sabato 16 febbraio 2013
indice
COMMENTO
13.12.2012 Guido Viale
DIECI ANNI DOPO
09.11.2012 Chiara Ricci
STATI UNITI
30.10.2012 redazione
AMBIENTE
17.10.2012 SILVIO MESSINETTI
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa testo su due colonne testo su una colonna ingrandisci testo riduci testo reset testo
ARTE E RIFIUTI - ambiente
La discarica di Roma a Villa Adriana
Carandini lascia i beni culturali
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...
Arianna Di Genova
24.05.2012
"Ho raggiunto il limite della tolleranza civile e personale". Lascia il presidente del Cosniglio superiore dei beni culturali. Mobilitazione contro la scelta del prefetto Pecoraro

Arianna Di Genova - 24.05.2012
«Ho raggiunto il limite della tolleranza civica e personale». Chiosa così la sua amara lettera di dimissioni (indirizzata al ministro Lorenzo Ornaghi) l'archeologo Andrea Carandini. È un addio senza ripensamenti con il quale ritira la sua disponibilità futura e lascia vacante il posto al Consiglio superiore dei beni culturali, lo stesso dove si era insediato nel 2009 quando Salvatore Settis restituì la poltrona, in contrasto con le politiche di Bondi e del supermanager Resca.
 
L'ultima goccia avvelenata, impossibile da inghiottire, è stata quella discarica annunciata e avallata dal premier Mario Monti a Corcolle, in prossimità di Villa Adriana, sito dell'Unesco, patrimonio dell'umanità dal 1999 (GUARDA). E prima ancora, l'immobilismo e l'indifferenza del governo nel settore della cultura, anzi quella continua emorragia alle risorse che neanche i «tecnici» post berlusconiani hanno tentato di bloccare.
 
Non c'è stata nessuna inversione di rotta e, ammonisce Carandini, «resto convinto che la rovina culturale dell'Italia sia anche la sua rovina materiale».
 
Intanto, mentre lo stesso ministro Ornaghi ribadisce la sua posizione di «assoluta contrarietà» alla discarica, fuori dal Mibac infuria la polemica. La conferma da parte di Mario Monti del prefetto Giuseppe Pecoraro, delegato alla scelta del sito della nuova discarica di Roma, è un segnale pessimo: significa il via libera al deposito di rifiuti che non andrebbe solo a distruggere Villa Adriana (visitata da trecentomila turisti ogni anno), ma il complesso sistema idrogeologico di Villa d'Este, tesoro unico al mondo da tutelare, fatto erigere dal cardinale Ippolito d'Este nel 1550, luogo di arditi e scenografici giochi d'acqua.
 
Un arco di forze eterogenee - partiti come Pd, Idv, Sel, Udc, istituzioni come la Provincia, ma anche il Comune di Alemanno (il sindaco però si riserva di capire meglio «i parametri della scelta») fino agli europarlamentari e associazioni quali Italia Nostra, Legambiente e i comitati antirifiuti - si sta organizzando per cercare di evitare il colpo ferale al territorio.
 
Oggi verrà consegnato un esposto in Procura da parte di Italia Nostra e dal dicastero della giustizia Annamaria Cancellieri chiede che la questione finisca urgentemente sul tavolo del Cdm.
 
Fra le voci di dissenso, si leva alta anche quella di Franca Valeri: l'attrice, madrina del comitato «Salviamo Villa Adriana», ha definito la questione un «vero imbroglio». Corcolle non può essere il luogo alternativo a Malagrotta, ma c'è chi invece esulta.
 
È Renata Polverini, presidente della Regione, che brilla per lungimiranza amministrativa: ha applaudito alla decisione, contenta che finalmente «del tempo prezioso non vada più perso». Lei, in effetti, si era già portata avanti, facendo il deserto intorno ai siti artistici e spazzando via (definanziandolo) un festival di teatro e danza come quello che ogni estate si svolgeva nella cornice meravigliosa di Villa Adriana, a Tivoli.
 
Palazzo Chigi ci prova a tacitare l'opposizione crescente e a ribaltare il senso della fiducia accordata dal premier al prefetto Giuseppe Pecoraro. «Il presidente del Consiglio ha espresso il proprio convincimento che il Commissario saprà salvaguardare con le opportune opere le falde acquifere ed evitare altre forme di inquinamento dell'ambiente, assicurandosi che nella discarica venga depositato solo materiale già trattato». La partita si giocherà tutta domani quando Comune, Provincia e Regione potranno dire la loro sulla proposta di Corcolle. Chi ha fatto sul territorio approfonditi studi tecnici sa che quell'area non è inquinata, è tufacea e richiederebbe una impermeabilizzazione di metri e metri di costosa argilla. Come ha dichiarato Lorenzo Parlati di Legambiente, «uno scempio con spese enormi e inutili da rendere irrealizzabile l'opera».
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it