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UN APPELLO DAI BALCANI
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*** - 19.06.2012
 
Appello per salvare “il Manifesto”
“Il Manifesto”, nato dalle esigenze di rinnovamento del pensiero marxista e comunista nell’ambito dei movimenti del ’68, si è sempre battuto perché tutti potessero esprimere le loro idee.
Ora la logica economico-finanziaria che cerca di sovrastare tutto e tutto soffocare, riducendo – mai come nell’attuale crisi – gli uomini e tutte le relazioni sociali, come anche tutti i prodotti della cultura a pura merce, vorrebbe dominare anche il pensiero, soprattutto se propone una visione critica.
Convinti che il pensiero critico sia il principale veicolo del cammino storico dell’umanità, non possiamo rimanere indifferenti davanti all’intenzione censurale di chiudere “il Manifesto”, una tra le più importanti voci del libero pensiero in Italia negli ultimi 43 anni. Riteniamo che sia ipocrita la mimetizzazione di tale intenzione con l’oggettiva necessità economica. Siamo ben consci di quanto si possa nascondere, e cosa si nasconde, dietro l’imparzialità della necessità economica. Non bisogna essere necessariamente marxisti per sapere che “l’imparzialità è un’illusione da sciocchi o – più spesso – una viltà da opportunisti o una vanteria per imbroglioni”. Proprio per questo vogliamo qui ricordare il caso specifico della rivista “Praxis”, che nelle sue due edizioni – jugoslava e internazionale – portava avanti un programma di critica radicale di tutto l’esistente, dal capitalismo occidentale al cosiddetto socialismo reale, cercando di mostrare le aporie dei due sistemi. Quando le autorità ne impedirono l’attività editoriale, alla fine del 1974, privandola dei finanziamenti pubblici, poiché si sentivano minacciati dalla voce della critica, tra l’altro addussero come giustificazione la recessione economica (“ovviamente ogni similitudine con i fatti italiani d’oggi è puramente casuale”, poiché quelle erano cose che succedevano nei regimi socialisti). Allora “il Manifesto” prese posizione e – forse unico quotidiano in Italia – si schierò a fianco dei filosofi e sociologi di “Praxis”.
Per questo noi, donne e uomini impegnati nel mondo della ricerca scientifica, nell’educazione, nella politica e nella cultura, dei paesi dell’area nella quale era pubblicata la rivista “Praxis”, rimaniamo convinti dell’inestimabile valore sociale e scientifico della critica (uno dei valori fondanti di “Praxis”) e riteniamo di non poter accettare, soprattutto in un momento in cui abbiamo bisogno di una voce critica, che si metta a tacere chi si è sempre battuto per le libertà di tutti.
Lista dei firmatari e delle firmatarie
Jovica Acin, scrittore, Belgrado; Bojan Aleksov, storico, Londra; Sead Alic, filosofo, Zagabria; Srdjan Atanasovski, musicologo, Belgrado; Kresimir Babel, filosofo, Zagabria; Vuk Bacanovic, giornalista, Sarajevo; Esad Bajtal, filosofo, Breza; Djordje Balmazovic, grafico, Belgrado; Milorad Belancic, filosofo, Belgrado; Isuf Berisha, filosofo, Pristina; Igor Bezinovic, regista, Fiume/Zagabria ; Bojan Bilic, sociologo, Vrbas; Sasa Blagus, fisico, Zagabria; Luka Bogdanic, filosofo, Roma/Zagabria; Gordana