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il manifesto 2013.09.18 - 04 ECONOMIA
NEWS in breve
NOTIZIARIO
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EMERGENZA CASA
I movimenti occupano l'Anci
Il diritto all'abitare è tornato ieri a farsi sentire a Roma. I movimenti hanno ottenuto un incontro con il presidente Anci Piero Fassino giovedì 26 settembre alle 19 dopo un'occupazione lampo dell'Associazione nazionale Comuni Italiani in via dei Prefetti 46. «L'Anci è l'organismo più vicino alla spaventosa carenza di alloggi popolari che sta mettendo in mezzo ad una strada masse crescenti di persone» hanno spiegato. Da una finestra dell'edificio è stato esposto lo striscione: «250 mila sfratti per morosità in Italia - Sindaco che fai?». «Il nostro obiettivo - hanno aggiunto gli attivisti - èinvertire la tendenza che, dopo la demagogica abolizione dell'Imu e l'introduzione dell'impopolare «Service Tax», ha colpevolmente dimenticato di affrontare le ragioni di chi una casa non c'è l'ha e, complice la dilagante disoccupazione, non può certo sostenere i costi di un affitto o di un mutuo». Tra gli effetti prodotti dall'azione c'è anche il messaggio di sollecito indirizzato dall'Anci a governo e parlamento sulla proroga degli sfratti. È stato criticato il buono casa da 700 euro previsto dalla Giunta Marino a Roma. Il timore dei movimenti è che produrrà l'aumento degli affitti.
INVALSI
Stop ai concorsi, continua l'occupazione
Al ministero dell'Istruzione si è svolto ieri un incontro tra i sindacati e il capo gabinetto Miur Luigi Fiorentino a proposito dell'occupazione dell'Invalsi, l'istituto che ricopre un ruolo fondamentale nell'elaborazione e nella somministrazione dei test nelle scuole e, ben presto, anche nell'accesso alle facoltà universitarie a numero chiuso. Fondamentale per la trasformazione in senso neo-liberale dell'istruzione pubblica in Italia, l'Invalsi si regge in piedi da almeno 15 anni grazie al lavoro di ricercatori altamente qualificati e rigorosamente precari. Da quasi una settimana, l'edificio dell'ente che si trova a Frascati è stato occupato da una quindicina di ricercatori precari che protestano, tra l'altro, contro il concorso per 28 posti a tempo determinato, per la durata di un anno, che non risolverà ma anzi aumenterà la precarietà strutturale sulla quale si è retto fino ad oggi l'ente. L'incontro al ministero ha prodotto un «breve rinvio» del concorso e la promessa di un ampliamento della «dotazione organica dell'ente», un problema che assilla tutti gli enti di ricerca italiani, strozzati dal blocco del turn-over. Sembra confermata anche la proroga dei contratti a tempo determinato fino a dicembre 2014. L'occupazione dell'Invalsi continuerà fino al nuovo incontro al ministero previsto venerdì 20 settembre.
PRIVACY
No alle impronte digitali a scuola
Stop all'uso delle impronte digitali dei professori, del personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata) nelle scuole. Lo ha stabilito il Garante privacy che ha vietato a un istituto tecnico industriale e a due licei scientifici il trattamento dei dati biometrici dei lavoratori. Il Garante ha così proibito l'uso generalizzato delle impronte digitali perché contrario al principio di liceità e sproporzionato rispetto allo scopo perseguito dalle scuole di controllare le presenze sul posto di lavoro. «La scuola può disporre di sistemi meno invasivi della sfera personale, della libertà individuale e della dignità del lavoratore» ha precisato il garante che ha vietato anche l'uso delle immagini raccolte con un impianto di videosorveglianza installato all'interno di uno dei due licei, all'insaputa di tutti.
I movimenti occupano l'Anci
Il diritto all'abitare è tornato ieri a farsi sentire a Roma. I movimenti hanno ottenuto un incontro con il presidente Anci Piero Fassino giovedì 26 settembre alle 19 dopo un'occupazione lampo dell'Associazione nazionale Comuni Italiani in via dei Prefetti 46. «L'Anci è l'organismo più vicino alla spaventosa carenza di alloggi popolari che sta mettendo in mezzo ad una strada masse crescenti di persone» hanno spiegato. Da una finestra dell'edificio è stato esposto lo striscione: «250 mila sfratti per morosità in Italia - Sindaco che fai?». «Il nostro obiettivo - hanno aggiunto gli attivisti - èinvertire la tendenza che, dopo la demagogica abolizione dell'Imu e l'introduzione dell'impopolare «Service Tax», ha colpevolmente dimenticato di affrontare le ragioni di chi una casa non c'è l'ha e, complice la dilagante disoccupazione, non può certo sostenere i costi di un affitto o di un mutuo». Tra gli effetti prodotti dall'azione c'è anche il messaggio di sollecito indirizzato dall'Anci a governo e parlamento sulla proroga degli sfratti. È stato criticato il buono casa da 700 euro previsto dalla Giunta Marino a Roma. Il timore dei movimenti è che produrrà l'aumento degli affitti.
INVALSI
Stop ai concorsi, continua l'occupazione
Al ministero dell'Istruzione si è svolto ieri un incontro tra i sindacati e il capo gabinetto Miur Luigi Fiorentino a proposito dell'occupazione dell'Invalsi, l'istituto che ricopre un ruolo fondamentale nell'elaborazione e nella somministrazione dei test nelle scuole e, ben presto, anche nell'accesso alle facoltà universitarie a numero chiuso. Fondamentale per la trasformazione in senso neo-liberale dell'istruzione pubblica in Italia, l'Invalsi si regge in piedi da almeno 15 anni grazie al lavoro di ricercatori altamente qualificati e rigorosamente precari. Da quasi una settimana, l'edificio dell'ente che si trova a Frascati è stato occupato da una quindicina di ricercatori precari che protestano, tra l'altro, contro il concorso per 28 posti a tempo determinato, per la durata di un anno, che non risolverà ma anzi aumenterà la precarietà strutturale sulla quale si è retto fino ad oggi l'ente. L'incontro al ministero ha prodotto un «breve rinvio» del concorso e la promessa di un ampliamento della «dotazione organica dell'ente», un problema che assilla tutti gli enti di ricerca italiani, strozzati dal blocco del turn-over. Sembra confermata anche la proroga dei contratti a tempo determinato fino a dicembre 2014. L'occupazione dell'Invalsi continuerà fino al nuovo incontro al ministero previsto venerdì 20 settembre.
PRIVACY
No alle impronte digitali a scuola
Stop all'uso delle impronte digitali dei professori, del personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata) nelle scuole. Lo ha stabilito il Garante privacy che ha vietato a un istituto tecnico industriale e a due licei scientifici il trattamento dei dati biometrici dei lavoratori. Il Garante ha così proibito l'uso generalizzato delle impronte digitali perché contrario al principio di liceità e sproporzionato rispetto allo scopo perseguito dalle scuole di controllare le presenze sul posto di lavoro. «La scuola può disporre di sistemi meno invasivi della sfera personale, della libertà individuale e della dignità del lavoratore» ha precisato il garante che ha vietato anche l'uso delle immagini raccolte con un impianto di videosorveglianza installato all'interno di uno dei due licei, all'insaputa di tutti.
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
in edicola
sabato 14 settembre
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Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
In edicola
da martedì 17 settembre
da martedì 17 settembre
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale

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