvere i problemi delle banche con ulteriori tagli all'occupazione e attacchi al contratto nazionale e al salario». Ma è proprio quello che accadrà ai lavoratori Mps, almeno a leggere il comunicato con cui il Tesoro italiano ha tracciato il sentiero, scivoloso, sul quale il Monte dovrà inerpicarsi.
Nella nota del Mef è scritto a chiare lettere: «Le modifiche (al piano di ristrutturazione, ndr) elaborate dal management di Mps e sottoposte anche alla Banca d'Italia, rispondono alle richieste della Ue». Di qui i nuovi tagli al personale («ulteriori azioni di contenimento dei costi in aggiunta a quelle in corso di attuazione»), e i 2,5 miliardi di ricapitalizzazione per anticipare il rimborso dei Monti Bond, il cui tasso para usuraio - oggi 9%, a salire ancora nel 2014 - strozzerebbe un toro. Se poi i capitali latitassero, solo allora Mps sarebbe nazionalizzata. Elio Lannutti di Adusbef auspica che avvenga subito: «Meglio evitare una lunga agonia, e il tentativo di far pagare i costi a lavoratori e risparmiatori». Mentre i piccoli azionisti di Azione Mps chiedono «non un nuovo padrone ma un piano credibile, tale da attrarre investitori istituzionali e piccoli azionisti, trasformando Mps in una public company».
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
in edicola
sabato 14 settembre
sabato 14 settembre
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
In edicola
da martedì 17 settembre
da martedì 17 settembre
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale

IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
02/ 89074385
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it


• 