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NAPOLI
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politica,
sociale,
ambiente
Il Forum dei Beni Comuni
aperto dal "manifesto"
aperto dal "manifesto"
L'intervento della direttrice Norma Rangeri in avvio dei lavori. Poi la discussione e il confronto fra gli amministratori e i rappresentanti di cittadini, associazioni, centri sociali su economia, beni comuni e servizi, welfare e diritti, migranti e lavoro, ambiente e modelli urbani.
Francesca Pilla - 28.01.2012
Sala piena al teatro Politeama di Napoli per l'apertura del Forum dei beni comuni. Il sindaco De Magistris, che ha dovuto presenziare all'inaugurazione dell'anno giudiziario, manda un saluto alla platea che già dalle 10 ha iniziato ad affollare gli spalti. Arriverà poi al Maschio Angioino per supervisionare i tavoli tematici e nuovamente alle cinque per le conclusioni e il dibattito insieme al governatore della Puglia Nichi Vendola, ai sindaci Massimo Zedda (Cagliari), Giuliano Pisapia (Milano), Michele Emiliano (Bari), Giorgio Orsoni (Venezia), Virginio Merola (Bologna) e Nicola Zingaretti presidente della provincia di Roma,
L'apertura dei lavori è della nostra direttrice Norma Rangeri insieme all'assessore ai beni comuni Alberto Lucarelli. Non una presenza formale quella del manifesto che ha sostenuto l'evento, ma una condivisione d'intenti e impegno nella discussione politica convinti, fin dal primo momento, che l'esperimento Napoli, come quello di Milano, sia una grande risorsa da preservare.
“Abbiamo avuto la grande ambizione dare voce a questo movimento – dice Rangeri – ci siamo impegnati nella battaglia per i beni comuni quando a crederci erano in pochi, e l'abbiamo fatto perché avevamo capito le potenzialità di questa sfida”. Poi la direttrice ricorda il ruolo svolto dal manifesto anche nello smascherare gli intenti del governo che tramite il comma 25 avrebbe di fatto annullato il referendum di giugno, ma anche reso impossibile il ricorso delle aziende speciali: “L'abbiamo combattuta nel silenzio e l'abbiamo vinta” dice ai benecomunisti napoletani che ascoltano in silenzio. E' una giornata importante per la città, lo si percepisce anche dai contatti che ha avuto il sito dell'iniziativa, 13mila, e i partecipanti iscritti ai tavoli tematici, oltre 3mila.
“Sono d'accordo con il sindaco De Magistris – prosegue Rangeri – quando in una recente intervista al nostro giornale ha detto che quella dei beni comuni è il cuore della politca del terzo millenio. Il laboratorio Napoli, la democrazia partecipata delle assise può essere il carburante per rimettere in piedi la democrazia”. Per la direttrice, infatti, dopo la sconfitta elettorale della sinistra arcobaleno, oggi sta nascendo un nuovo modo di fare politica: “I beni comuni rivoluzionano i paradigmi economici in una radicale revisione delle strutture giuridiche, delle forme di rappresentaza per una visione nuova della democrazia”.
Poi l'affondo a chi dovrebbe raccogliere questa sfida e per il direttore non ci sono dubbi: “Una sola grande sinistra che supera le alchimie dei partiti. Il problema non è nei cittadini ma di chi gestisce la politica. Basta con la disgregazione e la politica della sinistra da bar, l'importante è cosa saremo in grado di proporre nel dopo Monti”. Due soli appunti al Forum napoletano, la poca presenza al femminile e la mancanza di un tavolo sull'informazione. Quanto alle poche donne presenti ai tavoli tematici Norma bacchetta gli organizzatori spiegando che “non si tratta di riequilibrio di genere ma della consapevolezza del rilievo teorico e politico che la battaglia delle donne hanno prodotto”. Per la direttrice insomma “manca elemento di fondo nella tematica bene comuni che ci consenste di mettere in discussione non solo lo spread ma le relazioni personali e di potere”. Quindi riguardo al ruolo dell'informazione, ma anche sul futuro del manifesto dice: “Non è un caso che si tralasci di mettere al centro il ruolo dell'informazione, non è un caso perché se la sinistra non fosse stata debole non avremmo mai avuto Berlusconi al governo per 17anni. La qualità della democrazia e la qualità informazione camminano insieme. Oggi sono sotto attaccco i giornali senza padroni, il manifesto tra qualche settimana potrebbe non esserci più. Liberazione ha già chiuso e noi dobbiamo decidere se assistere rattristati a questo funerale o battagliare. Per questo voglio lanciare un appello affinché la libertà di stampa sia anch'essa un bene comune”.
L'appello viene subito raccolto da Lucarelli: “Il manifesto è stato il primo a sostenerci ad aiutarci in battaglie importanti nell'affermazione dei diritti nel paese. E bisogna fare tutto perché un giornale così autorevole continui a esistere”. Partono gli applausi quindi l'assessore prosegue con la relazione ricordando la sfida di questa amministrazione a partire dall'acqua pubblica, che Napoli unica e prima in Italia gestisce con un impresa totalmente comunale: “Stiamo attuando solo quello che 27 milioni di cittadini hanno voluto il 12 giugno. Ma noi abbiamo un compito ambizioso reagire a quanti vogliono trasfromare la democrazia locale in luogo di speranze negate fiduciosi e fare in modo che dalla democrazia partecipata possa partire un programma di riscatto e riconquista delle dignità negate”. Per Lucarelli bisogna esprimere una netta discontinuità rispetto al passato e per farlo occorre lavorare a un intreccio forte tra democrazia locale e partecipativa: “Bisogna trovare su temi interesse generale e pubblico una piattaforma di valori condivisi e proposte da portare avanti anche attraverso conflitto su scala nazionale. Questo – dice – è anche il senso del primo Forum per la valorizzazione dei beni comuni declinati e una partecipazione democratica rinnovata, in grado di reagire alla tirannia sovranità-proprietà, alla mistificazione della rappresentanza e alla dittatura della delega”.
