mercoledì 18 settembre 2013
indice
palestina
17.09.2013 Sonia Grieco
SBARCHI
16.09.2013 Fulvio Vassallo Paleologo
COSTA CONCORDIA
16.09.2013 Arianna Di Genova
SCUOLA
13.09.2013 Giuseppe Caliceti
SCANDALI
12.09.2013 Silvio Messinetti
NoTav
12.09.2013 Massimo Zucchetti
ILVA
12.09.2013 Alessandro Leogrande
Femminicidio
11.09.2013 Luisa Betti
SBILANCIAMOCI
09.09.2013 Angelo Mastrandrea
imu
30.08.2013 Riccardo Chiari
femminicidio
28.08.2013 Carlo Lania
ANTIPROIBIZIONISMO
26.08.2013 Luca Tancredi Barone
caporalato
23.08.2013 Roberto Ciccarelli
CASA
21.08.2013 Paolo Berdini
INTERSESSUALITÀ
19.08.2013 Luca Tancredi Barone
IDENTITÀ SESSUALE
14.08.2013 Luca Tancredi Barone
beni comuni
14.08.2013 Andrea Palladino
OMOFOBIA
13.08.2013 Luca Tancredi Barone
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa testo su due colonne testo su una colonna ingrandisci testo riduci testo reset testo
FORUM - sociale, rubriche
Per un dialogo tra scienza e società civile
i commenti stanno arrivando ...
il modulo di invio sta arrivando ...
Grazia Basile
04.06.2012
Continua il diobattito promosso dalla Fondazione Diritti Genetici su Scienza, scientismo e democrazia. Oggi un'analisi sul crollo nella fiducia del progresso che si è verificato nel XX secolo. 

Grazia Basile - 04.06.2012
* Professore associato di linguistica generale, università di Salerno
C’è stato un lungo periodo - grosso modo dall’Illuminismo alla metà del ventesimo secolo - contrassegnato da una sorta di fiducia assoluta nel potere della scienza: i progressi della scienza in tutti i settori erano considerati sinonimo di progresso, una sorta di grimaldello - come sottolinea Rita Levi-Montalcini (cfr. Levi-Montalcini, 1994: 37) - con cui scardinare gli effetti deleteri della superstizione e dell’ignoranza. Solo qualche voce isolata, come quella di Giacomo Leopardi in una delle sue liriche più famose La ginestra, si leva a parlare, non senza ironia, “dell’umana gente le magnifiche sorti e progressive”.
Bisogna però arrivare alla seconda metà del ventesimo secolo, senza purtroppo alcuna ironia, perché la fiducia riposta dalla società nella scienza subisca un drammatico crollo: ciò accade in seguito all’esplosione della bomba atomica nell’agosto del 1945 in Giappone che distrusse due città e causò la morte di centinaia di migliaia di persone. Nella società attuale ci sono anche altre ragioni, come ad esempio l’inquinamento atmosferico, le conseguenze dell’esplosione demografica per il nostro pianeta, la manipolazione genetica ecc., che, nondimeno, fanno spesso vacillare, presso tutti gli strati sociali dell’opinione pubblica, il senso di sicurezza e di fiducia negli effetti benefici e salvifici dei progressi scientifici determinando, per così dire, una rottura del contratto tra scienza e società (v. Levi-Montalcini, 1994: ibidem).
E la rottura di questo contratto tra scienza e società ci impone delle riflessioni accurate su che cosa vuol dire oggi fare scienza. Come è noto, quando parliamo di scienza in generale utilizziamo una sorta di termine ombrello che riguarda sia discipline che si occupano delle leggi che regolano i rapporti tra entità astratte (ad esempio la matematica), sia discipline che si occupano dello studio di entità inanimate (ad esempio la chimica o la geologia) come pure dell’osservazione del comportamento di entità animate (ad esempio la biologia) ecc. Nell’uso corrente, tuttavia, noi usiamo il termine scienza per riferirci anche alle applicazioni e ai sottoprodotti tecnologici che derivano dall’utilizzo delle conoscenze fisiche, chimiche, biologiche ecc. Più che di scienza sarebbe quindi più opportuno parlare di scienze, di saperi intrecciati a pratiche e ad applicazioni relativi alle varie sfere di esperienza della specie umana.

In generale, le scienze, i saperi scientifici, così come quelli filosofici, artistici, letterari ecc., costituiscono parte integrante della struttura delle società contemporanee e ne definiscono e influenzano la natura e gli sviluppi: esse insomma sono strettamente intrecciate alla nostra cultura, alle forme del nostro vivere sociale e alle nostre forme di comunicazione. Possiamo insomma sostenere che la scienza (o meglio le scienze), assieme all’arte, alla religione, alla politica, plasma il nostro modo di vedere il mondo, di pensare, di progettare, di pianificare ecc. Essa, insomma, assieme a saperi di altro genere, ci fornisce un sistema di simboli, concetti, valori che ci aiutano a dare un senso alla realtà, a cercare risposte alle nostre domande e, soprattutto, a formularne di nuove (v. Castelfranchi, Pitrelli, 2007: X). Vediamo in quali forme si definisce questa integrazione.

Continua a leggere e partecipa al dibattito su:
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it