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il manifesto 2013.09.15 - 05 EUROPA
 
ELEZIONI IN BAVIERA - Oggi al voto, cristiano-sociali verso la maggioranza assoluta
Csu a tutta birra, nonostante gli scandali
TAGLIO BASSO - j. r.

TAGLIO BASSO - j. r.
Gli occhi della Repubblica federale tedesca sono puntati, oggi, sul più esteso e ricco dei suoi Land : la Baviera (12,5 milioni di abitanti). Se l'intera Germania è economicamente in salute, la regione di Monaco e Norimberga lo è ancora di più: secondo recenti dati dell'Agenzia federale per il lavoro, qui la disoccupazione è al 3,8%, mentre in tutto il Paese è al 6,8%. Le imprese della zona rispondono al nome di Bmw, Audi, Siemens, ed esportano in tutto il mondo. L'industria del turismo - trainata dalla poco commendevole Oktoberfest , ma anche dalla romantica bellezza di paesaggi e città - non conosce crisi, le università di Monaco sono considerate le migliori, la squadra di calcio locale è campione d'Europa in carica. Eppure, anche in Baviera, come nell'intera Repubblica federale, non è tutto oro quel che luccica. Il tasso di crescita è ora attestato sullo 0,7%, ai limiti della stagnazione. E dietro le cifre da sogno sull'occupazione si nasconde il precariato: il 43% dei nuovi posti di lavoro creati negli ultimi anni sono a tempo determinato, calcola la confederazione sindacale unitaria Dgb. Che denuncia anche come una lavoratrice su tre sia una working poor , cioè percepisca uno stipendio da fame. Il mercato immobiliare, secondo molti osservatori, è avvolto in una bolla speculativa che sta per scoppiare. E il debito pubblico è raddoppiato nel giro di quindici anni - alla faccia dell'austerità. Non è solo il quadro economico, tuttavia, che presenta dei lati oscuri. Il partito che quasi ininterrottamente dal dopoguerra (salvo nel triennio 1954-57) controlla il governo del Land , la conservatrice Csu ( Christlich-soziale Union ), si è distinto negli ultimi tempi per una gestione disinvolta del potere: nomine di parenti e amici che hanno costretto alle dimissioni il capogruppo al parlamento regionale ( Landtag ) a poche settimane dal voto. Uno scandalo che non ha tuttavia lambito il governatore Horst Seehofer, che si candida a restare per altri cinque anni alla guida dell'esecutivo. E molto probabilmente ci riuscirà. I sondaggi indicano che i cristianosociali, che in Baviera fanno le veci della Cdu di Angela Merkel, potrebbero ottenere il 48% dei voti, che tradotto in seggi del Landtag significherebbe la maggioranza assoluta. Un segnale favorevole al centro-destra in vista delle elezioni federali di domenica prossima, ma anche un rischio per la cancelliera: i conservatori temono un «effetto-rassicurazione» che induca una parte del loro elettorato a starsene a casa, dando per scontata la vittoria. Molta attenzione è riservata anche ai liberali della Fdp, alleati dei democristiani sia a Berlino che a Monaco: se oggi non supereranno lo sbarramento del 5%, nella coalizione guidata da Merkel scatterà l'allarme generale. La Fdp teme per la propria sopravvivenza, e la Cdu un eccessivo «soccorso bianco» dei propri elettori nei confronti dei liberali. Un precedente c'è, ed è molto recente: le elezioni regionali in Bassa Sassonia dello scorso gennaio. In quella circostanza, a fronte di sondaggi che evidenziavano il rischio che i liberali non entrassero nel Landtag , molti elettori della Cdu «prestarono» alla Fdp il proprio voto, provocando un brusco calo, del tutto inaspettato, dei democristiani. Una generosità risultata inutile, perché socialdemocratici (Spd) e Verdi riuscirono comunque a vincere di un soffio. Un'eventualità la vittoria delle sinistre - assolutamente esclusa per il voto odierno. Dalle urne bavaresi non sono mai usciti risultati entusiasmanti per le forze progressiste, e anche stavolta non sono attese svolte clamorose. La Spd presenta un candidato governatore, il 66enne Christian Ude, che è imbattibile a Monaco città, dove è sindaco da vent'anni, ma che non sfonda «in provincia»: troppo urbano, troppo cosmopolita. Il capoluogo è un'isola rossa in un mare nero (il colore ufficiale dei democristiani tedeschi): un monacense di casa nel quartiere universitario e bohémien di Schwabing è un marziano nel resto del Land . Ogni punto sopra il 20% sarà grasso che cola, per la Spd - spaventata dalle eventuali reazioni degli elettori alla già leggendaria «foto del dito medio» del candidato cancelliere Peer Steinbrück. Dal canto loro, i Verdi dovrebbero raccogliere intorno al 10% dei consensi, attestandosi più o meno sul livello federale. La Linke resterà, invece, con ogni probabilità al di sotto dello sbarramento e continuerà dunque a essere una forza extraparlamentare in Baviera. Per i social-comunisti la vita in questo Land non è delle più facili: scarso seguito, ma non solo. Sul loro partito grava lo stigma di essere un'organizzazione estremistica ( verfassungsfeindlich , «nemica della costituzione», nel gergo ufficiale) al pari dei nazisti della Npd o di Al Qaeda: il ministero bavarese degli interni è autorizzato a spiarne le attività e, a norma di legge, un impiegato pubblico non può liberamente appartenervi. Sembra incredibile, ma è così: la caccia alle streghe anticomunista degli anni settanta qua in Baviera non è ancora finita.
 
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