mercoledì 18 settembre 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Edizione html
il manifesto 2013.09.11 - 05 POLITICA
 
ISTAT E BANKITALIA
La ripresa è ancora lontana Spread critico
TAGLIO MEDIO

TAGLIO MEDIO
Non sono rosee le previsioni sull'economia italiana da parte del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, a causa soprattutto dell'incertezza del quadro politico. Incertezza che proprio in questi giorni ha fatto risalire lo spread, il differenziale dei nostri titoli di stato con i bund tedeschi, facendoci superare in affidabilità perfino dall'inguaiata Spagna, mentre anche dall'Istat arriva la conferma che la tanto attesa (e annunciata) ripresa per il momento si allontana: l'Italia è sempre in recessione.
Per l'economia italiana, secondo Visco, «ci sono rischi al ribasso aggravati dalle preoccupazioni degli investitori sulla possibile incertezza politica», ma complessivamente il Paese sta mandando «segnali» del fatto che la «recessione sta terminando». «I tempi e la forza della ripresa sono ancora altamente incerti», aggiunge il governatore.
Ma la ripresa, secondo l'Istat, è sempre più lontana. Nonostante i richiami all'ottimismo da parte del governo, nel secondo trimestre del 2013 il Pil è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e del 2,1% nei confronti del secondo trimestre 2012. L'Istat ha rivisto al ribasso la stima preliminare diffusa il 6 agosto quando era stato rilevato un calo congiunturale dello 0,2% e tendenziale del 2%.
La variazione acquisita del Pil per il 2013 è pari a -1,8%: e la situazione continua a peggiorare. A marzo il dato era all'1,5%, rivisto all'1,6% a giugno, poi all'1,7% a inizio agosto, quando il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, pronosticava la fine della recessione; e, infine, tagliato ancora ieri. Confermato, inoltre, che il secondo trimestre 2013 è stato l'ottavo consecutivo in calo.
E gli altri stati, già lo sappiamo, sono messi meglio di noi: per loro la recessione è già finita, per quanto non godano certo di riprese robustissime. «Nel secondo trimestre - riferisce l'Istat - il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,7% in Germania e nel Regno Unito, dello 0,6% in Usa e Giappone e dello 0,5% in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento dell'1,6% negli Usa, dell'1,5% nel Regno Unito, dello 0,9% in Giappone, dello 0,5% in Germania e dello 0,3% in Francia. Nel complesso, il Pil dei paesi dell'area euro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,5% nel confronto con lo stesso trimestre del 2012».
Analisi con molte ombre e poche luci, che trovano conferma nei dati pubblicati ieri dalla Confesercenti: secondo l'associazione di commercianti la recessione è verso la fine, ma la modesta crescita nel 2014 (Pil previsto a +1%) non basterà a creare posti di lavoro (-0,2%). Si tratta di una «ripresina» fragile e incerta: anche nel corso del prossimo anno gli occupati continueranno a scendere (-0,2%), mentre il tasso di disoccupazione toccherà quota 12,8%, ben il 2,1% in più rispetto al 2012.
Dato in apparente contro tendenza, l'apertura di nuove partite Iva: a luglio, secondo il ministero dell'Economia, ne sono state aperte 41.192, cioè +2,9% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno e +4,4% rispetto al mese di giugno. Il problema è che molte di queste partite Iva, come ipotizza il segretario del Nidil Cgil Roberto D'Andrea, possono essere fasulle, ovvero indotte dalla crisi, che porta tanti disoccupati a «fingersi» ditta individuale per farsi assumere low cost da imprese «furbette».
Infine la questione spread, molto infulenzata, come detto, dall'incertezza politica e la condizione traballante del governo guidato da Enrico Letta. Ieri la differenza di rendimento tra btp italiani e bund tedeschi è calata leggermente, a 250 punti, per un rendimento del 4,52%. Ma lo spread della Spagna, che già due giorni fa aveva azzerato il gap dopo un inseguimento lungo 18 mesi, è ora addirittura più basso: 247 punti e cedola al 4,5%. Il mercato già guarda all'emissione di Btp in programma domani, quando magari - la notte forse potrà dire qualcosa - sarà anche più definita la partita politica.
 
[stampa]
 
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it