mercoledì 22 febbraio 2012
indice
MALTEMPO
22.02.2012 Sergio Sinigaglia
ISOLA DEL GIGLIO
22.02.2012 Arianna Di Genova
TRASPARENZA
22.02.2012 Alessandro Robecchi
COMMENTO
22.02.2012 Giuliana Sgrena
EUROCRACK
22.02.2012 Argiris Panagoulos
GOVERNO
22.02.2012 Francesco Piccioni
IOMANIFESTO
22.02.2012 redazione
FINANZA
21.02.2012 Cinzia Gubbini e Joseph Halevi
REGGIO CALABRIA
21.02.2012 Silvio Messinetti
MANIFESTAZIONI
21.02.2012 redazione
GRECIA
21.02.2012 John Holloway
IOMANIFESTO
21.02.2012 Norma Rangeri
RICORDO
20.02.2012 redazione
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa testo su due colonne testo su una colonna ingrandisci testo riduci testo reset testo
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...
VOI SIETE QUI
Liberalizzazioni, un mantra
Ogni sfiga porta attaccata a sé una parola. La parola diventa slogan, e si ripete incessantemente finché perde ogni significato reale. Nel giro di pochi mesi diventa un mantra ipnotico. Nel giro di qualche anno diventa un segno dei tempi. Negli anni Novanta si cominciò a pronunciare incessantemente la parola "flessibilità" e a ripetere che il lavoro era troppo rigido. Ora, vent'anni dopo, le condizioni dei lavoratori flessibili ricordano

Alessandro Robecchi - 19.12.2011
Alessandro Robecchi
19.12.2011
Ogni sfiga porta attaccata a sé una parola. La parola diventa slogan, e si ripete incessantemente finché perde ogni significato reale. Nel giro di pochi mesi diventa un mantra ipnotico. Nel giro di qualche anno diventa un segno dei tempi. Negli anni Novanta si cominciò a pronunciare incessantemente la parola "flessibilità" e a ripetere che il lavoro era troppo rigido. 
 
Ora, vent'anni dopo, le condizioni dei lavoratori flessibili ricordano vagamente quelle dei raccoglitori di cotone dell'Alabama di un paio di secoli fa, con la beffa che i precari dei call center, dovendo correre a fare un altro lavoro, non hanno tempo per cantare il blues.
 
Altra parola che ci accompagna (ci segue con un randello, si direbbe) è "liberalizzazioni". Ciascuno, preso da furore liberalizzatore, indica indignato questa o quella casta colpevole di bloccare il paese. Così come la flessibilità avrebbe dovuto farci spiccare un grande salto (e s'è visto), allo stesso modo le liberalizzazioni dovrebbero aprire davanti ai nostri occhi un futuro luminoso. E s'è già visto pure questo. Felicemente liberalizzate, le assicurazioni auto hanno quasi triplicato il prezzo delle polizze. 
 
I servizi bancari sono schizzati alle stelle, i trasporti ferroviari pure, i pedaggi autostradali peggio mi sento, i viaggi aerei sono più cari, i trasporti urbani hanno aumentato le tariffe (molto più della qualità dei servizi) e il gas costa di più. Tutto molto oltre l'inflazione.
 

Si saluta come un miracolo di modernizzazione che treni di nuovi operatori solchino i nostri binari e sfreccino sulle nostre tratte, ma si tratta di treni per ceti alti e altissimi, mentre i pendolari viaggiano nelle condizioni degli hobos della Grande Depressione, senza nemmeno un Woody Ghutrie che gli suoni la chitarra. 
 
Probabilmente, peraltro, lo lincerebbero per esasperazione in sala d'aspetto, mentre sul binario 1 sfreccia uno scintillante convoglio griffato, rivestito in pelle e popolato da managers dinamici ed eleganti. Tutti presi a discettare di quanto siano importanti, per il paese, le famose liberalizzazioni.
 
si parla di 
La crisi in Grecia, Alberto Grifi, Helsinki capitale mondiale del design,  la nuova serie Hbo «Luck» diretta da Michael Mann e David Milch con Dustin Hoffman (amico del «manifesto»), il corto di animazione «via Curiel 8» di Mara Cerri e Magda Guidi, motion picture, Gianni Amelio e la sua «Lucia di Lammermoor»

crisi
Il debito
o il furto del tempo
Il susseguirsi delle crisi finanziarie ha fatto emergere una figura specifica che occupa ormai tutto lo spazio pubblico: quella dell’uomo indebitato. 
 
 
 
  di Maurizio Lazzarato
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
11SETTEMBRE
Storia popolare 
dell'impero americano
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
redazione
Cinzia Gubbini
multimedia
Flaviano De Luca
gestione
Tiziana Ferri
Paola Capitani
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
 consiglio d'amministrazione Valentino Parlato (presidente), Emanuele Bevilacqua, Ugo Mattei, Gabriele Polo, Miriam Ricci

 direttore responsabile Norma Rangeri

 vicedirettore Angelo Mastrandrea

 caporedattori  Roberto Zanini, Marco Boccitto, Massimo Giannetti,Giulia Sbarigia, Micaela Bongi, Sara Farolfi, Giuliana Poletto (ufficio grafici) 
 
il manifesto coop. editrice a r.l.
P.iva 00995901006 C.F. 01438540583
- Lic. SIAE num. 1727/I/1773  - privacy del sito - 

per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it