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il manifesto 2013.09.14 - 14 COMMUNITY
 
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LE LETTERE
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LETTERE
Per non dimenticare Abba
Il nostro fratello e figlio Abba era cittadino italiano, nato in Burkina Faso e fu ucciso 5 anni fa dal razzismo, dalla stupida e troppo diffusa convinzione che qualcuno, per via del colore della sua pelle, valga qualcosa di meno o sia automaticamente colpevole di qualcosa per cui deve essere punito. Nel 2008 fu la città a commuoverci, la manifestazione degli studenti e poi quella enorme del Sabato. Non solo fu riconosciuto il razzismo (che politici ed istituzioni si ostinavano a negare), ma respinto con forza. Da allora la città non ha mai smesso di ricordare Abba eppure non tutti lo hanno ricordato allo stesso modo. A ricordarlo è stato soprattutto chi è consapevole del fatto che il razzismo è una guerra: troppo spesso è una guerra tra chi ha poco e chi non ha niente. Per questo abbiamo scelto di dedicare il premio cinematografico «Abba» ad un film che parla di una esperienza bella e possibile di solidarietà e lotta: uno stabile abbandonato di Roma che viene recuperato e vissuto da persone che avevano in comune soprattutto il bisogno di una casa e la necessità di aiutarsi a vicenda. Sono soprattutto persone come queste che hanno lottato assieme a noi, amici e familiari, per far sentire forte una voce, con Abba nel cuore. Nel quartiere popolare di San Siro gli hanno dedicato un torneo di calcio che quest'anno si terrà al Lido di Milano il 21 Settembre. L'appuntamento è dunque per oggi, Sabato 14 Settembre in Via Zuretti, come tutti gli anni per commemorare Abba e per consegnare il premio alla sua memoria ai registi di Space Metropoliz, ringraziando i ragazzi del Comitato per Non Dimenticare Abba e per fermare il razzismo, del Cantiere e il Milano Film Festival per aver organizzato anche quest'anno l'iniziativa.
La famiglia di Abba Abdoul Guibre Milano

Non credenti
Questo Papa è un vero cristiano e una brava persona però, con lo stesso Scalfari, commette un errore: continuano entrambi a chiamare "non credenti" coloro che hanno invece una fede diversa da quella teologica. Si può non avere una fede teologica ma non per questo non essere credenti: io Credo, con il pensiero greco, nell'eternità e nella vitalità congenere della natura, la physis di Eraclito (fr. 30), e nella generazione darwiniana dell'uomo, particula naturae spinoziano, con le sue capacità (e incapacità) intellettuali, morali, estetiche e così via. Detto questo, viviamo insieme e cerchiamo di volerci bene. Teisti e naturalisti.
Giuseppe Cappello

Insegnanti frustrati
Istruire e formare le giovani generazioni diventa sempre più difficile e stressante per i numerosi impegni burocratici e per la molteplicità di funzioni extradisciplinari. Negli ultimi anni, infatti, per venire incontro ai disagi e/o disturbi dei ragazzi, al Piano annuale per l'Inclusività, ai Bisogni educativi speciali, sono sorti attività ed organismi che poco hanno a che fare con la normale didattica e, volenti o nolenti, con essi i docenti devono quotidianamente misurarsi, spesso sacrificando spazi preziosi per lo svolgimento ed approfondimento dei programmi. Per queste funzioni, certamente importanti, andrebbero create nuove figure, attive all'interno della scuola. Andando avanti con l'aggravio di orario e di funzioni aumenta il senso di frustrazione dell'insegnante e scade inevitabilmente la qualità dell'istruzione. Questi non deve diventare un assistente sociale nè un «Intrattenitore purchessia». Figura centrale della didattica e della formazione ha il compito di trasmettere contenuti disciplinari, guidare gli studenti nell'acquisizione di un metodo di studio e di competenze specifiche, far interiorizzare messaggi etico-civili all'altezza dei tempi. Gran parte dei docenti, di ruolo o precari, lavora, nonostante tutto, con impegno, competenza ed entusiasmo e dà credibilità all'istituzione-scuola. Valorizzarli in termini normativi, economici, di status sarebbe il giusto riconoscimento per il loro sempre più delicato e complesso ruolo.
Mattia Testa Itri (Lt)

Motorizzazione civile?
Ci si sente presi in giro dai politici di oggi e di ieri che parlano e non agiscono per ridurre la iniqua esosità dello Stato. Mia moglie è afflitta da distrofia muscolare. Ad ogni rinnovo di patente deve sottoporsi alla visita della Commissione Medica Provinciale. Si deve dunque recare alla sede di Medicina Legale, compila i moduli, e pagare. Gli viene rilasciato un foglio con la data della visita. Onestà, buon senso e logica vorrebbero che la patente duri fino a quando avviene eseguita la visita. Troppo semplice! Deve recarsi alla Motorizzazione Civile del capoluogo di regione, affrontare una fila infinita, con enorme fatica, presentare un modulo. Questo per poter guidare fino a che la visita sia eseguita. Naturalmente pagare i diritti della Motorizzazione, marca da bollo di 16,26 euro. Per semplificare questa procedura evitando spese e disaggi è neLe dimenticanze di Pansa cessario l'avvallo della UE o del Consiglio di Stato? Ecco dove gli asini politici di destra e di sinistra cadono, provocando irritazione e disprezzo.
Luca Turati

Le dmenticanze di Pansa
Giampaolo Pansa nel suo ultimo libro «Sangue sesso soldi», in libreria da pochi giorni, sostiene, testuali parole, che «L'attentato di piazza Fontana fu subito attribuito alla destra, cancellando tutti i misteri attorno alla strage. La fine oscura dell'anarchico Giuseppe Pinelli venne addossata al commissario Luigi Calabresi, destinato a morire assassinato per una colpa che non aveva commesso». Non so se queste poche righe potrebbero bastare per commentare il volume che porta come sottotitolo «Una controstoria d'Italia dal 1964 ad oggi». Al revisionista Giampaolo Pansa, forse, bisognerebbe ricordare che, è vero che le indagini si concentrarono in tutti gli ambienti politici più estremi, tanto di sinistra quanto di destra, ma chi pagò più caramente per la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre del 1969 a Milano fu il ballerino anarchico e pacifista Pietro Valpreda, il quale finì in galera per tre anni da innocente... E sulla «fine oscura di Pinelli», cui fanno riferimento l'ex-editorialista de L'Espresso, bisogna aggiungere che tanto oscura non è visto che Pinelli, incriminato pure lui da innocente per Strage di Piazza Fontana, volò giù il 15 dicembre 1969 da una finestra della questura di Milano diretta proprio dal commissario Calabresi. La storia è questa. E non si fa con le insinuazioni di Pansa, al quale poi verrebbe facile chiedere: come mai per l'assassinio di Calabresi si è arrivati ad una sentenza di condanna di un tribunale e mai si è voluto far luce sulla morte di Pinelli?
Mimmo Mastrangelo

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Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
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sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

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