sabato 16 febbraio 2013
indice
RATZINGER
12.02.2013 ETTORE MASINA
OLTRETEVERE
11.02.2013 REDAZIONE
EDITORIALE
11.02.2013 TONINO PERNA
POLITICA
08.02.2013 ANDREA FABOZZI
ASTENETEVI
03.02.2013 NORMA RANGERI
EDITORIALE
03.02.2013 ALESSANDRO DAL LAGO
EDITORIALE
29.01.2013 NORMA RANGERI
ROMA CAPITALE
27.01.2013 GILDA MAUSSIER
COMMENTO
27.01.2013 ALFIO MASTROPAOLO
DIRITTI UMANI
24.01.2013 ELEONORA MARTINI
COMMENTO
24.01.2013 TOMMASO DI FRANCESCO
ITALIA
23.01.2013 LUCA FAZIO
RIVOLUZIONE ANTROPOLOGICA
23.01.2013 ROBERTO CICCARELLI
LA TESTIMONIANZA
20.01.2013 MARIO GAMBA
LISTE ARANCIONI
20.01.2013 LIVIO PEPINO
AL VOTO
18.01.2013 DOMENICO CIRILLO
POLITICA
16.01.2013 DANIELA PREZIOSI
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa testo su due colonne testo su una colonna ingrandisci testo riduci testo reset testo
DIRITTI - sociale, politica, ambiente
La parata più bella di Roma,
quella dell'acqua pubblica
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...
Ylenia Sina
03.06.2012
Movimenti locali, associazioni, sindacati e singoli cittadini sono scesi in piazza nella capitale in difesa della democrazia. In migliaia per le strade per una Repubblica che rispetti la volontà dei cittadini invece di esaltare le armi. «I cittadini non spariranno dalle piazze finché quanto stabilito dal referendum di un anno fa non verrà attuato realmente».


Ylenia Sina - 03.06.2012
«È questa la festa della Repubblica che ci piace: perché è ipocrita celebrarla se poi non si rispetta ciò che ha deciso la maggior parte dei cittadini». Il messaggio che il Forum italiano dei movimenti per l'acqua ha voluto portare per le strade di Roma, ieri pomeriggio, è chiaro: «I cittadini non spariranno dalle piazze finché quanto stabilito dal referendum di un anno fa non verrà attuato realmente». Così, da nord a sud, i nodi locali dei comitati per l'acqua pubblica che negli anni scorsi si sono mobilitati per concretizzare la vittoria referendaria hanno raggiunto Roma e, a dispetto della giornata estiva, hanno scelto, ieri come un anno fa alle urne, «di non andare al mare» ma di manifestare «per i beni comuni e la democrazia». 
Proprio perché il rispetto dei beni comuni non si ferma alla pubblicizzazione dell'acqua, in piazza ieri erano numerosi i comitati locali contro discariche e inceneritori, soprattutto quelli romani alle prese da quasi un anno con il commissariamento per l'emergenza rifiuti. Con loro, quelli contro i «grandi progetti energetici che devastano i territori», come i metanodotti, ma anche gli insegnanti precari, i movimenti per la pace, associazioni ambientaliste come Wwf e Legambiente. In corteo anche le organizzazioni dei lavoratori Unione sindacale di base e Cobas e alcuni partiti della sinistra tra cui la Federazione della sinistra, Verdi e Sinistra Critica. 
Alle 15, orario di convocazione, piazza della Repubblica non è pienissima. Ma verso le 16, quando il corteo inizia a camminare lungo via Cavour per poi girare attorno alla chiesa di Santa Maria Maggiore, basta un colpo d'occhio per vedere quanto la manifestazione sia partecipata. In testa, dietro allo striscione con la scritta «La Repubblica siamo noi», padre Alex Zanotelli, con un cappello a forma di rubinetto dell'acqua con la moneta da un euro incollata sopra, esprime un sentimento che serpeggia tra molti manifestanti: «È scoraggiante assistere all'abisso tra la politica e la gente. È scoraggiante vedere come i partiti e chi ci governa non stiano tenendo in considerazione la volontà di 27 milioni di italiani». E, guardando al prossimo appuntamento di Rio, dove si terrà il Forum alternativo dei popoli, aggiunge: «L'acqua, con il surriscaldamento del clima, è il vero petrolio, ecco il motivo di questo accanimento per controllarla». 
Da Rio ai nodi cittadini e regionali che ieri hanno manifestato per un obiettivo comune e hanno portato in piazza le proprie peculiari esperienze territoriali, sintomatiche di come «quella dell'acqua e dei beni comuni è una battaglia che è importante giocare anche a livello territoriale». 
Tra le varie esperienze, quella calabrese, alle prese con «l'ennesima inchiesta che riguarda la malagestione dell'acqua: meno di un mese fa, i responsabili del servizio idrico regionale sono stati accusati di aver distribuito acqua non potabile» spiega Peppe del centro sociale Cartella di Reggio Calabria, sede del nodo locale del comitato per l'acqua pubblica, distrutto da un incendio a metà del mese di maggio. Da Pistoia, «al centro di una regione che da anni ha scelto la via della privatizzazione del servizio idrico», invece raccontano la difficoltà di organizzare la campagna per le autoriduzioni e la necessità di lavorare molto tra la gente. In poche parole: «Dopo il referendum, per il popolo dell'acqua pubblica e dei beni comuni, la strada è stata in salita». 
Lo spezzone più nutrito è quello romano raccolto dietro allo striscione giallo con scritta nera «Roma non si vende» che ha aperto la manifestazione cittadina del 5 maggio scorso, giorno in cui migliaia di romani sono scesi in piazza contro la decisione del sindaco Alemanno di vendere il 21% di Acea, la multiutility dell'acqua e dell'energia oggi al 51% nelle mani del comune. Forte anche la solidarietà e la vicinanza alla popolazione emiliana investita dal terremoto che nonostante le difficoltà ha deciso di partecipare alla manifestazione di ieri. «Siamo qui perché questa battaglia riguarda la democrazia e quindi ci riguarda tutti», afferma Marzia da Ferrara che racconta come «siamo in pochi perché molti attivisti del comitato sono rimasti per rimboccarsi le maniche tra le macerie». Al loro fianco uno striscione parla per tutti: «In solidarietà con le popolazioni colpite dal sisma, dai terremoti ci si difende con la difesa dei territori». 
Quando il corteo arriva a San Giovanni, intorno alle sei di pomeriggio, la gente si siede sul prato davanti alla basilica e lo riempie di striscioni e bandiere. Dal palco le frasi di vicinanza ai cittadini di Trento caricati dalla polizia per aver contestato il ministro Elsa Fornero al festival dell'Economia fa scattare un lungo applauso. Il prossimo appuntamento per il popolo dell'acqua non è lontano: il 12 e il 13 giugno infatti ci saranno iniziative e manifestazioni in tutto il territorio italiano per l'anniversario del referendum. All'orizzonte anche una nuova campagna per chiedere alla politica di esprimersi in merito alla riforma tariffaria dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, considerata dal Forum dei movimenti per l'acqua «una vera e propria truffa perché di fatto non elimina la remunerazione per il capitale investito abolita con il voto referendario».
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it