01 PRIMA PAGINA
02 POLITICA
03 POLITICA
04 ECONOMIA
05 LAVORO
06 ITALIA
07 EUROPA
08 INTERNAZIONALE
09 INTERNAZIONALE
-
APERTURA Siria, scontro aperto tra Russia e Francia di Anna Maria Merlo - PARIGI
-
TAGLIO MEDIO «I pasdaran addestrano combattenti sciiti»
-
TAGLIO MEDIO Il «miracolo» del papa, le armi di Mauro di e. n.
-
TAGLIO BASSO Guerra al confine turco, abbattuto elicottero, 8 morti per autobomba di Geraldina Colotti
-
BREVE Incursione israeliana nel campo di Jenin
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
14 COMMUNITY
15 COMMUNITY
16 L'ULTIMA
Edizione html
il manifesto 2013.09.18 - 09 INTERNAZIONALE
VATICANO/ITALIA
Il «miracolo» del papa, le armi di Mauro
TAGLIO MEDIO - e. n.
TAGLIO MEDIO - e. n.
La Chiesa cattolica del Medio Oriente appoggia quella che ormai sembra la possibile «soluzione politica» del conflitto siriano, che sembra annunciato dall'accordo tra Stati Uniti e Russia. Lo ha dichiarato ieri alla Radio Vaticana il patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Fouad Twal, a Roma per la riunione ordinaria della Conferenza dei vescovi latini delle regioni arabe, iniziata ieri, che si occupa anche della ricerca di una via diplomatica e politica come di un «miracolo» dovuto all'appello e alla giornata di preghiera promossi da papa Francesco. «Noi siamo a favore di questo atto, però continuiamo con il nostro 'esercito', quello dei fedeli che pregano; continuiamo con la nostra forza, che è più forte della loro, che è la preghiera... E vinceremo!», ha dichiarato letteralmente Twal. Il patriarca di Gerusalemme ha insistito sulla sua contrarietà all'intervento militare internazionale contro il regime di Damasco. «Assolutamente no - ha detto - Siamo contrari a questa guerra. Mi chiedo se i nostri politici hanno un'anima e se sentono la voce di questi 100 mila morti, bambini e adulti? Non dicono niente. Volevano fare un'altra guerra per avere ancora più morti, più drammaticità. Non siamo d'accordo. Siamo per una maggiore pace, siamo per una soluzione normale. Sappiamo che tutti i Paesi hanno bisogno di riforme, anche la Siria. Qual è il Paese che non ha bisogno di riforme? Ma passare dalle riforme alla guerra, questo è impensabile». Per monsignor Twal «in Medio Oriente - in Giordania, in Palestina e a Gerusalemme - abbiamo risposto in modo generoso all'appello del Santo Padre per la preghiera e per il digiuno per la pace». «Per me - ha voluto aggiungere il patriarca - il miracolo è accaduto prima della preghiera e dopo la preghiera: prima della preghiera si trattava di una questione di vita o di morte, di un'altra guerra, piccola e mirata, ma sempre un'altra guerra; e ora, dopo la preghiera, stanno cercando una soluzione diplomatica e politica».
Parole chiare, di pace, quella del patriarca mediorientale. Nello stesso giorno delle ambiguità del «nostro» ministro della difesa Mario Mauro, quello che ha digiunato e pregato attento alle parole del papa. «Quando noi facciamo cosiddette missioni di pace, vuol dire ci mettiamo di mezzo, ci interponiamo tra gente che litiga, tra progetti di potere differenti, perchè a tutti sia garantito il bene supremo della pace. Per questo non dobbiamo temere tante volte di armarci». Rieccolo il ministro della preghiera di pace e della preparazione di guerra, quello dell'acquisto dei 90 F-35 che naturalmente servirebbo per l'interposizione di pace. Mauro, rispondendo a una domanda sul finanziamento delle missioni all'estero, a margine della presentazione in Rai delle iniziative per ricordare il centenario dall'inizio della Prima Guerra Mondiale. «La sicurezza è un fenomeno globale e un bisogno globale - ha spiegato il ministro -. Quello che accade a 10 mila chilometri di distanza incide sulla nostra vita, sul nostro modo di concepire la convivenza civile Oltre a una responsabilità verso il destino dei popoli nell'impedire il deflagrare delle guerre, c'è anche una responsabilità perchè una convivenza compatibile con lo sviluppo sia sempre garantita dalla Comunità internazionale». Con gli F-35?
Parole chiare, di pace, quella del patriarca mediorientale. Nello stesso giorno delle ambiguità del «nostro» ministro della difesa Mario Mauro, quello che ha digiunato e pregato attento alle parole del papa. «Quando noi facciamo cosiddette missioni di pace, vuol dire ci mettiamo di mezzo, ci interponiamo tra gente che litiga, tra progetti di potere differenti, perchè a tutti sia garantito il bene supremo della pace. Per questo non dobbiamo temere tante volte di armarci». Rieccolo il ministro della preghiera di pace e della preparazione di guerra, quello dell'acquisto dei 90 F-35 che naturalmente servirebbo per l'interposizione di pace. Mauro, rispondendo a una domanda sul finanziamento delle missioni all'estero, a margine della presentazione in Rai delle iniziative per ricordare il centenario dall'inizio della Prima Guerra Mondiale. «La sicurezza è un fenomeno globale e un bisogno globale - ha spiegato il ministro -. Quello che accade a 10 mila chilometri di distanza incide sulla nostra vita, sul nostro modo di concepire la convivenza civile Oltre a una responsabilità verso il destino dei popoli nell'impedire il deflagrare delle guerre, c'è anche una responsabilità perchè una convivenza compatibile con lo sviluppo sia sempre garantita dalla Comunità internazionale». Con gli F-35?
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
in edicola
sabato 14 settembre
sabato 14 settembre
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
In edicola
da martedì 17 settembre
da martedì 17 settembre
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale

IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
02/ 89074385
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it


• 