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SPRECHI - sociale
Per la parata 4 milioni in fumo
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Una circolare dell'Ispettorato infrastrutture dell'esercito rivela che solo per il montaggio e smontaggio delle tribune il costro è di quasi un milione di euro. In totale la spesa è di 4 milioni

Leo Lancari - 30.05.2012
Leo Lancari
30.05.2012
Per il commissario straordinario alla spending rewiew Enrico Bondi potrebbe essere l'occasione buona per risparmiare un bel po' di soldi, che in tempi di crisi e di tagli alla spesa pubblica non è certo male. E' alle porte la consueta parata del 2 giugno, con migliaia di soldati e centinaia di mezzi che, come ogni anno, sfileranno lungo i Fori Imperiali per la Festa della Repubblica. Una celebrazione che costerà al ministero della Difesa, e quindi di tutti noi, la bellezza di quasi 4 milioni di euro. Cifra che non salverà di certo le casse dello Stato ma comunque sempre di un certo rilievo e che Bondi, attento com'è ai suggerimenti dei cittadini, ha adesso l'occasione di risparmiare.
 
E invece c'è da scommettere che non sarà così. Le manovre per allestire la parata sono infatti già cominciate da mesi. Il 20 febbraio scorso una circolare dell'Ispettorato delle Infrastrutture dell'Esercito-Ufficio programmazione e Gestione (protocollo n 3122), rendeva infatti conto delle prime spese, limitandosi però ai soli lavori di allestimento delle tribune in via dei Fori Imperiali: 823.887,79 euro. Cifra che, come indicato nella nota firmata dal generale di Brigata Alfonso Barbato, fa riferimento «esclusivamente» alle spese di montaggio/smontaggio delle tribune, mentre sono escluse quelle relative alle cosiddette «attività complementari», come «il servizio di vigilanza/manovalanza, compenso dello straordinario, smontaggio semafori, allaccio cabine elettriche, spostamento fermate trambus etc.» quantificabili in 119.500 euro. Da sommare, infine, 628.539 euro di oneri soggetti a ribasso di gara, per un totale di 1.571.926,79 euro.
 
Mancano naturalmente dal conto le spese maggiori, che sono quelle relative all'impiego di uomini e mezzi. E che non sono certo poche. Per fare solo un esempio alla parata del 2010 hanno sfilato circa 5.600 uomini, 442 civili e 260 mezzi e sono costati - come riporta il sito del Pdm, il Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia, 3,5 milioni di euro. Pur tirando la cinghia, è difficile che i soldi che verranno spesi quest'anno si allontanino più di tanto da quella somma.
 
Basti pensare che di soli straordinari notturni (le prove lungo i Fori Imperiali si fanno infatti di notte), compenso forfettario di impiego e indennità di missione per chi viene da fuori Roma, ogni soldato percepisce tra i 300 e i 400 euro a seconda del grado. Oppure che ognuna della dieci Frecce Tricolori che sorvolano il cielo della capitale durante la sfilata, costano 20 mila euro l'ora. «Uno spreco di denaro pubblico che il Paese non può più permettersi», aggiunge il Pdm che in un'interrogazione presentata dal radicale Maurizio Turco quando ministro della Difesa era ancora Ignazio La Russa, si chiede se non sia meglio «per il 2012 disporre che i festeggiamenti avvengano in forma esclusivamente simbolica e, conseguentemente, destinare i fondi eventualmente stanziati per l'occasione al finanziamento di attività sociali o di assistenza ai diversamente abili agli anziani».
Sospendere la parata in attesa di tempi migliori non sarebbe certo un dramma, né una novità. Nel 1989 ci pensò Valerio Zanone, segretario del Pli e all'epoca ministro della Difesa, a dire basta spiegando che la decisione «è consigliata», tra l'altro, «dalle decisioni di governo che impongono ogni possibile economia di spesa». Undici anni dopo, nel 2.000. ci pensò l'allora presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi a reintrodurla. Oggi, visti i tempi, anche lui probabilmente sarebbe d'accordo nel soprassedere ancora una volta.
 
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