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BLOGNOTES - rubriche
Il pompiere che oggi
vuole lavorare in Emilia
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Arcangelo Minciguerra
02.06.2012
Un nuovo post del concorso "Blognotes" lanciato dal manifesto in collaborazione con il Premio Ischia, il think-net VeDrò e la società Contesto. LEGGI GLI ALTRI POST

Arcangelo Minciguerra - 02.06.2012
«Non basta dichiarare il lutto nazionale per mettere a tacere la coscienza sulla tragedia che sta colpendo l'Emilia. Non serve "mostrare i muscoli" con una parata, quando il nostro Paese viene messo in ginocchio dai debiti ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco subisce continui tagli lineari». Con queste parole, i Vigili del Fuoco chiedevano due giorni fa la sospensione della parata, e manifestavano la volontà di non essere «mandati ad esibirsi in una sfilata, ma a prestare la loro opera di soccorso tecnico urgente alla popolazione delle zone terremotate». Rileggendo il comunicato non poteva non venirmi in mente la strofa che compare spesso e volentieri in quelle manifestazioni che qualcuno non esiterebbe a definire "sovversive". Quelle in cui il cordone si apre senza alcun bisogno del servizio d'ordine, e scatta automatico il coro: «Rispettiamo solo i pompieri» diretto al camion che sfreccia verso l'ennesima emergenza. Un camion di lavoratori che anche in questa situazione hanno scelto di non accodarsi perché «come lavoratori si interrogano, ed interrogano quella politica che fino a ieri considerava la sicurezza come un onere per le imprese e ha fatto in modo di ridurre, se non eliminare, i controlli per garantirla». Bè ora non riesco a togliermi questo motivetto dalla mente, non riesco ad accantonarlo, e non riuscirò domani a guardare la gloriosa parata della mia nazione senza pensare che forse sarebbe stato più opportuno spalare piuttosto che sfilare... Per questo mi consola, e non poco, quel comunicato e quella scelta, perché penso che siano un segnale concreto di quanto in questa penisola oltre ad uno Stato che cade a pezzi, esista un popolo pronto a rimettersi in piedi, capace di andare ben oltre le parate di facciata (con pranzi di gala annessi), capace di intuire la palese inutilità delle frecce tricolore sull'Emilia (invocate da Riotta). Un popolo che dopo vent'anni di berlusconite acuta (a proposito, attenzione che sta tornando, nuovo di zecca...), riesce a riconoscere l'essere dall'apparire, o quantomeno ci prova. Un popolo che come i pompieri cerca di non marciare come una marionetta...
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Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
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Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

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