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TAGLIO MEDIO Sette i film in corsa per la nomination di C. Pi. - ROMA
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TAGLIO BASSO Riapre la Casa del Cinema, segnale di una nuova politica? di Chiara Cruciati
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BREVE L'ASTA DEL SANTO
14 COMMUNITY
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il manifesto 2013.09.17 - 12 VISIONI
Toronto Film Festival/ Immagini di una rivolta
Vincono «12 Years a Slave», e l'Egitto di «The Square»
TAGLIO MEDIO
TORONTO
TORONTO
TAGLIO MEDIO - TORONTO
La storia della schiavitù in America, ripercorsa da Steve McQueen in 12 Years a Slave, ha conquistato il festival di Toronto, che si è chiuso ieri. «Gli americani non erano pronti a osservare il loro recente passato ed è comprensibile, ci vuole un po' per potersi rendere conto. Credo che avendo un presidente nero con il caso sfortunato di Trayvon Martin e i due anniversari dei 150 anni dall'abolizione della schiavitu' e della guerra civile la gente è piu' disposta a guardare al passato» ha dichiarato il regista ritirando l'Audience Award.
Nella sezione dei documentari, il premio è andato invece a The Square (Al Midan), che in Italia sarà distribuito da Feltrinelli Real Cinema il prossimo gennaio. Egiziana, classe 1974, l'autrice del film, Jehane Noujaim, ha studiato a Harvard, lavorato come producer nella serie Unfiltered, e dopo aver lasciato nel 2001 Mtv, ha girato il suo primo film, Startup.com, molto premiato, sulla new economy alla vigilia dell'esplosione della bolla di internet.
Nel 2004 replica il successo con Control Room, documentario (anche oggetto di molte polemiche) su Al Jazeera.
The Square racconta la lotta degli egiziani contro Mubarak, dai sit-in di protesta agli scontri con la polizia, concentradosi sul potere dei media nella determinazione degli eventi stessi. Noujaim segue cinque personaggi, impegnati a loro volta a testimoniare cosa sta accadendo a Tahrir, le utopie e le violenze. Il film nasce da due anni di lavoro, e da una lunga esperienza della regista sul campo, ha infatti realizzato nel 2007, Egypt We Are Watching You, una cronaca della lotta di cinque donne egiziane contro la corruzione nel paese.
Per The Square, dal gennaio 2011, Noujaim e la sua troupe si sono ritrovati quotidianamente sulla Piazza, filmando quello che stava accadendo. I cinque protagonisti sono molto diversi tra loro, ma condividono l'esperienza di essere a Tahrir, e di combattere per il cambiamento. Due anni dopo la lotta non è finita, il percorso continua, e la regista ne mostra un altro frammento.
Nella sezione dei documentari, il premio è andato invece a The Square (Al Midan), che in Italia sarà distribuito da Feltrinelli Real Cinema il prossimo gennaio. Egiziana, classe 1974, l'autrice del film, Jehane Noujaim, ha studiato a Harvard, lavorato come producer nella serie Unfiltered, e dopo aver lasciato nel 2001 Mtv, ha girato il suo primo film, Startup.com, molto premiato, sulla new economy alla vigilia dell'esplosione della bolla di internet.
Nel 2004 replica il successo con Control Room, documentario (anche oggetto di molte polemiche) su Al Jazeera.
The Square racconta la lotta degli egiziani contro Mubarak, dai sit-in di protesta agli scontri con la polizia, concentradosi sul potere dei media nella determinazione degli eventi stessi. Noujaim segue cinque personaggi, impegnati a loro volta a testimoniare cosa sta accadendo a Tahrir, le utopie e le violenze. Il film nasce da due anni di lavoro, e da una lunga esperienza della regista sul campo, ha infatti realizzato nel 2007, Egypt We Are Watching You, una cronaca della lotta di cinque donne egiziane contro la corruzione nel paese.
Per The Square, dal gennaio 2011, Noujaim e la sua troupe si sono ritrovati quotidianamente sulla Piazza, filmando quello che stava accadendo. I cinque protagonisti sono molto diversi tra loro, ma condividono l'esperienza di essere a Tahrir, e di combattere per il cambiamento. Due anni dopo la lotta non è finita, il percorso continua, e la regista ne mostra un altro frammento.
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
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sabato 14 settembre
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Le «maschiette»
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Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
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da martedì 17 settembre
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