Tra la folla l'ex parlamentare Giacomo Russo Spena, Tutti gli assessori della giunta di Palazzo San Giacomo, il vice sindaco, i rappresentati della dirigenza Fiom, associazioni, l'Usb, i rappresentati di Sel, Prc, gli attivisti di Insurgencia, tantissimi cittadini che hanno risposto con un lunghissimo applauso a questo primo step. Tutti poi si sono incamminati verso il Castel Nuovo per l'avvio della sessione pomeridiana.
E' una rincorsa continua per tenere il passo con tutti i tavoli tematici del Forum, dislocati in ambienti diversi e simultanei, impossibili da seguire contemporaneamente sia per la complessità dei temi trattati, sia per l'importanza delle istanze da presentare in seguito a governo e presidente della Repubblica. Per questo ai cittadini è stato chiesto in precedenza di far pervenire le proprie adesioni, compiendo una scelta anticipata. Così oggi il Forum ha funzionato senza intoppi.
Lo si vede già dal flusso di persone che transitano in piazza Municipio, pizze da asporto, tablet, blocchetti di appunti, affrettandosi e “infiltrandosi” da una sala all'altra per saperne di più. C'è mezza politica cittadina, locale e nazionale della sinistra che conta; Paolo Ferrero, segretario del Prc, si aggira da auditore tra la folla. Ma ci sono soprattutto loro, i cittadini con la voglia e il vizio della democrazia partecipata. Così il viavai di persone che discutono del Forum passando da un marciapiede all'altro è l'immagine di questa giornata produttiva.
Economia del territorio e degli enti locali (Beppe Caccia, Giulio Marcon, Ugo Marani, Riccardo Realfonzo), Beni comuni, partecipazione e servizi pubblici (Ugo Mattei, Gianfranco Bettin, Paul Ginsborg, Alberto Lucarelli, Nicoletta Pirotta, Massimo Rossi), Politiche del welfare, diritti, politiche dei migranti e del lavoro (Franco Rotelli, Nicola Grigion, Sergio D'Angelo, Francesca Redavid). Altrettanto partecipato quello nella giunta di Palazzo San Giacomo su Ambiente e nuovi modelli urbani (Guido Viale, Andrea Alzetta, Monica Frassoni, Tonino Perna, Tommaso Sodano). Un patto contro il patto di stabilità” è per esempio la proposta dell'assessore al bilancio Riccardo Realfonzo Proprio lui che rispettando le regole sul rispetto del budget ha fatto guadagnare al comune di Napoli un tesoretto da 70milioni di euro, ritene che così non si può andare avanti: “C'è bisogno di un patto – dice alla sala – che possa contribuire ad imporre dal basso una politica economica diversa e un profondo ripensamento sul palinsesto macroeconomico europeo. Un ripensamento che possa restituirci un'Europa dei beni comuni e dei diritti e che rimetta al centro lavoro e dignità”. Un tema quest'ultimo condiviso anche nel gruppo sul welfare, dove Francesca Redavid, che ha sostituito il segretario della Fiom Maurizio Landini, influenzato, ricorda le condizioni di lavoro alla Fiat. Il referendum Pomigliano che ha azzerato i diritti in fabbrica, ha espulso il sindacato dei metalmeccanici Cigl dagli stabilimenti ed è destinato ad allargarsi a macchia d'olio. La Redavid racconta, infatti, dell'assemblea all'Iveco di Brescia, dove proprio Landini è stato costretto a parlare con gli operai all'altoparlante fuori dai cancelli della fabbrica. “Se al lavoro per 8 ore sei senza diritti – conclude la dirigente Fiom – come fai a difenderli fuori? Così è il caso di combattere, ma invece di aspettare risposte dalla politica tradizionale l'idea è quella di estendere il modello Napoli al paese. A questo proposito nell'antisala dei Baroni Paul Ginsborg mette in guardia i benecomunisti partenopei, quasi a dire che la democrazia partecipata non è un pranzo di gala: “Funziona per i cittadini istruiti e attivi, ma l'obiettivo è di creare le condizioni perché tutti ne usufruiscano”. Di sicuro l'esperienza di queste ore nel capoluogo campano potrebbe fare da apripista non solo a una concezione rinnovata della gestione amministativa dei territori, ma anche a rendere tutti residenti di una comunità attiva. E basta vedere anche il numero degli iscritti a parlare ad ogni tavolo tematico, dai 35 ai 50 cittadini che vogliono avere voce nel processo decisionale.
Dalle 17, tutti di nuovo al Politeama per il gran finale con la discussione dei sindaci sul futuro del paese, le conclusioni del padrone di casa Luigi De Magistris e la promessa di organizzare a breve un secondo forum.
GUARDA la diretta in streaming
GUARDA l'intervista al vicesindaco Tommaso Sodano
GUARDA l'intervista all'assessore alle politiche sociali Sergio D'Angelo
GUARDA l'intervista all'assessore ai beni comuni Alberto Lucarelli





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