01 PRIMA PAGINA
02 SOCIETÀ
03 INTERNAZIONALE
04 REPORTAGE
05 EUROPA
06 ITALIA
07 POLITICA
-
APERTURA Decadenza, il segreto del voto di Andrea Fabozzi
-
TAGLIO MEDIO Meloni-Tosi, basta Cav primarie a tutti i costi di Valerio Renzi
-
TAGLIO BASSO Via dal simbolo il nome di Di Pietro Il gabbiano chiama il centrosinistra di Andrea Colombo
-
BREVE Letta: «Il governo non cade, altrimenti si pagherà l'Imu»
Edizione html
il manifesto 2013.09.15 - 07 POLITICA
Idv / A SANSEPOLCRO LA FESTA DEDICATA AL LAVORO
Via dal simbolo il nome di Di Pietro Il gabbiano chiama il centrosinistra
TAGLIO BASSO - Andrea Colombo
TAGLIO BASSO - Andrea Colombo
Messina: «Vogliamo tornare in parlamento, non sui tetti»
L'ospite d'onore è Silvio Berlusconi, in quell'intervista del '94 al futuro supernemico Michele Santoro nella quale reclamava dimissioni immediate per i condannati per frode fiscale. Antonio Di Pietro la trasmette nel corso del suo intervento introduttivo alla Festa dell'Idv di Sansepolcro, e subito dopo si scaglia contro l'idea di una Giunta per le immunità e a maggior ragione contro il voto segreto. E' sempre lui, l'ex pm spaccatutto e appare in piena forma. Ma il suo partito no, quello giura che non sarà più lo stesso. La differenza fondamentale? «I partiti personali si logorano presto. L'idv non lo sarà più». Traduzione grafica: nuovo simbolo, sempre col gabbiano ma su sfondo diverso e soprattutto via il nome del fondatore e padre-padrone. Traduzione in termini di scaletta: il presidente apre i lavori, ma in tempi contenuti come mai prima e la relazione vera e propria tocca al neosegretario Ignazio Messina. Non è la sola mutazione genetica. La seconda è meno vistosa ma vorrebbe rivelarsi anche più importante. Non più partito di protesta ma di proposta politica di governo. Lo dice Di Pietro, conferma e rincara Messina: «Vogliamo rientrare in parlamento, ma in aula, non sui i tetti. L'esito del congelamento della situazione voluta dal M5S è stato il ritorno al governo di Berlusconi. Se questa è la loro rivoluzione, farebbero bene a rivedere qualcosa». Raramente dagli spalti Idv era partito un attacco così esplicito contro il movimento di Grillo, col quale Di Pietro non ha mai interrotto i rapporti. E' una scelta di campo precisa, condivisa anche dal padre fondatore: l'obiettivo è ricostruire un rapporto con il centrosinistra, non competere col comico descamisado. Non a ogni costo, certo. Nessuna marcia indietro, invece, quanto alla svolta che aveva portato il Gabbiano da partito esclusivamente giustizialista a forza parlamentare più attenta ai conflitti del lavoro e più vicina alla Fiom di Landini. Dopo la mazzata elettorale quella sterzata era stata molto criticata, tanto da autorizzare il dubbio che l'Idv volesse tornare a puntare tutto sul giustizialismo. Almeno stando a questa festa non è così. Non è solo il titolo («Lavoro, lavoro, lavoro, lavoro, lavoro») a dire il contrario né la conferma di Maurizio Zipponi, ex dirigente Fiom, a responsabile Lavoro. E' anche l'agenda di questa due giorni, nella quale solo di lavoro si parla e anche il tema portante della legalità è declinato a partire dal suo rapporto con il lavoro e con la crisi di cui la corruzione è, secondo Di Pietro e i suoi, uno dei principali fattori scatenanti. C'è un'ulteriore spina che il partito passato nel giro di poche settimane dall'8% nei sondaggi a meno dell'1 deve affrontare: quello della selezione del personale politico. Il presidente ammette gli sbagli. Il segretario promette filtri rigorosissimi, anche troppo. Non basteranno i certificati penali. Bisognerà indagare a fondo su ogni candidatura, magari adando a bussare alla porta dei vicini di casa. Insomma, segretario, guardi che tra la corruzione e la Stasi i corrotti sono ancora il male minore! La realtà è che una formula certa per debellare il morbo che la ha quasi uccisa, l'Italia dei Valori ancora non ce l'ha. Però è in buona compagnia. In fondo, la composizione della classe politica, in termini di capacità, cognizione di causa quando non di onestà e trasparenza, è la pietra al collo della politica italiana e non perdona proprio nessuno. Nemmeno i sanculotti di Beppe il Giacobino.
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
in edicola
sabato 14 settembre
sabato 14 settembre
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
In edicola
da martedì 17 settembre
da martedì 17 settembre
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale

IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
02/ 89074385
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it


• 