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PALERMO - sociale, ambiente
Il porto con cemento depotenziato
per i controlli arrivava quello "oro"
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redazione
04.06.2012
L'attracco per i natanti di Balestrate, piccolo centro turistico nel palermitano, sarebbe stato costruito con il famoso cemento depotenziato. Ai domiciliari anche un funzionario del Genio civile.

redazione - 04.06.2012
Per realizzare il porto turistico di Balestrate, piccolo centro del palermitano, avrebbero utilizzato cemento depotenziato. Per questo motivo i Carabinieri all'alba di oggi hanno hanno notificato a sette persone un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, accusate di frode in pubbliche forniture, truffa, e falso materiale e ideologico.
 
I provvedimenti, emessi dal Gip di Palermo, sono stati eseguiti anche a Enna e a Roma. È stata una consulenza della Procura di Palermo ad accertare che sarebbe stato usato calcestruzzo depotenziato.
 
Coinvolti tecnici impegnati nei lavori per il porto. L'attività investigativa, si collega all'indagine «Benny» che tre anni fa portò in carcere Benedetto Valenza, imparentato con esponenti del clan di Borgetto. Ai domiciliari è finito anche un funzionario del Genio civile di Palermo.
 
Proprio Valenza è uno dei "protagonisti" di questa ennesima truffa. Il piccolo porto non è ancora attivo "non siamo preoccupati per la sua tenuta statica - hanno spiegato i magistrati - ma certamente l'opera non avrà la durata che doveva avere, e una mareggiata potrà certamente causare danni importanti".
 
Quindi: lo Stato paga a prezzo pieno, ma riceve un'opera di poca qualità. E dunque dovrà prima o poi spendere molti più soldi. Anche questi sono sprechi, e di quelli continui. Non si può fare niente? La storia di Ballestrate dimostra il contrario. Il procuratore titolare dell'indagine Francesco Messineo, che ha coordinato l'indagine con i sostituti Sergio Demontis, Francesco Del Bene e Lia Sava, hanno spiegato che - almeno - si potrebbe evitare di fars apere quando arivano i controlli: "I prelievi dovrebbero essere fatti a sorpresa, non si dovrebbe sapere in quale luogo viene fatto", hanno detto. Le intercettazioni raccolte durante l'inchiesta, infatti, parlano chiaro. «Domani arrivano 40 metri cubi alle 13» dice Valenza «Domani abbiamo la commissione collaudo - risponde Grancagnolo - Il calcestruzzo deve essere oro». «Domani glielo porto oro - ribatte Valenza - poi recuperiamo la prossima volta». 
 
La truffa, ovviamente, era ben congegnata e non basata soltanto su un'attenta somministrazione del materiale da portare a verifica. Tra le cose che la compagnia aveva architettato c'era anche un falso certificato di collaudo statico.
 
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