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il manifesto 2013.09.15 - 07 POLITICA
 
LARGHE INTESE
Letta: «Il governo non cade, altrimenti si pagherà l'Imu»
BREVE

BREVE
A Bari si apre la Fiera del Levante con il tradizionale discorso del presidente del consiglio. Tocca quindi a Enrico Letta, che premette: quello di premier «è un ruolo che non ho cercato», ma, aggiunge, «che perseguo con determinazione crescente». Determinato a non farsi buttare giù, Letta attacca: «Per farcela serve la serietà di dire che non servono annunci choc, ricette miracolistiche e soprattutto uomini della provvidenza». E ancora, citando quanto fatto finora: «Ci sono quelli che raccontano altre storie su questi cinque mesi. Ma questi che io dico sono fatti, non annunci». E «la legge di stabilità la scriviamo noi, non Bruxelles, perché siamo usciti dalla procedura di deficit eccessivo». Poi il premier va alla festa dell'Udc a Chianciano terme: «Le questioni sono molto complesse, la vita politica è faticosa. Bisogna mordersi la lingua molto...». Il riferimento è anche alle vicende del Pd, e qui Letta cita esplicitamente il sindaco di Firenze: «Non esiste un problema che si chiama Matteo Renzi», dice, e sostiene che non prenderà posizione «a sostegno di un candidato segretario». Per quanto riguarda la tenuta delle larghe intese, tira fuori la carta Imu: «Se il governo dovesse cadere dovremo pagarla e la legge di stabilità la scriveranno a Bruxelles». Dunque, assicura il premier, dopo il voto di mercoledì in giunta «non succederà nulla, mandare all'aria il governo è una responsabilità troppo grossa. Ma io non faccio giochi politici per un governo bis».
 
[stampa]
 
 
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