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MALTEMPO
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sociale
Marche, crolla la sede
del centro sociale Tnt
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Un’ondata di maltempo terribile ha isolato per giorni migliaia di persone nelle Marche, soprattutto nelle zone interne. A Jesi la neve ha fatto crollare la storica sede del centro sociale Tnt.
Sergio Sinigaglia - 22.02.2012
Sono ingenti i danni nelle Marche a causa delle imponenti nevicate dei giorni scorsi. La Regione comunica che solo nell’agricoltura si calcola una perdita di 30 milioni di euro. Se a questo dato si aggiunge il quadro pesante riscontrabile nell’industria, nell’artigianato, nei beni culturali e i disastri provocati nelle abitazioni civili, si ha la misura di cosa abbia significato nei vari territori, in particolare nel Montefeltro ma non solo, la vera e propria “valanga bianca” che ha ricoperto la regione per diversi giorni, e in alcune zone continua a coprirla. Un’ondata di maltempo terribile che ha isolato per giorni interi migliaia di persone, soprattutto nelle zone dell’interno. In questo contesto si è verificato un crollo che ha colpito uno dei luoghi simbolo dei movimenti marchigiani. La storica sede del centro sociale TNT di Jesi non ha retto di fronte alle abbondanti nevicate e nel corso dell’ultima ondata di maltempo, tra il 10 e il 12 febbraio, è letteralmente crollata.
“E’ incredibile che sia stata una calamita naturale – dice Enza Amici, uno dei volti storici del TNT – a riuscire dove non hanno potuto tentativi di sgombero, sequestri giudiziari, polizia e magistratura”. Stiamo parlando di uno dei centri sociali più longevi d’Italia, con alle spalle ben 26 anni di storia. Una vicenda fatta di lotte, iniziative, partecipazione agli appuntamenti nazionali e internazionali di quella moltitudine sociale che ormai da tempo cerca di opporsi al neoliberismo imperante. Un protagonismo sociale, dunque, che si è intrecciato con la storia di una regione dove il benessere diffuso sta ormai lasciando posto alle conseguenze della shock economy globale. Una soggettività, quella del TNT, motore delle principali mobilitazioni marchigiane. Per rimanere in tempi più recenti, basta pensare al cartello di associazioni e movimenti “Maggio 2000” che quasi dodici anni fa promosse il primo controvertice in Italia, in occasione della conferenza internazionale sul dopoguerra nei Balcani. Per proseguite con la stagione dei social forum, fino alla recentissima nascita della “Assemblea Permanente Movimenti Marche” , tutte esperienze che non sarebbero state possibili senza il fondamentale contributo del TNT. Insomma a proposito di beni comuni il centro sociale di Jesi lo è a pieno titolo. Ecco perché di fronte alla brutta immagine della palazzina di Via Politi completamente crollata, salvo i muri perimetrali, è un dovere di tutti contribuire affinché il TNT possa presto riavere una adeguata sede, per proseguire, come dice Enza “ uno straordinario laboratorio di cooperazione sociale e di democrazia del comune”.





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