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il manifesto 2013.09.10 - 13 VISIONI
 
EVENTI - Prima edizione per JazzitFest
Auto organizzazione è la parola d'ordine
TAGLIO MEDIO - Luigi Onori
COLLESCIPOLI
TAGLIO MEDIO - Luigi Onori - COLLESCIPOLI
Entrando nel paese medievale di Collescipoli (frazione di Terni) si respira jazz, in una situazione anni '70: palchi nelle piazzette, tanti giovani tra musicisti e pubblico, aria di festa. Eppure la prima Jazzit fest. All around jazz. Concerti, workshop, conferenze, jazz expo (5-8 settembre, Collescipoli) si è posta con una chiara consapevolezza. Prodotta dalla rivista Jazz It (diretta ed edita da Luciano Vanni, sede in loco) ha parole d'ordine come festival a impatto ambientale zero, niente finanziamenti pubblici, direzione artistica «open source», co-working (tra istituzioni, privati e comunità), niente biglietti d'ingresso ma libera donazione, musicisti ospiti nella forma dello show-case di trenta minuti, tutto secondo una Carta dei Valori definita «cCodice programmatico-organizzativo-produttivo esposto con chiarezza a tutta la comunità di riferimento».
Un merito la Jazzit Fest l'ha avuto: far incontrare operatori del settore, circolare le idee, spezzare il pessimismo affermando che «c'è l'esigenza di contarci perché siamo un'industria culturale e in quanto tale iniziamo a parlarci». Lo ha detto Vanni aprendo la tavola rotonda «Scenari presenti e futuri della legislazione e dei finanziamenti alla cultura e alla musica» tenutasi l'8 nell'appena restaurato chiostro di S.Cecilia, epicentro della manifestazione che spaziava dalla porta Ternana alla piazza della Rocca. Quasi due ore di appassionato confronto (coordinato da Fiorenza Gherardi) tra ideatori del «meeting del jazz» e Marco Caselgrandi (Siae), Franco Caroni (Siena Jazz), Ada Montellanico (anche come portavoce di Paolo Damiani), Massimo Nunzi, Maila Sansaini (direttrice del Nuovo Imaie), Palma Lorusso (assistente parlamentare del deputato 5 stelle Battelli che il 30 maggio ha proposto una legge sulla musica di prossima discussione), i discografici Luigi Naro, Ermanno Basso e Fabrizio Salvatore.
I temi più caldi riguardano la richiesta di condizioni (fiscali, burocratiche, previdenziali, logistiche...) che consentano al jazz e al suo indotto di spiegare le ali in quanto industria culturale.
Si continuerà comunque a discutere le proposte, sintetizzate in dieci punti, sul sito di Jazz It, con il possibile intervento dei lettori, con l'impegno del deputato Battelli a ricevere i jazzisti. Intanto a Collescipoli suonavano l'Ibrido Hot X, Nicola Mingo, Pasquale Innarella quartet, Triad Vibration, Improvvisatore Involontario The Ics-Men ... (104 i concerti in totale), si poteva vedere parte della straordinaria collezione di sax di Attilio Berni, comprare dischi di varie etichette presenti. Utopia e realtà, confronto e voglia di uscire dalla minorità. Per la prossima edizione già si immaginano residenze creative.
 
[stampa]
 
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
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XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
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RECENSIONI
 
 
 
 
 
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