Bosanac, filosofa, Zagabria; Ratko Bubalo, giurista, Novi Sad; Sasa Cerovac, economista, Zagabria; Slobodan Cvejic, sociologo, Belgrado; Nada Dabic, attivista, Novi Sad; Nenad Dakovic, filosofo, Belgrado; Zoran Dimic, filosofo, Vranje/Nis; Pavel Domonji, politologo, Novi Sad; Dejan Donev, filosofo, Skopje/Kumanovo; Milena Dragicevic-Sesic, studiosa della cultura, Belgrado; Sladjana Dragisic Labas, sociologa e psicoterapeuta della famiglia, Belgrado; Rade Dragojevic, giornalista, Zagabria; Rada Drezgic, antropologa, Belgrado; Dean Duda, comparatista, Zagabria; Nemanja Dzuverovic, politologo, Belgrado; Dubravka Djuric, poetessa e teorica del femminismo, Belgrado; Goran Fejic, diplomatico (in pensione), Parigi; Ljiljana Filipovic, filosofa, Zagabria; Predrag Finci, filosofo e scrittore, Sarajevo/Londra; Toni Gabric, giornalista, Zagabria; Ivana Gacanovic, antropologa, Belgrado; Igor Galo, regista, Pola; Mirjana Galo, attivista per i diritti umani, Pola; Zagorka Golubovic, sociologa e antropologa, Belgrado; Vinko Grgurev, filosofo, Bjelovar; Ivona Grgurinovic, etnologa, Zagabria; Boris Gunjevic, teologo, Zagabria; Marjan Hajnal, filosofo-umanista, Tel Aviv; Alija Hodzic, sociologo, Zagabria; Srecko Horvat, pubblicista e attivista, Zagabria; Damir Hrsak, docente e attivista, Zagabria; Viktor Ivancic, giornalista e scrittore, Spalato; Rada Ivekovic, filosofa e teorica del femminismo, Parigi; Milos Jadzic, attivista politico, Belgrado; Bozidar Jaksic, sociologo, Belgrado; Vesna Jankovic, sociologa, Zagabria; Isidora Jaric, sociologa, Belgrado; Vladan Jeremic, artista, operatore culturale e attivista politico, Belgrado; Vladimir Jevtic, storico e attivista, Bajina Basta; Djokica Jovanovic, sociologo, Nis/Belgrado; Milos Jovanovic, sociologo, Nis; Tatjana Jovanovic, filosofa e giornalista, New York/Belgrado; Hrvoje Juric, filosofo, Zagabria; Pero Jurisin, giornalista, Spalato; Valentin Kalan, filosofo, Lubiana; Rade Kalanj, sociologo, Zagabria; Gracijano Kalebic, filosofo, Dugi Rat/Spalato; Zeljko Kaludjerovic, filosofo, Novi Sad; Miodrag Kapetanovic, matematico, Belgrado; Mate Kapovic, linguista, Zagabria; Milena Karapetrovic, filosofa, Banja Luka; Leonida Kovac, teorica e critica d’arte, Zagabria; Filip Kovacevic, filosofo, Podgorica/Cattaro; Ljubomirka-Ljupka Kovacevic, attivista pacifista, Cattaro; Lev Kreft, filosofo, Lubiana; Tomislav Krznar, filosofo, Zagabria; Adil Kulenovic, giornalista, Sarajevo; Suzana Kunac, sociologa, Zagabria; Todor Kuljic, sociologo, Belgrado; Vera Kurtic, attivista, Nis; Ivan Kuvacic, sociologo e filosofo, Zagabria; Mladen Labus, filosofo, sociologo e scrittore, Zagabria; Igor Lasic, giornalista, Zagabria; Mladen Lazic, sociologo, Belgrado; Ante Lesaja, economista, Curzola; Stijepo Letunic, economista, Dubrovnik; Janko Lozar, filosofo, Lubiana; Rajka Lucar, giurista, Novi Sad; Ivo Lucic, giornalista, Zagabria; Luciano Luksic, filosofo, Zagabria; Shkelzen Maliqi, filosofo, Pristina; Zlatoje Martinov, giornalista e editore, Belgrado; Predrag Matvejevic, scrittore, Zagabria; Tomislav Medak, filosofo, Zagabria; Matko Mestrovic, teorico dell’economia e critico d’arte, Zagabria; Borislav Mikulic, filosofo, Zagabria; Petar Milat, filosofo, Zagabria; Olivera