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ambiente
Botta e risposta tra il ministro Clini
e il Commissario sulla discarica
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"E' definitivo: ho scelto il sito di Corcolle". Il Commissario straordinario Giuseppe Pecoraro mette la parola "fine" sulla delicata questione della discarica di Roma. Ma sono scintille con il ministro dell'Ambiente Corrado Clini: "Rispetti la legge, quel sito non è idoneo". Il documento della Regione che dimostra la non idoneità del sito.
Cinzia Gubbini - 09.05.2012
E' la parola fine sulla storia senza fine di Malagrotta, la discarica di Roma? Sono in molti a sperare di no. Ma, a quanto pare, il Commissario straordinario Giuseppe Pecoraro, chiamato a risolvere la spinosa questione di dove sversare i rifiuti di Roma, ha fatto la sua scelta: "Certamente questa settimana sarà tutto definito. Se la potenziale idoneità di Corcolle, che mi è stata presentata dagli studiosi, sarà confermata, a questo punto andremo avanti facendo gli espropri e la gara europea", ha fatto sapere stamattina il Commissario, parlando a margine delle celebrazioni per il 34esimo anniversario dell'uccisione di Aldo Moro, a via Caetani. "Situazioni diverse non ce ne sono", ha concluso.
La notizia non è piaciuta al ministro dell'Ambiente Corrado Clini che da giorni bacchetta Commissario e Polverini - presidente della regione Lazio - sulla gestione dell'affaire Malagrotta, utilizzando anche twitter. "Se è vero che c'è bisogno di avere in fretta un sito evidentemente ci sono dei requisiti tecnici specifici - aggiunge Clini - che questi siti non rispettano". Affinchè si arrivi a rispettarli "dovrebbero essere realizzate opere che hanno tempi non prevedibili e costi molto elevati". Clini ha fatto capire che il parere del ministero alla Conferenza di servizio sarà negativo, sia su Corcolle che su Riano, altro sito tirato in ballo oggi (si tratta della discarica di Quadro Alto).
La discarica di Malagrotta, in cui finiscono tutti i rifiuti di Roma, era già stata chiusa in passato, e poi riaperta. Quale sia l'obiettiva situazione delle zone di conferimento non è chiarissimo, l'ultima notizia è della settimana scorsa quando il proprietario della discarica ha fatto sapere che ci sono metri cubi sufficienti solo fino alla fine dell'anno.
Il Prefetto Pecoraro, riferendosi a Corcolle, ha specificato che la discarica sarebbe attiva soltanto per due anni, in attesa "di realizzare il programma definitivo che prevede la differenziata e ad una mera discarica di servizio, che certamente non sarà Corcolle". Ma è chiaro che una rassicurazione del genere in realtà non rassicura nessuno: una volta aperta una discarica nessuno pensa che venga chiusa. Soprattutto se la promessa è quella di avviare il ciclo di raccolta differenziata e applicare a Roma il protocollo raccomandato dall'Unione europea: recuperare, riciclare, ridurre prima di buuate in discarica e bruciare. Basti pensare che l'Ama, l'azienda per i rifiuti di Roma, ha diffuso i numeri sulla raccolta differenziata nella capitale con toni trionfalistici, notando che in cinque anni (dal 2007 al 2012) la raccolta differenziata è passata dal 17% al 25%. Certo, considerando che è stato fatto particamente nulla, tranne alcuni esperimenti in alcuni quartieri può essere considerato un buon risultato. Ma il fatto è che Roma dovrebbe già essere in gradio di riciclare almeno il 60%.
"Il primo ministro Monti mi ha chiesto di individuare un sito entro il 30 aprile e io l'ho fatto", le ultime parole di Pecoraro. Il Commissario, insomma, dà un po' l'impressione di volersi togliere dall'impiccio. Ma la storia della discarica di Roma, probabilmente, non è finita qui.
Ne è convinto il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati: "Staremo a vedere, ma oggettivamente il sito di Corcolle non ha i requisiti tecnici per ospitare una discarica. E lo dicono le schede di siting elaborate dalla Regione, non noi". Il problema dei rifiuti di Roma, però, è urgente e immenso, in molti profetizzano che la capitale finirà come Napoli. Come evitare il disastro? "Il fatto è che si sta peredendo tempo. Da un lato nessuno - né il Comune, né la Regione, né il governo - vuole prendersi la responsabilità di dire ai cittadini che al discarica si fa qui o là, e quindi hanno lasciato il compito a un Commissario. Che ovviamente fa la sua scelta, e se ne va. Ma si tratta di un modo poco responsabile di governare", dice Parlati. Che prima di tutto accusa il Comune: "Come ente di prossimità avrebbe dovuto fare un'opera di selezione dei siti accurata, che non è mai stata fatta. Roma dovrebbe prima di tutto cercare di gestire i propri rifiuti, invece di buttarli in perfieria". Una "condanna" per i romani? "Niente affatto, chi genera i rifiuti li gestisce - risponde Parlati - E' una scelta etica. E anche l'unica, forse, per costringere il Comune, e gli stessi cittadini, ad avviare una seria opera di riciclo, recupero e riduzione. L'unica cosa che ci può salvare e rendere gestibile una discarica, come dovrebbe essere".
In Comune intanto l'opposizione continua ad essere schierata contro questa malagestione dell'immondizia. Si sono fatti sentire il Pd e i Verdi e Sel mette in guardia dal fatto che lo scontro tra Pecoraro e Clini rischia di far scomparrie il vero problema: i rifiuti di Roma. Ma anche il Pdl è impegnato sulla vicenda, e oggi in aula al Campidoglio c'è stato uno scontro tra un consigliere del Pdl e il presidente dell'Assemblea capitolina Marco Pomarici, che non ha accettato di mettere a votazione un ordine del giorno (uno simile era già stato proposto dal Pd) contro la costruzione della discarica a Corcolle. Poi Pomarici ha invitato a non "strumentalizzare": "Facciamo un lavoro difficile, è facile perdere le staffe".





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