Milosavljevic, storica, Belgrado; Ana Miskovska Kajevska, sociologa, Skopje/Amsterdam; Ivica Mladenovic, sociologo e giornalista, Parigi/Belgrado; Nada Mladina, pediatra, Tuzla; Lepa Mladjenovic, attivista femminista e dei diritti LGBT, Belgrado; Rastko Mocnik, sociologo, Lubiana; Andrej Nikolaidis, scrittore, Ulcinj; Dragomir Olujic Oluja, giornalista e politologo, Belgrado; Milos Pahor, filosofo, Lubiana; Ivo Paic, filosofo, Zagabria; Zlatko Pakovic, scrittore e regista, Belgrado; Goran Pavlic, filosofo, Barbana; Ivana Percl, operatrice culturale e attivista, Zagabria; Zdravko Peric, filosofo, Osijek; Milenko A. Perovic, filosofo, Novi Sad; Jelena Pesic, sociologa, Belgrado; Nikola Petkovic, scrittore, Fiume ; Antoanela Petkovska, sociologa, Skopje; Sanja Petkovska, politologa, Belgrado; Asja Petrovic, docente di letteratura (in pensione), Zagabria; Milo Petrovic, sociologo, Belgrado; Mladenka Pincic, fisica, Zagabria; Marko Pisev, etnologo e antropologo, Belgrado; Nebojsa Popov, sociologo, Belgrado/Zrenjanin; Milan Popovic, giurista, Podgorica; Venita Popovic, sociologa, Zenica; Boris Postnikov, giornalista, Zagabria; Sonja Prodanovic, architetto e attivista ecofemminista, Belgrado; Srecko Pulig, giornalista, Zagabria; Andrea Radak, giornalista, Zagabria; Sandra Radenovic, sociologa, Belgrado; Miroljub Radojkovic, politologo, Belgrado; Dusko Radosavljevic, politologo, Novi Sad; Nastasja Radovic, giornalista, Belgrado; Sasa Rakezic (Aleksandar Zograf), giornalista e autore di fumetti, Pancevo; Izvor Rukavina, sociologo, Zagabria; Olivija Rusovac, giornalista, Belgrado; Astrit Salihu, filosofa, Pristina; Nermin Sarajlic, scrittore, Zenica; Mico Savic, filosofo, Belgrado; Zoran Senta, editore, Zagabria; Djordje D. Sibinovic, giurista, filosofo e poeta, Belgrado; Nenad Smokrovic, filosofo, Fiume; Dzemal Sokolovic, sociologo, Sarajevo/Bergen; Krunoslav Stojakovic, storico, Berlino; Marijana Stojcic, sociologa, Belgrado; Goran Sunajko, politologo, Zagabria; Darko Suvin, filosofo, Lucca; Gordana Skoric, filosofa, Zagabria; David Sporer, comparatista, Zagabria; Snezana Tabacki, architetto e attivista pacifista, Belgrado; Milka Tadic Mijovic, giornalista, Podgorica; Tatjana Tagirov, giornalista, Zagabria/Belgrado; Jasna Tkalec, giornalista, Zagabria; Ljubinka Trgovcevic, storica, Belgrado; Jovica Trkulja, giurista, Belgrado; Zorica Trifunovic, attivista femminista e pacifista, Belgrado; Srdjan Tucakovic, economista, Kragujevac; Karel Turza, sociologo, Belgrado; Andrej Ule, filosofo, Lubiana; Milos Vasic, giornalista, Belgrado; Lino Veljak, filosofo, Zagabria; Rade Veljanovski, politologo, Belgrado; Luka Vodinelic, attivista, Belgrado; Dragica Vujadinovic, filosofa, Belgrado; Ljubisa Vujosevic, bibliotecario, Belgrado; Vera Vujosevic, sociologa, Belgrado; Ivana Zagorac, filosofa, Zagabria; Stasa Zajovic, attivista pacifista e femminista, Belgrado; Ana Zorbic, attivista, Nis; Paula Zore, attivista, Zagabria; Martina Zezelj, filosofa, Osijek; Slavoj Zizek, filosofo, Lubiana; Ozren Zunec, sociologo e filosofo, Zagabria.
 
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
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Atlante storico
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